LA REPLICA
'Legge di Bullian' su Monfalcone, Calligaris: «Misure a sola tutela dei bengalesi»
Il consigliere regionale della Lega la ritiene «un ulteriore tentativo di scaricare sui cittadini il costo sociale di un modello finora sostenuto dalla sinistra».
Pochi giorni fa, il consigliere regionale di Patto per l’Autonomia Enrico Bullian ha reso noti i punti della sua proposta di legge denominata “Misure a favore della coesione e del rilancio sociale della città di Monfalcone e del Mandamento Monfalconese”, depositata in Regione e ora al vaglio delle Commissioni competenti.
Misure e proposte che, secondo il consigliere regionale della Lega Antonio Calligaris, sarebbero invece tali da farle valere il titolo di «legge regionale a favore della comunità bangla di Monfalcone e per il suo sviluppo nel mandamento monfalconese». Esordisce così la nota critica dell’esponente leghista sulla proposta di legge di Bullian.
«Essa rappresenta l'ennesimo tentativo di affrontare problemi reali con strumenti ideologici, costosi e profondamente contraddittori – attacca Calligaris - non è una iniziativa a favore della città o del territorio nel suo insieme, ma favorisce, se non addirittura privilegia solo la comunità straniera». Tensione abitativa, difficoltà nelle scuole, problemi di integrazione e sovraccarico dei servizi pubblici sono alcuni dei punti che, scrive il Consigliere del carroccio, vengono ora «certificati nero su bianco» nel discorso sulla città bisiaca «dopo anni in cui la sinistra ha negato o minimizzato le criticità legate all’immigrazione incontrollata».
La situazione di Monfalcone, scrive Calligaris, sarebbe frutto del «fallimento evidente delle politiche buoniste», che hanno trasformato la città «in un laboratorio sociale senza mai avere il coraggio di affrontare il problema». La soluzione proposta dall’esponente di Patto per l’Autonomia, secondo il consigliere leghista, sarebbe però un ulteriore tentativo «di scaricare sui cittadini del Friuli Venezia Giulia il costo sociale di un modello che la sinistra stessa ha sostenuto politicamente e culturalmente per anni».
«Anziché parlare di controlli seri, di rispetto delle regole, di integrazione fondata sui doveri oltre che sui diritti, la proposta si limita a creare nuovi osservatori, nuovi tavoli, nuovi studi, nuovi organismi e nuovi finanziamenti pubblici – così ancora Calligaris - si continua a costruire burocrazia e assistenzialismo senza affrontare le vere cause dei problemi, invece di ammettere gli errori e cambiare approccio come ha fatto l'amministrazione regionale per esempio con la legge sulla sicurezza e sull'immigrazione».
«Molto discutibili» per il consigliere leghista sono allora le proposte riguardanti richieste di linee di finanziamento alle varie autonomie amministrative per quanto riguarda campi di cricket ed edifici di culto, così come l’idea di un «sostegno economico regionale per favorire e facilitare l'apertura di negozi etnici o i finanziamenti per favorire l'avvicinamento mediante sagre e percorsi culinari interculturali». «Ambiguo» poi l’inquadramento della «cosiddetta cultura del volto coperto», poiché «non ha il coraggio politico di affermare con chiarezza che chi vive in Italia deve rispettare i nostri valori e la nostra cultura civica».
Calligaris conclude allora affermando che «Monfalcone non ha bisogno di tornare a essere un esperimento permanente del multiculturalismo ideologico, come è stata con le amministrazioni di centro-sinistra, ma ha bisogno di legalità, sicurezza, controlli, rispetto delle regole e integrazione vera: serve meno propaganda sociologica e più concretezza amministrativa, serve difendere la coesione sociale, la qualità della vita dei cittadini e l'identità del territorio prima che sia troppo tardi».
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