LA PRESENTAZIONE
Gorizia, in via Alviano arriva la laurea magistrale ‘PoSIG’: integrazione e governance in una formula interateneo tra Balcani e Caucaso

L’evento di lancio è previsto per giovedì 4 settembre. Il corso, offerto dall’Università di Trieste, è supportato da un Consorzio di tredici atenei da otto diversi Paesi.
L’offerta formativa dell’Università degli Studi di Trieste e del polo di via Alviano a Gorizia si arricchisce con un nuovo corso di laurea magistrale: il programma Joint Master in PoSIG, acronimo di "Political Science Integration & Governance".
Un corso di studi interamente in lingua inglese, della durata di due anni, che rappresenta una novità e un unicum nel panorama italiano, focalizzato sulle principali aree delle scienze politiche - con particolare riguardo verso le relazioni internazionali, l’amministrazione, le politiche pubbliche e l’integrazione europea - e soprattutto sulla mobilità internazionale tra atenei. Vi aderisce infatti un consorzio composto da tredici università di otto Paesi: Austria, Italia, Albania, Macedonia del Nord, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Armenia e Georgia.
Già annunciata negli scorsi mesi, la laurea magistrale in PoSIG è stata presentata ufficialmente oggi 29 agosto al Municipio di Gorizia, alla presenza delle autorità cittadine, della nuova rettrice dell’Università di Trieste Donata Vianelli, della docente coordinatrice del corso per l’ateneo Giuliana Parotto e da Franz Kok, rettore dell’Università Paris Lodron di Salisburgo nonché ideatore di PoSIG e suo coordinatore generale.
La struttura del corso si traduce concretamente in un vero e proprio “flusso” interateneo di studenti: gli iscritti potranno infatti scegliere tre diverse sedi universitarie dove svolgere tre su quattro semestri totali previsti, spaziando tra le capitali Sarajevo, Pristina, Skopje, Tirana, Tblisi e Yerevan. Un’opportunità, insomma, per fare conoscere in prima persona i Paesi caucasici e dei Balcani occidentali che si stanno gradualmente avvicinando all’Unione Europea, «facendo esperienza dei loro vissuti, della storia e delle loro problematiche in modo approfondito e non da turista occasionale»: questo il valore aggiunto del nuovo corso secondo Parotto.
Il connubio di fattori storici e geopolitici che caratterizza Gorizia, non da ultimo il titolo di Capitale Europea della Cultura, la presenta come candidata a pieno titolo per essere sede del corso. «L’ambito accademico ha rafforzato la vocazione internazionale della città e lo farà ancor di più con PoSIG - sono state le parole del sindaco Rodolfo Ziberna – questo interateneo si inserisce anche nel solco di iniziative del Ministero degli Esteri di aprirsi verso quelle nazioni che "bussano alla porta" dell’Ue».
Il percorso della nuova laurea «aderisce perfettamente alle caratteristiche transfrontaliere del nostro territorio» anche secondo il vicesindaco con delega alle politiche giovanili Chiara Gatta, come pure «alle iniziative già portate avanti con l’Università di Trieste per fare di Gorizia una città-laboratorio a misura di studente». Dello stesso avviso Vianelli, neo-rettrice di UniTs, che vede in Gorizia «l’opportunità di creare una cittadina-campus universitaria, una sede di confine che non fa più pensare alle divisioni grazie alle sinergie e alle collaborazioni nate nel territorio».
A raccontare la genesi di PoSIG, fondato nel 2016 nell’ateneo di Salisburgo, è stato poi il rettore Kok: «L’idea è nata dieci anni fa e ha inizialmente coinvolto i Balcani Occidentali». Una realtà segnata nel recente passato dalla guerra, «durante la quale molte famiglie si sono rifugiate in territorio austriaco; molti giovani con questo background hanno studiato scienze politiche, sia per capire le ragioni dei conflitti che per costruire alternative di pace». Il doppio focus sulla rappresentanza internazionale e sulle politiche interne di buona governance caratterizza l’assetto del corso, nel quale - ha spiegato sempre il coordinatore generale - «vengono trattati approfonditamente temi strettamente legati all’integrazione e alla storia dei Paesi coinvolti quali migrazioni, populismo, minoranze, traumi e tabù storici».
Le lezioni nel polo di Gorizia cominceranno al secondo semestre dell’anno accademico 2025-26. Sono 30 i crediti offerti da UniTs, con gli insegnamenti di Strategic Studies – Relazioni internazionali, Political Theory, Conflict Resolution – Relazioni internazionali, Metodologia – Project Cicle management, Metodologia – analisi quantitativa. Il corso si rivolge a tutti gli studenti con una laurea triennale in scienze politiche o relazioni internazionali. Possono parteciparvi al massimo 30 studenti; la richiesta d’iscrizione avviene attraverso una call aperta da febbraio ad aprile e rivolta all’anno accademico successivo.
È stato infine svelato in sede di presentazione che giovedì 4 settembre, nella sede universitaria di via Alviano, si terrà l’evento di lancio: una conferenza pubblica, con numerosi professori del consorzio, incentrata proprio sul tema dei tabù storici e i loro sviluppi positivi o meno attraberso la pratica del dialogo.
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