Isonzo, Fasiolo torna all’attacco: «Sulla gestione transfrontaliera serve un’accelerazione»

Isonzo, Fasiolo torna all’attacco: «Sulla gestione transfrontaliera serve un’accelerazione»

CRISI IDRICA

Isonzo, Fasiolo torna all’attacco: «Sulla gestione transfrontaliera serve un’accelerazione»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 14 Ago 2026
Copertina per Isonzo, Fasiolo torna all’attacco: «Sulla gestione transfrontaliera serve un’accelerazione»

L’interrogazione a livello regionale di marzo 2025 è ancora senza risposta. La consigliera rilancia il coordinamento tra Italia e Slovenia, «siamo stati facili profeti».

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Quasi un anno e mezzo senza risposta all’interrogazione presentata nel marzo 2025 per chiedere di intensificare gli sforzi nella gestione transfrontaliera del fiume Isonzo. A tornare sulla questione è la consigliera regionale Laura Fasiolo, che insieme al gruppo Ambiente del Pd Isontino aveva sollecitato la Regione ad affrontare con maggiore decisione le sempre più frequenti crisi idriche del fiume.

«Siamo stati purtroppo facili profeti – osserva Fasiolo – perché stiamo vivendo la seconda gravissima siccità in soli quattro anni». Secondo la consigliera, il quadro attuale conferma l’urgenza delle questioni sollevate già nel 2025 e rende ancora più necessario un coordinamento stabile tra Italia e Slovenia.

Nell’interrogazione, dal titolo “Intensificare gli sforzi per la gestione transfrontaliera del fiume Isonzo al fine di contrastare i sempre più frequenti fenomeni di crisi idrica”, Fasiolo chiedeva alla Giunta regionale di valutare concretamente la possibilità, prevista dalla Direttiva Acque 2000/60/CE, di istituire un distretto idrografico internazionale per l’Isonzo. La normativa europea prevede infatti una gestione coordinata dei corsi d’acqua che attraversano più Stati membri, attraverso un unico piano di gestione.

Tra le richieste avanzate vi era anche quella di conoscere la partecipazione della parte italiana alle riunioni della Commissione permanente italo-slovena per l’idroeconomia, con l’obiettivo di accelerare il coordinamento tra i piani di gestione italiano e sloveno per le parti riguardanti il futuro distretto idrografico internazionale dell’Isonzo.

L’interrogazione chiedeva inoltre a che punto fosse la definizione di un protocollo per la comunicazione delle basse portate del fiume durante gli eventi di magra e quali passi fossero stati compiuti per l’attuazione della Direttiva 2000/60/CE. In particolare, venivano richieste informazioni sulla costituzione o sull’aggiornamento dei gruppi di lavoro bilaterali, sulle relative tempistiche, sullo scambio di informazioni riguardanti i programmi delle misure dei piani di gestione italiano e sloveno e sulla realizzazione di un portale web della Commissione.

A queste iniziative si aggiungono le precedenti istanze presentate da Fasiolo sul Contratto di fiume e sul fenomeno dell’hydropeaking, ovvero le rapide variazioni della portata provocate dalla gestione degli impianti idroelettrici, tema particolarmente delicato per l’ecosistema dell’Isonzo.

Ora l’attenzione si sposta sulle prossime riunioni della Commissione mista italo-slovena, previste per settembre. Per Fasiolo sarà necessario imprimere finalmente un’accelerazione al confronto e trasformare gli impegni in strumenti concreti di gestione condivisa.

«Solo una stretta collaborazione fra Italia e Slovenia – conclude la consigliera regionale – potrà salvare il nostro fiume, il suo ecosistema unico e i suoi servizi preziosi per tutti noi».

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