LA LETTERA
Lettere – DelBello: «Il Carso ha un legame strategico con il suo mare»
L’ex consigliere provinciale elenca le quattro ‘direttrici’ per «un possibile rilancio della Città Mandamento» basato sul patrimonio storico, naturalistico e sulle peculiarità morfologiche dell’altopiano.
Collegandosi alla recente presentazione dei nuovi progetti per la valorizzazione paesaggistica e archeologica del Carso Monfalconese, l’ex consigliere provinciale Fabio DelBello ricorda i “pregressi amministrativi” e approfondisce l’attuale linea del centrosinistra monfalconese per un rilancio della visione della “Città mandamento” fondato anche sul legame tra Carso e mare e sulle peculiarità che contraddistinguono il patrimonio del Carso Isontino. [F.D.G.]
In occasione della presentazione del progetto PIM che sparge in modo benefico fondi europei sul Carso da Duino Aurisina a Fogliano con baricentro il Carso di Monfalcone, merita fare il punto della situazione ricordando i “pregessi” amministrativi e sottolineando le peculiarità del Carso Isontino.
La prima riguarda il suo ruolo paleogeografico: cioè, esso riveste un ruolo di particolare importanza nella interpretazione paleogeografia delle aree calcaree meridionali, in quanto racchiude e rappresenta in maniera completa tutto l’insieme degli aspetti geologici che hanno concorso alla loro formazione ed alla modificazione. Il Carso isontino è l’unica zona nella quale è possibile rilevare lo sviluppo stratigrafico dell’ala settentrionale dell’anticlinale carsica, permettendo così appunto una migliore interpretazione della paleogeografia del Carso stesso. Un rilevante contributo locale allo studio di detti fenomeni è stato ed è tuttora fornito dalle nostre Associazioni speleopaleontologiche che sono state coinvolte dal comune di Monfalcone fin dagli anni novanta (amministrazione di Centrosinistra) a gestire un possibile futuro Museo per il quale l’Ente possiede importanti reperti catalogati in viale San Marco. Un tanto insomma enfatizza l’importanza cruciale degli aspetti ipogei del Carso.
Quella isontina, poi, è l’unica porzione del Carso a possedere un sistema di laghi: Doberdò, Pietrarossa, Sablici, Mucille, alimentati da correnti sotterranee provenienti dal fiume Isonzo. La Riserva naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa è caratterizzata da una particolare ricchezza di biodiversità. All’indiscussa valenza naturalistico faunistica si uniscono poi importanti risorse storico-archeologiche: protostoriche grazie alla presenza dei Castellieri, storico/contemporaneistiche quanto alla grande quantità di manufatti del primo conflitto mondiale. Le memorie belliche, dal San Michele al Sacrario di Redipuglia a Quota 85, costituiranno percorsi di pace in un grande Parco tematico della prima guerra.
Infine, solo il Carso isontino custodisce importati memorie romane ai suoi piedi, nella sua compenetrazione con il Mare: le villae, le Thermae, il Lacus Timavi oggi Lisert e infine il Timavo. “Contra Timavum amnem insula parva in mari est cum fontibus calidis, qui pariter cum aestu maris crescunt minunturque”: così Plinio il Vecchio (III, XXVI) descrive le (nostre Terme) ed il nostro Timavo, luoghi della storia e luoghi del mito, genius loci del Territorio.
Le Nuove Terme Romane di Monfalcone, frutto dell’iniziativa del Centrosinistra in funzione da alcuni anni, in abbinamento con la Nautica anche questa sviluppata dal Csim a traino centrosinistra (del canale EstOvest, già Lacus Timavi), andranno a costituire il fulcro di una possibile nuova “Domus ludica”, la città costiera affacciata sul mare che si riorganizzerà con la valorizzazione delle spiagge storiche di Monfalcone e Staranzano, dall’Isola dei Bagni fino al Lido ed agli Alberoni e alla Cona luogo di eccellenza paesaggistica ed avifaunistica su scala europea. Questo è uno degli obiettivi strategici, del legame CarsoMare (ovvero il “binomio” costitutivo del Territorio monfalconese), nel quadro di un possibile rilancio della Città Mandamento nel contesto della Conurbazione monfalconese (che la nuova segreteria cittadina PD sta iniziando ad affrontare con gli omologhi del Territorio).
Foto di Federico De Giovannini
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