LA NOTA
Granchio Blu a Grado e Marano, l'allarme della Lega di Aquileia: «Fatturati della pesca giù dell'80%»
La sezione locale del Carroccio chiede interventi regionali per una crisi che costa 200 milioni di euro. Nonostante lo stato di calamità ministeriale, i pescatori della Bassa Friulana affrontano «costi insostenibili».
«Non si tratta più di un’emergenza passeggera, ma di una crisi strutturale che sta mettendo in ginocchio l’economia ittica e la biodiversità del Friuli Venezia Giulia» è intervenuta così, tramite una nota, la sezione della Lega Salvini Premier di Aquileia e dei comuni limitrofi. La proliferazione incontrollata del granchio blu nelle lagune di Grado e Marano e lungo le coste regionali, segnala la lega aquileiese, sta devastando il settore della pesca e dell’acquacoltura, con perdite di fatturato che per molte imprese locali superano ormai l’80%.
«Servono soluzioni rapide per sostenere i pescatori colpiti e, soprattutto, una strategia di lungo periodo per salvaguardare il nostro mare- spiegano - ci impegniamo fin d’ora a portare la discussione ai tavoli regionali per difendere le nostre coste e il patrimonio del Made in Italy». Il predatore alieno sta facendo strage di specie autoctone, come vongole veraci, cozze e seppie, distruggendo le attrezzature e divorando il novellame, compromettendo così anche la produzione futura. Secondo le stime delle associazioni di categoria, il danno economico complessivo è raddoppiato nell’ultimo anno, raggiungendo i 200milioni di euro.
La specie sta inoltre risalendo le foci dei fiumi e invadendo le riserve naturali, alterando gli equilibri dell’intera catena alimentare.Nonostante lo stato di calamità dichiarato dal Ministero dell’Agricoltura per l’annualità 2024, con decreto del marzo 2025, e i primi stanziamenti destinati al ripopolamento, i pescatori della Bassa Friulana continuano a dover affrontare costi insostenibili. La neoeletta sezione della Lega sottolinea quindi la necessità di un cambio di paradigma: non una «rassegnata convivenza», ma una visione capace di guardare ai modelli sperimentali già avviati in altri territori, dove la presenza del granchio blu viene trasformata da problema ambientale a opportunità economica, contribuendo alla rigenerazione delle marinerie locali.
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