Lettere - La proposta su 'I Sette Giurati di Ronchi', «Quando la toponomastica diventa revisionismo»

Lettere - La proposta su 'I Sette Giurati di Ronchi', «Quando la toponomastica diventa revisionismo»

LA LETTERA

Lettere - La proposta su 'I Sette Giurati di Ronchi', «Quando la toponomastica diventa revisionismo»

Di 'RONCHI DEI PARTIGIANI' • Pubblicato il 03 Gen 2026
Copertina per Lettere - La proposta su 'I Sette Giurati di Ronchi', «Quando la toponomastica diventa revisionismo»

Il comitato Ronchi dei Partigiani boccia la proposta avanzata dal consigliere di minoranza Di Bert.

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In merito alla mozione depositata dal consigliere comunale ronchigino Massimo Di Bert, ci scrive il comitato "Ronchi dei Partigiani" secondo cui nel dibattito pubblico sulla memoria storica e sulle intitolazioni degli spazi urbani, è fondamentale mantenere uno sguardo rigoroso e responsabile sulla storia della comunità. La proposta recentemente avanzata dal membro dell'opposizione consiliare di dedicare una via ai cosiddetti “Giurati di Ronchi” impone una riflessione seria e misurata considerata la ricorrenza del centenario del cambio di nome del Comune. Quale valore effettivamente assumerebbe per la città e per la sua memoria collettiva? S.F .

La proposta di dedicare una via ai “giurati di Ronchi”, rilanciata da Massimo Di Bert e rilanciata sui social, cade francamente male proprio all’inizio dell’anno in cui ricorre il centenario del cambiamento del nome del nostro Comune — un simbolo storico che testimonia la trasformazione di questa comunità, dalle contraddizioni del primo Novecento alle lotte partigiane e alla Resistenza.

Anziché misurarsi con la storia reale e con le ferite vere del nostro territorio, si torna a proporre una dedica che non solo è priva di senso civico, ma rischia di insultare la memoria collettiva: i giurati di Ronchi non sono martiri né eroi della comunità, e usare questa denominazione come se fosse un motivo d’onore è una vera e propria minchiata storica. Se si intendesse davvero onorare le vittime degli anni bui, civili, lavoratori, resistenti e famiglie segnate da violenza, guerra e soprusi, allora sì: ci sarebbe moltissimo di cui parlare; vie, piazze e luoghi pubblici dovrebbero ricordare chi ha pagato con la vita o con la libertà – non astrazioni né slogan da tastiera.

La nostra città ha una storia complessa: da Ronchi di Monfalcone a Ronchi dei Legionari, tra le spinte dell’impresa dannunziana del 1919 e la successiva Resistenza contro fascismo e occupazioni. È grave che, nell'anno in cui celebriamo il centenario di questa trasformazione, si torni a proporre dediche che non guardano alla comunità, che non costruiscono memoria condivisa, ma tentano soltanto di riscrivere i fatti per rispondere a visioni di parte o a nostalgie personali.

Ronchi dei Partigiani ribadisce con forza che la memoria non è negoziabile, onorare la comunità significa dare voce alle vittime vere, non riabilitare narrazioni vuote o ambigue. Una via dedicata ai cittadini che hanno subito ingiustizie, persecuzioni e lutti sarebbe un tributo ben più significativo per Ronchi intera. Invitiamo chi propone iniziative del genere a riflettere su cosa significhi veramente fare memoria storica collettiva — e a confrontarsi con le realtà associative, culturali e partigiane del nostro territorio prima di avanzare proposte improprie e divisive. 


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