IL COMMENTO
Incrementi all’acconto Tari e nuova Tariffa Puntuale, da Staranzano le critiche di Venudo, Lega e FdI
Le opposizioni intervengono sui rincari nella tariffa 2025 e sui «disagi in abitazione» per ridurre le uscite del secco residuo. Il servizio ‘V.A.SCO’ «da estendere al territorio comunale».
Intervengono congiuntamente i consiglieri d’opposizione di Staranzano Fulvio Fragiacomo e Martina Pellizon (Lega), Elisa Oddo e Raffaele Digiacomo (Fratelli d’Italia) e Giuliano Venudo (Lista Civica Venudo Sindaco), sui rincari nell’acconto Tari 2026 e sulle nuove modalità di raccolta del secco residuo.
Questione che sta «suscitando numerosi interrogativi tra i nostri concittadini», esordiscono. L’importo che i cittadini staranzanesi dovranno saldare nei prossimi mesi si riferisce al 2025 (con il 2026, ricordiamo ai lettori, è entrata in vigore in maniera “sperimentale” la nuova tariffa puntuale). «Tuttavia, rispetto all'acconto dello scorso anno, si registra un aumento significativo» segnalano i consiglieri: per un'abitazione di 130 metri quadrati con 4 residenti, ad esempio, «l'importo passa da 331 euro a 356 euro, con un incremento di 25 euro, pari al 7,5%». A ciò si aggiunge l'anticipazione delle scadenze delle rate di acconto rispetto al 2025: la prima rata è stata fissata al 30 giugno anziché al 30 agosto, mentre la seconda scade il 30 settembre invece del 31 ottobre.
L’opinione dei cinque esponenti d’opposizione è che «il servizio Tari presenti costi eccessivi rispetto alla qualità e alla quantità dei servizi effettivamente offerti ai cittadini». «In particolare, durante il periodo estivo, caratterizzato da temperature elevate, la frequenza quindicinale della raccolta della plastica risulta manifestamente insufficiente a soddisfare le esigenze delle utenze domestiche – dichiarano - molti cittadini, infatti, non dispongono di spazi adeguati allo stoccaggio temporaneo dei rifiuti in attesa del conferimento e del successivo ritiro da parte di Isontina Ambiente».
La criticità si accentua con l’introduzione della sperimentazione della Tarip. Nella prospettiva di conseguire un risparmio economico sulla tariffa, «numerosi nuclei tendono a ridurre la frequenza di esposizione del secco residuo a un conferimento ogni due o addirittura tre settimane», illustrano Venudo e gli altri consiglieri. Con la conseguenza di «inevitabili disagi nelle abitazioni, particolarmente rilevanti nei mesi più caldi dell’anno, tra cui la proliferazione di cattivi odori e problematiche igienico-sanitarie».
FdI, Lega e Venudo sono concordi nel definire Tari e nuova Tarip come frutto di «un approccio alle politiche ambientali che rischia di privilegiare obiettivi teorici e astratti rispetto a una piena considerazione delle esigenze concrete delle famiglie, dei cittadini e delle attività del territorio». E guardano al servizio "V.A.SCO." (“Veicolo Anti Scovazze”), auspicandone l’estensione anche al territorio comunale di Staranzano: «Potrebbe rappresentare un valido supporto per le persone che dispongono di spazi domestici limitati per il conferimento e lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti».
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