Il ‘Sistema Istruzione’ di Ronchi cresce e si aggiorna, l’assessore Carta: «Investiamo nel futuro della comunità».

Il ‘Sistema Istruzione’ di Ronchi cresce e si aggiorna, l’assessore Carta: «Investiamo nel futuro della comunità».

IL FOCUS

Il ‘Sistema Istruzione’ di Ronchi cresce e si aggiorna, l’assessore Carta: «Investiamo nel futuro della comunità».

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 15 Set 2026
Copertina per Il ‘Sistema Istruzione’ di Ronchi cresce e si aggiorna, l’assessore Carta: «Investiamo nel futuro della comunità».

Dalle 248 iscrizioni alla ‘Da Vinci’ al valore della scuola slovena. Il racconto di una realtà scolastica che guarda al futuro e punta su inclusione, plurilinguismo e collaborazione.

Condividi
Tempo di lettura

Quella di ieri, lunedì 14 settembre, è stata una giornata storica per tutta la comunità. Una giornata che per tanti ha significato mettersi nella macchina del tempo e viaggiare nei ricordi di chi ha lavorato alla Scuola “Da Vinci”, di chi ci ha studiato e poi ci è ritornato da pensionato, a sua volta insegnante, o impegnato professionalmente in un’altra veste. La cerimonia di inaugurazione della nuova scuola secondaria di primo grado ha segnato il compimento di un percorso iniziato nel 2014 e culminato in una struttura moderna, sostenibile e pensata per le nuove generazioni, con un investimento complessivo di oltre 6,2 milioni di euro. Dodici classi, cinque nuovi laboratori e un auditorium da 200 posti caratterizzano il nuovo edificio.

Una scuola pensata per il futuro

Sono 248 i ragazzi e le ragazze che hanno iniziato questo nuovo anno in una scuola moderna, efficiente e sostenibile, progettata per offrire ambienti adeguati alle esigenze della scuola di oggi e alle sfide di domani. «L’inaugurazione della nuova scuola rappresenta un importante investimento sui giovani e, attraverso di loro, sull’intera comunità - sottolinea l’assessore comunale all’Istruzione Monica Carta – la nuova struttura, elegante, innovativa e attenta all’ambiente, mette a disposizione degli studenti laboratori e spazi ampi e moderni, creando un ambiente nel quale poter crescere, imparare, socializzare e sviluppare le proprie capacità».

L’esponente della Giunta Benvenuto sottolinea infatti che la scuola di oggi, non ha più il solo compito di trasmettere conoscenze, ma deve soprattutto aiutare i ragazzi a trasformare ciò che apprendono in competenze. «Deve insegnare loro a ragionare, a porsi domande, a risolvere problemi, a lavorare insieme, a essere autonomi e ad affrontare con consapevolezza una realtà in continua evoluzione».

«Per questo gli spazi e i laboratori assumono un valore importante: permettono di affiancare alla teoria l’esperienza, la sperimentazione e il fare, offrendo a ciascuno la possibilità di scoprire e valorizzare i propri talenti», aggiunge Carta.

Una scuola che appartiene alla comunità

Ma una scuola non vive soltanto al suo interno. La scuola è parte integrante del territorio ed è un punto di riferimento per gli studenti, per le famiglie e per l’intera comunità. Il suo forte radicamento a Ronchi dei Legionari e la collaborazione con le istituzioni, le associazioni e le realtà sportive e culturali «hanno permesso di costruire una rete educativa più ampia, nella quale i ragazzi possono crescere non solo come studenti, ma anche come cittadini consapevoli e partecipi». «La scuola è uno dei luoghi attraverso cui si misura la qualità della vita di una comunità», osserva l’assessore. «È un luogo che riguarda prima di tutto i ragazzi, ma che appartiene a tutti: alle famiglie, agli insegnanti, alle istituzioni, alle associazioni e a tutte le realtà che contribuiscono alla crescita del territorio».

Anche i numeri restituiscono un segnale positivo. Gli iscritti alla scuola secondaria di primo grado passano infatti da 244 a 248, con un incremento di quattro studenti. È un dato che conferma la tenuta negli anni della popolazione scolastica e, allo stesso tempo, la fiducia delle famiglie e la centralità che questa scuola continua ad avere nella vita della comunità. «Per questo investire in una scuola nuova significa investire nelle persone, nelle conoscenze e nelle competenze, nei talenti e nelle opportunità dei nostri ragazzi», afferma Carta. «Significa offrire loro gli strumenti per costruire il proprio futuro, migliorando la qualità della vita di ciascuno di noi». La sezione a insegnamento in lingua slovena

«La presenza di una scuola con lingua di insegnamento slovena rappresenta un valore importante non solo per la nostra comunità, ma per l’intero territorio» rileva Carta. È infatti una realtà che offre un servizio educativo e culturale che supera i confini comunali, accogliendo famiglie e studenti provenienti anche dai comuni vicini e contribuendo a rendere il nostro territorio un punto di riferimento per l’educazione plurilingue. «In quest’ottica, il bilinguismo e, sempre più, il multilinguismo, rappresentano un’opportunità e un valore aggiunto per la nostra comunità», spiega l’assessore all’Istruzione. «Conoscere più lingue significa infatti acquisire strumenti che favoriscono l’apertura, la capacità di relazione e il confronto con culture e realtà diverse».

