LA SITUAZIONE
Incendi boschivi, a Turriaco scattano i divieti di accensione fuochi per il rischio roghi
Il Comune recepisce lo stato di massima pericolosità dichiarato dalla Regione. Stop a falò, barbecue e attività che possono provocare scintille.
A Turriaco scattano le misure straordinarie per la prevenzione degli incendi boschivi. Con l’ordinanza n. 9 del 31 luglio 2026, il Comune richiama la dichiarazione regionale dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi e dispone sul territorio comunale il rispetto dei divieti previsti dalla normativa regionale. La decisione si inserisce nel provvedimento con cui la Regione Friuli Venezia Giulia, in applicazione della legge regionale 7 novembre 2019, n. 17, ha dichiarato dal 13 luglio lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi sull’intero territorio regionale, con le eccezioni previste dal Piano regionale di difesa del patrimonio forestale dagli incendi.
Alla base della scelta regionale c’è l’aumento della frequenza degli incendi registrato tra il 30 giugno e il 10 luglio e, più in generale, una valutazione delle condizioni meteorologiche e ambientali favorevoli alla propagazione delle fiamme. Particolare attenzione è stata posta agli incendi verificatisi il 10 luglio nei territori di Monrupino e Claut, la cui dinamica di propagazione ha evidenziato condizioni di rischio elevate soprattutto sui versanti maggiormente esposti all’insolazione e caratterizzati da terreni con bassa capacità di trattenere l’acqua.
In questo quadro, anche a Turriaco vengono richiamate le prescrizioni previste dalla normativa regionale. Durante il periodo di massima pericolosità è vietato accendere fuochi e bruciare materiali derivanti da attività agricole e forestali, salvo le specifiche eccezioni previste dalla legge. Non è inoltre consentito utilizzare apparecchi a fiamma libera, bracieri e fornelli al di fuori delle aree espressamente attrezzate e dei campeggi mobili autorizzati.
Particolare attenzione riguarda anche i comportamenti apparentemente meno rischiosi ma che, in condizioni di vegetazione secca e temperature elevate, possono innescare un incendio. Sono infatti vietati lo scoppio di prodotti pirotecnici, il lancio di fiammiferi accesi e di sigarette non completamente spente, così come l'utilizzo di apparecchiature in grado di produrre faville in presenza di vegetazione infiammabile.
Il provvedimento regionale vieta inoltre qualsiasi operazione che possa creare un pericolo, anche indiretto, di incendio e sospende, fino alla revoca dello stato di massima pericolosità, le autorizzazioni rilasciate per attività lavorative, manifestazioni pubbliche o tradizionali che consentano deroghe ai divieti previsti dalla legge. L'ordinanza del Comune di Turriaco richiama quindi un quadro di prevenzione che coinvolge cittadini, attività e organizzatori di iniziative sul territorio. L'obiettivo è ridurre al minimo le possibilità di innesco in una fase nella quale le condizioni ambientali possono favorire una rapida propagazione delle fiamme.
Le violazioni dei divieti sono punite con una sanzione amministrativa da 100 a 1.000 euro, come previsto dall'articolo 20 della legge regionale 17/2019. Nel frattempo, la Regione ha disposto anche il rafforzamento, qualora le condizioni di rischio lo rendano necessario, delle attività di sorveglianza da parte delle Stazioni forestali e delle altre strutture periferiche del Corpo forestale regionale. Lo stato di massima pericolosità resterà in vigore fino a un successivo provvedimento regionale che ne stabilirà la cessazione.
«Il Parco dell’Isonzo – rileva il sindaco, Nicola Pieri – è un patrimonio naturale e uno spazio di incontro molto frequentato dalla nostra comunità. In una fase climatica così delicata, la prevenzione viene prima di tutto: rinunciare temporaneamente a barbecue, fuochi e fiamme libere è un gesto semplice, ma decisivo per proteggere le persone e l’ambiente. Purtroppo, di recente abbiamo assistito a comportamenti non appropriati, quali l’accensione di fuochi a terra: farlo in questo periodo di estremo calore e siccità espone il parco, la sua vegetazione e la fauna che ci vive ad un pericolo non necessario. Confido nel senso di responsabilità di cittadini e visitatori: la sicurezza del Parco dipende anche dai comportamenti di ciascuno di noi».
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