IL PRESIDIO DI PROTESTA DEL 14 LUGLIO
Israele all’europeo di baseball a Ronchi, gli attivisti contrari: «Si rispetti il diritto internazionale»
I promotori precisano che la protesta esclude qualsiasi matrice religiosa o etnica, «difendiamo i diritti umani». Sit-in ospitato in Piazza Oberdan.
Si riuniranno il prossimo 14 luglio dalle 13 alle 15.30 in piazza Oberdan a Ronchi, proprio dinanzi al cippo dedicato ai deportati, tramite un presidio statico, il Movimento 5 Stelle di Gorizia, Rifondazione Comunista, AVS, l’ANPI Provinciale, l’ODV Salaam Ragazzi dell'Olivo, il Comitato cittadini per la Palestina, l’Associazione Galleria Nuova di Gorizia e il Gruppo Studentesco Monfalcone: uniti per contestare la presenza della squadra della nazionale israeliana al Campionato europeo under 18 di baseball allo stadio Enrico Gaspardis di Soleschiano.
Proprio su questa tema ha avuto luogo stamane, sabato 11 luglio, la conferenza stampa organizzata dalle parti promotrici che, nei locali del bar Trieste di Ronchi, hanno approfondito la motivazione del presidio che si terrà martedì prossimo. Un interesse, hanno spiegato all’unanimità i presenti, che rientra nella più ampia campagna nazionale del boicottaggio sportivo che, già nei mesi precedenti, ha visto lungo tutto lo stivale cortei e proteste nei confronti della partecipazione dello Stato di Israele nelle più disparate iniziative sportive nel territorio italiano.
Ad aprire gli interventi è stato Brian Harland, in rappresentanza del gruppo territoriale goriziano del Movimento 5 Stelle, che, ripercorrendo la storia del popolo israeliano, si è detto stupito che «gli stessi che avevano subito un genocidio lo stiano ora perpetrando nei confronti del popolo palestinese».
Harland ha sottolineato che non ci si può più nascondere di fronte al fatto che Israele abbia subito, da parte del gruppo terroristico Hamas, «quel folle 7 ottobre», con l'attacco e l'uccisione di circa 1.200 israeliani, ma che, allo stesso tempo, non si possano ignorare i circa i circa 70mila palestinesi morti, di cui oltre 20mila bambini.
L’esponente M5S ha inoltre affermato che a preoccuparlo sono «l'indifferenza, l'incomprensione, la cattiveria e il voler quasi giustificare questo genocidio». Ha quindi criticato l'operato del Governo, sostenendo che «nulla fa per condannare Israele; anzi, continuiamo a fornire loro armi».
Fra le voci anche quella di Giulia Giorgi, in rappresentanza di AVS, che ha spiegato come l'iniziativa nasca dalla convinzione che «di fronte a ciò che sta accadendo non sia più possibile nascondersi dietro formule diplomatiche vuote o dietro una presunta neutralità che, nei fatti, rischia di diventare complicità». Giorgi ha quindi richiamato i mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, sostenendo che «il punto politico è un altro: quale valore hanno oggi il diritto internazionale e gli organismi che dovrebbero garantire, se gli Stati possono semplicemente dichiararne l'illegittimità quando le loro responsabilità vengono messe in discussione?».
L'esponente di AVS ha inoltre criticato anch’essa la posizione del Governo italiano, affermando che «il dialogo è uno strumento della politica, ma non può essere una scorciatoia per evitare di prendere posizione davanti a violazioni del diritto internazionale». Infine, ha ribadito che «la nostra manifestazione non è contro un popolo, una religione o una comunità - ha specificato - è contro l'impunità, contro la logica dei doppi standard».
Presente all'incontro anche Rifondazione Comunista con Luigi Bon, che ha posto l'accento sulla campagna nazionale per il boicottaggio sportivo dello Stato di Israele. «Ovunque vengono organizzate iniziative di questo genere siamo presenti e promuoviamo manifestazioni», ha spiegato, ricordando come la mobilitazione richiami «le campagne di boicottaggio sportivo degli anni Settanta contro il Sudafrica». Bon ha quindi spiegato la scelta della location: «Abbiamo deciso di stazionare in piazza Oberdan a Ronchi perché ha anche un forte valore simbolico. Il presidio si terrà accanto al monumento ai deportati, per ricordare la deportazione dei cittadini di questo Comune avvenuta 82 anni fa».
A intervenire anche Lorella Bucci, presidente dell’ODV Salaam Ragazzi dell'Olivo di Trieste, che ha definito il boicottaggio «uno strumento pacifico», precisando che «non è mai contro le persone, ma contro il sistema politico genocida di Israele». Bucci ha poi richiamato il ruolo delle istituzioni italiane rispetto al diritto internazionale, sostenendo che «chi è sottoposto a un procedimento davanti alla Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra e crimini contro l'umanità non dovrebbe essere accolto nella nostra regione», poiché, a suo avviso, «farlo significherebbe svuotare di significato il diritto internazionale».
Temi condivisi anche dall'ANPI provinciale, rappresentata dalla portavoce Manuela Musina, che ha sostenuto come «la gravità della posizione di Israele, contraddittoria rispetto alla Dichiarazione universale dei diritti umani e al diritto internazionale, sia talmente marcata e drammatica da non poter essere "sciacquata" alla luce di qualche evento sportivo», ha sottolineato. L'obiettivo, sempre secondo ANPI, è quello di «richiamare la richiesta di ripristino della legalità internazionale».
Si sono fatte sentire con decisione anche le voci dei giovani, rappresentati dal Gruppo Studentesco della sezione di Monfalcone, che ha ribadito l'impegno nel sensibilizzare gli studenti sui temi internazionali: «Abbiamo sempre cercato di avvicinare la popolazione studentesca a questa causa, contrastando l'apatia e il senso di impotenza che spesso caratterizzano i giovani - ha spiegato un giovane studente - con sit-in, manifestazioni e altre iniziative vogliamo promuovere una maggiore partecipazione e dimostrare da che parte stiamo noi ragazzi».
Ha collaborato Salvatore Ferrara
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