Alla questione della lingua è strettamente connessa anche quella dell’identità e dell’identificazione con una determinata comunità. Per questo, sottolinea Carta, è importante favorire e sostenere un’offerta formativa ed educativa che permetta di conoscere e valorizzare la storia del territorio, le sue diverse componenti e il senso di appartenenza, inteso come patrimonio da condividere. «Si registra inoltre un interesse crescente da parte di molte famiglie verso percorsi scolastici caratterizzati dal bilinguismo e dal plurilinguismo», evidenzia. «Numerose ricerche hanno evidenziato i benefici dell’apprendimento precoce di più lingue, anche sul piano cognitivo, oltre che naturalmente su quello culturale, relazionale e formativo».

Per questo, secondo l’amministrazione comunale, la presenza di una scuola slovena nella comunità ronchese deve essere considerata una risorsa da valorizzare e non semplicemente una realtà scolastica rivolta a una specifica comunità linguistica. «È un’opportunità per tutto il territorio e può rappresentare un importante elemento di crescita e di apertura per le nuove generazioni», prosegue Carta. «In questo senso, come amministrazione, riteniamo fondamentale lavorare per un’integrazione tra le diverse comunità presenti sul territorio comunale, favorendo il dialogo, la conoscenza reciproca e la collaborazione».

L’obiettivo della coprogettazione

L’obiettivo indicato dall’amministrazione è quello di ricercare e promuovere sempre più occasioni di coprogettazione tra le istituzioni scolastiche. Un lavoro comune, in un’ottica inclusiva e partecipativa, può permettere di trasformare la pluralità linguistica e culturale che caratterizza Ronchi dei Legionari in una vera opportunità per tutti. «Investire sul plurilinguismo, sulla conoscenza della storia e delle identità del nostro territorio e sulla collaborazione tra le diverse comunità significa, in definitiva, investire sui nostri giovani e sulla capacità di costruire una comunità più aperta, consapevole e coesa», conclude l’assessore all’Istruzione. Il “Sistema Istruzione” ronchese in cifre Con l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027, il sistema scolastico cittadino si conferma sostanzialmente stabile, con la presenza delle realtà italiane e slovene dell’infanzia e della primaria, oltre alla secondaria di primo grado.

Il dato più positivo riguarda la scuola secondaria di primo grado, che passa da 244 a 248 iscritti, con un aumento di quattro studenti. È un segnale positivo perché conferma la tenuta negli anni della popolazione scolastica. Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia slovena “Barcica”, la sede di via del Capitello cresce da 22 a 24 bambini, mentre quella di via dei Campi scende da 49 a 45. Complessivamente, gli iscritti passano quindi da 71 a 69. In calo, invece, la primaria slovena “Sorli-Vermegliano”, che passa da 110 a 99 iscritti. Il dato merita attenzione, anche se non deve essere interpretato come un indebolimento del valore della scuola slovena, che rappresenta ormai da tempo un riferimento importante della nostra comunità.

Tra le scuole dell’infanzia italiane, quella di via del Capitello rimane sostanzialmente stabile, passando da 65 a 64 iscritti. Le sedi di via dei Campi e via Fratelli Cervi registrano invece una diversa distribuzione degli alunni: nel report 2026-2027 sono 159 gli iscritti complessivamente. La primaria italiana “Brumati” di via del Capitello mantiene i 126 iscritti dell’anno precedente. La primaria di Feltre, in via F. Cervi, passa da 120 a 121 alunni nel tempo pieno/potenziato, mentre il tempo normale scende da 128 a 116.

Sono 1.002 gli iscritti in totale nelle scuole cittadine in questo nuovo anno scolastico: 834 nelle scuole a lingua di insegnamento italiana e 168 nella scuola a lingua di insegnamento slovena. Nel complesso, Ronchi dei Legionari conferma un sistema scolastico flessibile e articolato, nel quale convivono lingua e cultura italiana e slovena e un’offerta formativa variegata.

Un nuovo anno, una responsabilità condivisa

L’inizio di un nuovo anno scolastico è sempre un momento importante per tutta la comunità. E, dopo la giornata di ieri, lo è ancora di più per Ronchi: la nuova “Da Vinci” diventa infatti il simbolo concreto di un investimento sul futuro, ma anche di una responsabilità condivisa tra istituzioni, scuola, famiglie e territorio. «Auguriamo a studenti, insegnanti, personale scolastico e famiglie un buon anno, ricco di nuove esperienze, crescita e soddisfazioni, con l’impegno da parte nostra a sostenere le nostre scuole e chi ogni giorno le vive», conclude Monica Carta

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
FESTA DELLA DANZA - 2