Gradisca dice addio a Gianni Fabris: «Il sindaco delle gente, saggio e conciliante»

Gradisca dice addio a Gianni Fabris: «Il sindaco delle gente, saggio e conciliante»

IL LUTTO

Gradisca dice addio a Gianni Fabris: «Il sindaco delle gente, saggio e conciliante»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 10 Ago 2026
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Aveva 85 anni. Si è spento dopo una grave malattia. Fu primo cittadino in più mandati dal 1993 al 2004. Il ricordo di Paolo Cappelli, Paolo Bressan e Diego Moretti.

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Gradisca d’Isonzo piange l’ex sindaco Gianni Fabris, mancato all’età di 85 anni a seguito di una grave malattia. Classe 1941, è stato sindaco – in più mandati - dal luglio 1993 al giugno 2004. Alle elezioni del 1995 fu eletto sindaco con una coalizione di centro a trazione civica e venne riconfermato nel 1999, questa volta nell'area del centrosinistra. A ricordare la sua esperienza amministrativa e la sua umanità sono in tanti.  «Gianni era il sindaco della gente – sono le parole di Paolo Cappelli, suo vicesindaco - ci sono persone che, quando se ne vanno, lasciano un vuoto che non è facile raccontare e Gianni è una di queste. Con lui ho condiviso un’esperienza di amministrazione che ricordo con gratitudine e riconoscenza. Ma, prima ancora dei ruoli e delle responsabilità, ricordo l’uomo: attento agli altri, capace di ascoltare, vicino alle persone e ai loro problemi».

«Gianni mi ha insegnato veramente cos’è il bene comune e lo porterò sempre nel mio cuore – continua Cappelli - aveva un modo semplice e concreto di intendere la politica e l’amministrazione: esserci. Per la sua comunità, per le persone, soprattutto per quelle che avevano più bisogno di essere ascoltate. È stato davvero il sindaco della gente. Non soltanto perché ha ricoperto quel ruolo, ma perché sapeva stare tra la gente, conoscerne le storie, comprenderne le fatiche e condividere le speranze. Personalmente gli devo riconoscenza per ciò che abbiamo vissuto insieme e per quello che mi ha insegnato, anche senza tante parole: che amministrare significa prima di tutto avere a cuore le persone».

Figlio della Democrazia Cristiana, nel 1995 sbaragliò sui Democratici di Sinistra e Forza Italia costituendo l’alternativa del momento ma prima di questo mandato fu il protagonista di un “laboratorio” di centrosinistra che aveva ereditato dall’ex sindaco Colombi sostenuto da DC e PSI. Suo assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, anche Paolo Bressan ne traccia una memoria. «Per arrivare in comune dalla zona del Mercaduzzo dove abitava ci metteva mezz’ora – ricorda – si fermava ad ascoltare chiunque lo fermasse. Poi arrivava in municipio e riportava i problemi agli assessori competenti per vedere di risolverli. Dopo i Consigli Comunali portava maggioranza e opposizione a bere qualcosa a Leon d’Oro perché non doveva mai prevalere lo scontro. Era saggio e conciliante, ti dava serenità. Era l’uomo del “tutto si risolve”. La notizia della sua morte mi ha tagliato le gambe ma lo ricordo con tanto affetto e gratitudine».

«Era una persona seria e generosa, amministratore rigoroso e dedito all'ascolto, capace di dialogare con tutti senza preclusioni né pregiudizi. Da quando non ha ricoperto più cariche di vertice in amministrazione a Gradisca, si è sempre speso a dare consigli di grande buonsenso» così il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti.

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