LA LETTERA
Lettere - Guida sicura, illusione o speranza?
Il consigliere comunale Angelo Raffaele Panarito si interroga su quali iniziative intraprendere per migliorare la sicurezza stradale, evitando comportamenti scorretti.
Un intervento che parte da episodi riscontrabili nel quotidiano e si allarga al carattere generale della questione. Angelo Raffaele Panarito, consigliere comunale a Staranzano, argomenta le sue proposte per contrastare fenomeni di guida scorretta o distratta e dunque potenzialmente pericolosa. [F.D.G.]
Quando sei alla guida di una vettura, o meglio ancora della tua bici o a piedi ti accorgi che il codice della strada è conosciuto da pochi. Ognuno di noi può raccontarne di episodi vissuti.
Ti accorgi che una signora di mezza età si accosta al semaforo in contromano e ti guarda stupita quando le fai un cenno di disappunto, dandoti come risposta: «La strada è di tutti» (via Sauro - Staranzano); ti accorgi che il cane, che la settimana prima era “copilota” e in meno di 7 giorni è stato promosso “pilota”: in auto ed in braccio ad una signora (via Redipuglia - Ronchi dei Legionari). Ti accorgi che un conducente di una vecchia auto ha molta fretta di andare a fare il pieno in Slovenia e, incurante della strada stretta, dell’auto che sopraggiunge nel senso opposto e della bici alla sua destra, stringe il malcapitato ciclista al suo fianco costringendolo a rifugiarsi nel vigneto (Salita del Bosco di Plessiva). Se ti accorgi di tutto ciò, allora è il caso di chiedersi cosa sta succedendo.
Ma quello che più preoccupa, in questa storia, sono la velocità e la distrazione. Pochi osservano la segnaletica, i limiti di velocità, i segnali di pericolo. Pochi di noi guidano con attenzione, con la consapevolezza del rischio, di quell’arma chiamata auto che se usata male può fare molti danni.
La domanda è cosa fare? Sarebbe opportuno fare degli aggiornamenti periodici, almeno alla scadenza del documento di guida, 10, 5, 3, 2 anni ed esami teorici e pratici. Ripassare le conoscenze basilari che normano la circolazione stradale di mezzi e pedoni non sarà una perdita di tempo, ma uno “strumento” che farà crescere la nostra fiducia e sicurezza mentre conduciamo un veicolo. Ci sono persone, come me, che hanno conseguito l’idoneità alla guida quasi 50 anni fa, senza mai seguire dei corsi di aggiornamento (il codice della strada cambia continuamente) o assistere ad incontri sulla sicurezza stradale per la consapevolezza del rischio. Queste iniziative potrebbero sviluppare, in ognuno di noi, più sicurezza e cognizione della conoscenza del pericolo.
Le visite mediche, poi, dovrebbero essere più accurate: non solo visita oculistica, ma prelievi del sangue e visita generale del medico di base. Per gli automezzi le misure dovrebbero essere restrittive: se ci sono delle regole vanno rispettate, se ci sono limiti di velocità vanno seguite, ottemperate, osservate. A tal proposito potrebbe intervenire l’intelligenza artificiale con gli strumenti che oggi l’uomo può vantare di aver perfezionato come l’ISA (Intelligent speed assistence), ADAS (assistenza alla guida e prevengono incidenti stradali), che fanno parte della sicurezza attiva dell’auto.
Occorre una legge guida che imponga al veicolo di rispettare in autonomia almeno i limiti di velocità, rallentando fino ad arrivare al limite imposto dall’Ente proprietario della strada. I politici locali, consiglieri regionali o parlamentari della nostra zona, magari coloro che sono più sensibili al problema, dovrebbero promuovere un disegno di legge che vada in questa direzione, se non vogliamo continuare a contare incidenti e vittime di questa perenne guerra. Vogliamo lasciare alle generazioni future questa giungla? Oppure cercare di progettare un percorso più sicuro?
Foto d'archivio
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