Judrio in secca, Bullian incalza la Regione: «Servono programmi di gestione coordinati per tutelare risorse idriche e biodiversità»

Judrio in secca, Bullian incalza la Regione: «Serve gestione coordinata per tutelare risorse idriche e biodiversità»

L’INTERROGAZIONE

Judrio in secca, Bullian incalza la Regione: «Serve gestione coordinata per tutelare risorse idriche e biodiversità»

Di F.D.G. • Pubblicato il 22 Gen 2026
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Il consigliere di Patto per l’Autonomia sottolinea l’impatto su fauna ittica ed ecosistema dei recenti eventi lungo il corso del torrente, «campanello d’allarme da non sottovalutare».

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Gli eventi di secca registrati questo mese in alcuni tratti del torrente Judrio sono al centro della nuova interrogazione alla Giunta regionale del consigliere Enrico Bullian. L’esponente di Patto per l’Autonomia ricorda come il fenomeno, avvenuto a meno di due mesi di distanza dai gravi eventi alluvionali sia segno che «l’emergenza idrica in Regione continua a essere di primaria importanza».

Nel torrente si sono verificate, soprattutto nell’area vicina a Romans d’Isonzo, «sostanziali diminuzioni del flusso idrico con conseguente formazione di pozze isolate lungo l’alveo che hanno reso necessario l’intervento urgente del personale e dei volontari dell’Ente Tutela Patrimonio Ittico (ETPI) per il recupero e la messa in sicurezza della fauna ittica» riporta Bullian.

La richiesta presentata alla Giunta Fvg, dunque, è quella di attivare «programmi di gestione per eventi di tale portata e, inoltre, per istituire interventi coordinati al fine di garantire un flusso minimo vitale di risorse idriche e, in questo caso, anche la salvaguardia della biodiversità che caratterizza il corso d’acqua». Un’«adozione di strumenti normativi» e uno «studio di interventi mirati» che l’esponente civico prospetta di realizzare anche congiuntamente con i Consorzi di bonifica.

«La questione non dev’essere letta unicamente come una problematica a livello locale – conclude il consigliere regionale – ma come un monito chiaro che non dobbiamo sottovalutare, un campanello d’allarme per la Regione, che dovrebbe scegliere di agire preventivamente e in modo strutturato, affinché eventi come questi non si traducano in danni per l’ecosistema». 

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