LA VISITA
Il vescovo Giampaolo incontra i giovanissimi di Azione Cattolica a Cave del Predil
L'arcivescovo e gli assistenti diocesani condividono la vita di campo. Un momento di ascolto e vicinanza che mette al centro il cammino educativo e la crescita delle nuove generazioni.
Una visita attesa e particolarmente significativa quella vissuta al campo diocesano dei giovanissimi dell'Azione Cattolica di Gorizia, ospitato in questi giorni a Cave del Predil. A raggiungere i ragazzi è stato l'arcivescovo mons. Giampaolo Dianin, accompagnato dai tre assistenti diocesani dell'Azione Cattolica, in un momento che ha assunto il sapore semplice e autentico dell'incontro.
Lontano dalle formalità, l'arcivescovo ha voluto condividere con i giovani una parte della loro esperienza di campo, fatta di vita comunitaria, giochi, riflessione, preghiera e confronto. Un'occasione per conoscere più da vicino il cammino che l'associazione propone ai giovanissimi e, soprattutto, per ascoltare le loro domande, le loro attese e il loro modo di guardare al presente e al futuro. Seduti insieme, ragazzi e adulti hanno potuto dialogare in un clima familiare. L'arcivescovo Dianin ha rivolto ai giovani parole di incoraggiamento, invitandoli a non avere paura delle domande e delle scelte, a vivere con responsabilità il tempo che hanno davanti e a riconoscere nella propria vita una chiamata a costruire relazioni, comunità e futuro.
La presenza dei tre assistenti diocesani ha ulteriormente sottolineato la dimensione ecclesiale dell'esperienza. Il campo, infatti, non è soltanto una parentesi estiva, ma rappresenta uno dei momenti più importanti del cammino educativo dell'Azione Cattolica: uno spazio nel quale i ragazzi possono sperimentare la bellezza dello stare insieme, imparare a conoscersi, confrontarsi sulla fede e interrogarsi sul proprio posto nella Chiesa e nella società. A Cave del Predil la montagna diventa così anche metafora di un cammino. Salire, fermarsi, guardare lontano, affrontare la fatica insieme: sono esperienze che aiutano i giovani a comprendere che la vita non è un percorso da affrontare da soli. Servono compagni di strada, adulti capaci di ascoltare e una comunità nella quale sentirsi accolti.
Per l'Azione Cattolica diocesana, la visita dell'arcivescovo rappresenta anche un segno di vicinanza e di attenzione verso il mondo giovanile. Una Chiesa che sceglie di incontrare i giovani nei luoghi in cui vivono le loro esperienze, condividendone la quotidianità e lasciandosi interrogare dalle loro parole. La giornata si è conclusa nel clima di festa e di fraternità che caratterizza il campo. Ma ciò che rimane è soprattutto la consapevolezza che l'incontro tra generazioni è una ricchezza: i giovani hanno bisogno di adulti che sappiano accompagnarli senza sostituirsi a loro, mentre la Chiesa ha bisogno dello sguardo, delle domande e dell'entusiasmo delle nuove generazioni.
Anche da Cave del Predil arriva così un messaggio semplice: la speranza non si racconta soltanto, si vive insieme. E il campo dei giovanissimi dell'Azione Cattolica è uno di quei luoghi in cui questa speranza prende il volto concreto di ragazzi che crescono, si interrogano, fanno comunità e imparano a guardare al futuro con fiducia.
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