Lettere – Monfalcone, «Città più islamica d’Italia», il dem Delbello: «Ruolo decisivo è della Lega»

Lettere – Monfalcone, «Città più islamica d’Italia», il dem Delbello: «Ruolo decisivo è della Lega»

LA LETTERA

Lettere – Monfalcone, «Città più islamica d’Italia», il dem Delbello: «Ruolo decisivo è della Lega»

Di FABIO DELBELLO • Pubblicato il 25 Apr 2026
Copertina per Lettere – Monfalcone, «Città più islamica d’Italia», il dem Delbello: «Ruolo decisivo è della Lega»

La riflessione si sofferma sui rapporti istituzionali tra Italia e Bangladesh sul tema immigrazione e sulla stima per la direzione di Fincantieri espressa da esponenti leghisti di primo piano.

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Un contributo che fa riflettere, quello di Fabio DelBello. Lo sguardo sulla questione demografica a Monfalcone, in particolare quanto a crescita della popolazione straniera di fede musulmana e posizioni politiche a riguardo, viene allargato dal contesto locale a quello nazionale e governativo. DelBello cita in particolare le visite e i rapporti istituzionali tra governo italiano e bengalese incentrati sull’arrivo di nuovi lavoratori in Italia e il plauso di esponenti di spicco della Lega alla direzione di Fincantieri negli ultimi dieci anni. Indirizzi divergenti, a suo parere, rispetto a quelli della Giunta cittadina. [F.D.G.]

Sindaco ed europarlamentare lo ammettano per i dati e per i fatti. I dati numerici sono inconfutabili: nel 2016 circa 2500 stranieri a Monfalcone di cui circa duemila bengalesi, nel 2026 oltre 10000 stranieri di cui quasi 7000 islamici senza alcuna iniziativa politica da parte della Giunta comunale nei confronti dei veri “poteri forti” governativi.

Sappiamo che per i nostri politici che da alcuni anni governano dappertutto le “colpe” sono sempre degli “altri”: gli diciamo una volta per tutte che questo è infantilismo politico che può incantare solo in un contesto dominato dall’analfabetismo funzionale dilagante, non è per fortuna più il caso di Monfalcone, il grande risultato del recente referendum lo ha dimostrato.

Alcuni fatti fondamentali. Fincantieri è controllata al 64,24% da Cassa Depositi e Prestiti Equity SpA che risponde alle direttive del Ministero dell’Economia guidato dal ministro Giorgetti della Lega. In visita ufficiale a Dacca nel mese di maggio 2025 il ministro dell’interno Piantedosi (in quota Lega), incontrando il primo ministro Yunus, ha elogiato la presenza dei lavoratori bengalesi in Italia, annunciando un futuro accordo per altre quote di lavoratori immigrati. Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Bangladesh, Antonio Alessandro, ha svolto nello scorso mese di gennaio una visita ufficiale in Bangladesh, nel corso della quale ha tenuto una serie di incontri istituzionali con rappresentanti di Governo e con i vertici militari, finalizzati al rafforzamento del dialogo bilaterale tra Italia e Bangladesh nei settori della difesa e della sicurezza.

Nel 2019, quando era in forse la riconferma dell’ad Bono (in seguito scomparso), a sua difesa si schierò il vicepremier Matteo Salvini che affermò: «Lo stimo per quello che ha fatto e conto che continui a farlo a lungo e sarò a Monfalcone la settimana prossima ad inaugurare l'ennesimo gioiello dell'imprenditoria italiana».

Come si capisce anche dalla presa di posizione di Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture, pure lui eletto con la Lega: «Non mi occupo di nomine, ma negli ultimi anni Giuseppe Bono ha gestito molto bene Fincantieri, e non sarebbe facile trovare un manager con le sue caratteristiche». Rixi è andato anche oltre: «Normalmente i manager si cambiano quando non funzionano, e non mi sembra questo il caso: Bono ha la vision per garantire l'aumento dell'occupazione anche dopo il 2030. Se dovessi scegliere un altro management vorrei capire se ha le stesse caratteristiche e la stessa visione», ha spiegato.

Per ridurre le immigrazioni dal Bengala, il duo Fasan/Cisint dovrebbe alzare il telefono e chiamare Giorgetti e Piantedosi. Se così non sarà restiamo nel campo della propaganda e constatiamo che il sindaco di Monfalcone non ha peso né istituzionale né politico neanche nel suo stesso partito. Comunque scommettiamo che il telefono sarebbe sonoramente sbattuto giù da qualunque ministro o sottosegretario del governo Meloni?  

Foto Salvatore Ferrara                                              

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