LA LETTERA
Lettere - Mobilità sostenibile a Monfalcone, il dem Pizzin: «Piste ciclabili trattate con superficialità»
L'esponente del Pd critica gli ultimi interventi sui tracciati cittadini, «aggravati i problemi esistenti, penalizzando ciclisti e pedoni a pochi giorni dall’avvio della stagione balneare».
Ci scrive Stefano Pizzin della segreteria del Partito Democratico di Monfalcone, intervenendo sulla situazione delle piste ciclabili cittadine, evidenziando le criticità emerse a seguito dei recenti interventi di manutenzione effettuati dall'amministrazione comunale. Secondo il rappresentante democratico, le soluzioni adottate avrebbero peggiorato la fruibilità di alcuni percorsi particolarmente frequentati da residenti e turisti, sollevando interrogativi sulla qualità degli interventi realizzati e sull'attenzione riservata alla mobilità sostenibile nel territorio comunale. S.F.
La realizzazione delle piste ciclabili in città è iniziata con la giunta Persi ed è proseguita con le amministrazioni Pizzolitto e Altran. Di quel periodo ricordiamo ancora lo scetticismo e l’opposizione della destra, sempre in prima linea contro i mezzi di trasporto ecologici. Negli ultimi anni, seppur con una lentezza esasperante, sono stati completati alcuni tratti e sono stati eseguiti interventi di manutenzione su quelli esistenti. Bene, ci mancherebbe altro: non servono certo fenomeni per fare queste cose. Tuttavia, come evidenzia oggi la stampa locale, le piste ciclabili continuano a piacere poco a questa amministrazione e, quando è costretta a realizzarle o sistemarle, sembra farlo nel modo più approssimativo e sciatto possibile.
Così, la pista sterrata che collega Marina Nova a Marina Julia e quella lungo il Brancolo, spesso soggette, dopo le piogge, alla formazione di pericolose buche e allagamenti, sono state “sistemate” in modo alquanto discutibile, quasi si volesse scoraggiare l’utilizzo della bicicletta. La soluzione adottata, infatti, è stata quella di ricoprire il percorso con un abbondante strato di ghiaia e sassi, nei quali le biciclette sprofondano, rendendo la pedalata difficile se non impossibile. I ciclisti sono così costretti a inventarsi percorsi alternativi: in un caso invadendo il tratto riservato ai pedoni, nell’altro spostandosi sul prato, danneggiandolo. Alcuni sono già caduti, altri stanno pensando di rinunciare alle due ruote e, per i più coraggiosi che continuano a utilizzare questi percorsi, non resta che sperare siano ben allenati.
Nel frattempo, l’amministrazione, distratta e troppo impegnata a installare nuovi parcheggi a pagamento a Marina Julia, anziché intervenire per risolvere il problema, ha iniziato a collocare divieti e cartelli che invitano i ciclisti a portare la bici a mano. Sarebbe opportuno intervenire rapidamente e in modo adeguato per sistemare i percorsi, anche perché la stagione balneare è ormai alle porte. Del resto, già per garantire la presenza del bagnino sono stati necessari due mesi.
Eh già, «chi sa fa» e quando fa male, mette un divieto. A Monfalcone funziona così.
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