Lettere - «Il Giorno del Ricordo non sia revisionismo»: la Rete Antifascista di Sežana richiama contro l'oblio sui crimini del fascismo

Lettere - «Il Giorno del Ricordo non sia revisionismo»: la Rete Antifascista di Sežana richiama contro l'oblio sui crimini del fascismo

LA LETTERA

Lettere - «Il Giorno del Ricordo non sia revisionismo»: la Rete Antifascista di Sežana richiama contro l'oblio sui crimini del fascismo

Di MARINO CLEMENTE • Pubblicato il 09 Feb 2026
Copertina per Lettere - «Il Giorno del Ricordo non sia revisionismo»: la Rete Antifascista di Sežana richiama contro l'oblio sui crimini del fascismo

Attraverso le parole del socio MMA Marino Clemente da Gorizia il network presieduto da Jadranka Šturm Kocjan chiede verità storica, «impossibile non ricordare l'occupazione e le violenze del regime».

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Ci scrive Marino Clemente, socio MMA, in merito al Giorno del Ricordo, richiamando il comunicato della Rete Internazionale Antifascista, costituitasi a Sežana nel 2025 e presieduta dalla parlamentare slovena Jadranka Šturm Kocjan. La Rete Internazionale Antifascista riunisce associazioni, collettivi e realtà antifasciste slovene, croate e italiane, impegnate nella difesa della memoria storica, dell’antifascismo e dei valori democratici. E.V. 

Il giorno che la Repubblica Italiana celebra come Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, è divenuto un esempio emblematico di una pericolosa e sistematica revisione storica, nella quale una memoria selettiva viene utilizzata come strumento politico anziché come confronto sincero e credibile con il passato.

Sotto la copertura della pietà verso le vittime, si tace deliberatamente il contesto storico fondamentale: la brutale occupazione fascista, le politiche di snazionalizzazione e di genocidio culturale, i campi di concentramento, l’incendio dei villaggi, le deportazioni e i crimini di massa perpetrati dallo Stato italiano ai danni di una popolazione prevalentemente slava. Senza questo contesto, ogni discorso sulla memoria risulta disonesto e fuorviante. È inaccettabile che oggi la resistenza antifascista venga criminalizzata, mentre i crimini del fascismo vengono marginalizzati o relativizzati. Una simile politica della memoria non è orientata alla riconciliazione, bensì alla riabilitazione del fascismo e alla costruzione di una falsa simmetria tra occupante e vittima.

Un ricordo senza verità non è memoria, è propaganda. Noi, uniti nella rete internazionale antifascista, respingiamo con la massima fermezza ogni interpretazione unilaterale della storia e affermiamo con chiarezza che senza la condanna del fascismo e del nazismo non esiste una memoria credibile, e senza integrità storica non esiste giustizia. Ciò è particolarmente importante in un momento in cui, in Europa e nel mondo, si diffondono nuovamente ideologie fasciste, populismi e regimi autoritari. L’antifascismo non è un’ideologia del passato – è il fondamento della democrazia di oggi.  

Foto d'archivio de Il Goriziano

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