Gorizia, visite guidate e gratuite per festeggiare la riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate

Gorizia, visite guidate e gratuite per festeggiare la riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate

L’INIZIATIVA

Gorizia, visite guidate e gratuite per festeggiare la riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate

Di redazione • Pubblicato il 24 Apr 2026
Copertina per Gorizia, visite guidate e gratuite per festeggiare la riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate

L’ingresso libero sarà nelle giornate del 25 e 26 aprile, del primo e 3 maggio, con orario previsto dalle 9 alle 19. L’iniziativa si estende anche al Museo della Grande Guerra e Casa Morassi, a Palazzo Attems Petzenstein e alla Galleria Spazzapan.

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Per festeggiare la riapertura, il Museo della Moda e delle Arti applicate propone una serie di visite guidate nelle seguenti giornate: sabato 25 aprile, domenica 26 aprile, venerdì primo maggio e domenica 3 maggio.

In tutte queste date l’ingresso al museo è gratuito, così come il servizio di guida. Le visite partiranno dalle 15, con formazione di gruppi fino ad un massimo di 30 persone e partenze circa ogni ora: 15, 16 e 17.

Domenica 3 maggio, in occasione della prima domenica del mese, il Museo, oltre all’ingresso gratuito, propone visite guidate gratuite sempre fino a un massimo di 30 persone a partire dalle 15, con partenze circa ogni ora 15, 16 e 17 alla formazione di gruppi.

L’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 si estende tradizionalmente anche alle altre sedi ERPAC di Gorizia e Gradisca d’Isonzo: gratuiti, pertanto, a Borgo Castello anche il Museo della Grande Guerra e Casa Morassi, dove sarà aperta la mostra fotografica “Via per le strade” dedicata al fotografo di origine goriziana Paolo Gasparini. Ingresso gratuito anche per l’ultimo giorno di Back to Peace? e Voi siete qui a Palazzo Attems – Petzenstein come alla Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo.

Il percorso espositivo del Museo, che si snoda nelle Case Dornberg, Tasso e Formentini, è stato curato da Raffaella Sgubin, Direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG, con il supporto di Therese Schoenholzer Nichols, co-curatrice scientifica, il contributo progettuale dell’architetto Chiara Lamonarca, dello Studio Polo 1116 per la grafica e l’immagine coordinata, e del textile designer Bernhard Duss per le elaborazioni visive.

Il rinnovato percorso privilegia i nuovi ingressi della collezione museale - tra cui spicca una collezione di moda di livello europeo che copre il periodo dal XVIII secolo alla prima metà del XX secolo - presentati in sequenza cronologica e affiancati, per una più efficace contestualizzazione, da dipinti e oggetti già parte delle collezioni dei Musei Provinciali di Gorizia. Si ha il privilegio così di ammirare raffinati abiti femminili del tipo “andrienne”, accostati a completi maschili con marsina, sottomarsina e calzoni in sete luminose, oltre a delicati servizi da tavola in argento, maioliche e porcellane.

L’itinerario di visita si apre con la sezione tessile dedicata alla produzione della seta, attività che tra XVIII e XX secolo rivestì un ruolo centrale nell’economia della Contea di Gorizia. Qui spicca il raro torcitoio circolare da seta a trazione umana, risalente al Settecento e considerato un unicum nel suo genere, il cui funzionamento è illustrato attraverso un approfondito video a cura dell’ingegner Flavio Crippa. Il prodotto audiovisivo è girato negli anni Novanta nel Palazzo Linussio di Tolmezzo, restaurato dal fotografo e videomaker Luigi Vitale, autore anche di un video che mostra il macchinario in anni recenti, azionato dallo stesso Crippa. Nella stessa sezione trova collocazione il monumentale dipinto “La famiglia Senigaglia” di Giuseppe Tominz (ca. 1844 - 1845), emblematica rappresentazione della borghesia mercantile goriziana, in cui abiti, gioielli e accessori diventano espressione tangibile di status e identità sociale. Accanto a esso, una selezione di preziosi tessuti e paramenti sacri a testimoniare l’eccellenza della produzione locale.

La seconda parte dell’allestimento propone un articolato percorso nella storia della moda europea, dal XVIII agli inizi del XX secolo. Per precisa scelta curatoriale, la quasi totalità dei capi esposti proviene da una collezione recentemente acquisita da ERPAC FVG grazie ai fondi PNRR: si tratta di abiti finora inediti, selezionati per colmare le lacune cronologiche delle raccolte del Museo della Moda e delle Arti applicate, che oggi conta circa 10.000 pezzi tra abiti, accessori, gioielli e paramenti sacri.

Il passaggio tra Sette e Ottocento segna una profonda trasformazione del gusto e delle forme: agli abiti femminili altocinti, ispirati alla statuaria classica, si affiancano le eccentriche fogge maschili degli “Incroyables”. Superata la stagione del Biedermeier – o Romanticismo borghese – si giunge all’epoca delle crinoline, emblema di un’eleganza sontuosa e teatrale. Tra i pezzi di maggiore rilievo spicca proprio una rarissima crinolina, sottostruttura in cerchi metallici concepita per ampliare il volume delle gonne.

Un’attenzione particolare è riservata alle arti applicate, con un focus dedicato alle vetrerie del Goriziano, protagoniste del progetto europeo “Glass Routes”. In mostra sono esposte bottiglie utilizzate per il trasporto di vini spagnoli che partivano dal porto di Trieste diretti in Spagna; qui il vino veniva imbottigliato e successivamente spedito verso le Indie. Sono presenti anche bottiglie destinate ai liquori, in particolare al rosolio, impiegate dai produttori triestini: una testimonianza dei vivaci traffici commerciali del Settecento.

Il percorso si conclude con il passaggio dal profano al sacro, attraverso la sezione dedicata al Monastero di Sant’Orsola di Gorizia, presente in città dal 1672 per oltre tre secoli. Il patrimonio acquisito da ERPAC FVG – comprendente paramenti sacri, quadreria e arredi liturgici – restituisce uno straordinario esempio di arte e devozione. I paramenti, databili tra la fine del Seicento e la metà del Settecento, colpiscono per la raffinatezza dei ricami, la vivacità delle sete e i bagliori dell’argento. A dominare l’allestimento è infine il monumentale mobile da sacrestia, sormontato dalle sculture del Crocifisso, di Sant’Orsola e di Sant’Agostino.

Il nuovo allestimento, frutto di un accurato lavoro interdisciplinare, si distingue quindi per un rinnovato impianto espositivo e per l’importante arricchimento delle collezioni permanenti, con acquisizioni recenti per un valore superiore ai 500 mila euro.

Gestito da ERPAC FVG, il Museo rappresenta l’ultimo tassello della riapertura del complesso museale di Borgo Castello, pienamente restituito alla fruizione grazie a un articolato intervento di riqualificazione sostenuto da fondi PNRR. Il costo complessivo degli adeguamenti strutturali del polo ammonta a 4.862.666,67 euro, di cui 383.548,74 euro destinati specificamente al Museo della Moda e delle Arti applicate. I lavori sono stati realizzati dalla impresa MIMEC S.R.L. di Quinto di Treviso.

Foto di Rossana D'Ambrosio.

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