IL FESTIVAL
Gorizia, svelato il programma di ‘Frontiere’: otto lectio magistralis al Teatro Verdi dal 2 al 4 ottobre
Nel cartellone spiccano Giada Messetti, Anna Foa, Matteo Lancini, Paolo Ferri, Vera Gheno, Stefano Velotti, Maurizio Ferraris e Alessandro Vanoli protagonisti dei dialoghi. In città anche il progetto diffuso ‘Crossroads’ della Fondazione CaRiGo.
È stato presentato lunedì 7 settembre, a Trieste, nella sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il programma completo di "Frontiere - Dove i mondi si incontrano", il nuovo festival che dal 2 al 4 ottobre porterà Gorizia al centro del dibattito culturale nazionale. Alla conferenza stampa erano presenti l'assessore regionale alla Difesa dell'Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile Fabio Scoccimarro, il direttore del Gruppo NEM Nordest Multimedia Paolo Possamai, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia Roberta Demartin e, per gli Editori Laterza, Lodovico Steidl.
Nel solco ideale di GO! 2025, che ha riunito Gorizia e Nova Gorica nel ruolo di Capitale europea della cultura, il festival nasce dalla sinergia tra il Gruppo NEM Nordest Multimedia - Il Piccolo, gli Editori Laterza, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Comune di Gorizia e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il GECT GO e Cassa Rurale FVG come partner e la collaborazione delle Università di Udine, Trieste e Nova Gorica.
Il cuore riflessivo della manifestazione batterà negli spazi del Teatro Comunale Giuseppe Verdi, dove sono attese otto lectio magistralis, capaci di mettere in relazione prospettive e linguaggi diversi attorno al tema della frontiera: due nella giornata inaugurale di venerdì 2 ottobre, tre sabato 3 e tre domenica 4, a chiusura della manifestazione.
Il cartellone si apre venerdì alle 17.30 con l'appuntamento dedicato a Cina e Stati Uniti, affidato alla sinologa e saggista Giada Messetti, autrice di "La Cina è un'aragosta" e ideatrice di CinAmerica su Rai3, che indagherà i nuovi equilibri internazionali restituendo le contraddizioni di una Cina spesso semplificata dallo sguardo occidentale. Alle 21 sarà la volta della storica Anna Foa, vincitrice della prima edizione del Premio Strega Saggistica 2025 con "Il suicidio di Israele" e autrice del recente "Mai più", entrambi editi da Laterza: il suo intervento attraverserà le categorie di sionismo e diaspora che hanno segnato l'identità ebraica moderna, in un dialogo che si intreccia anche con la storia della comunità ebraica goriziana, da via Ascoli alla sinagoga, fino a figure come Carlo Michelstaedter e Graziadio Isaia Ascoli.
Sabato 3 ottobre il festival si sposterà alle 15.30 sul rapporto tra generazioni con lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, presidente della Fondazione Minotauro di Milano, autore di "Chiamami adulto" e del nuovo saggio "A volte ti amo", in uscita per Einaudi a settembre, che racconterà il disorientamento reciproco tra adolescenti e adulti. Alle 17.30 lo sguardo si sposterà verso le frontiere del cosmo con il fisico teorico Paolo Ferri, che ha guidato missioni storiche dell'ESA come Rosetta, Mars Express ed ExoMars, in un confronto sui modelli di universo finito o infinito. Alle 21 la sociolinguista Vera Gheno, per vent'anni collaboratrice dell'Accademia della Crusca e autrice del recente saggio "Genere" (Laterza), affronterà invece il rapporto tra maschile e femminile a partire dal linguaggio.
Domenica 4 ottobre il festival si chiude con tre appuntamenti. Alle 11 il filosofo Stefano Velotti, docente di Estetica alla Sapienza di Roma con esperienze di insegnamento a Yale e Stanford, interrogherà le categorie di bello e brutto attraverso la storia dell'arte del Novecento. Alle 15 Maurizio Ferraris, fondatore del "Nuovo Realismo" e ordinario di Filosofia Teoretica a Torino, affronterà il confronto tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale. Alle 17 lo storico e divulgatore Alessandro Vanoli, autore per Laterza de "L'invenzione dell'Occidente" e del più recente "Oriente, una storia", chiuderà il festival con una riflessione sui confini storici del Mediterraneo e sulla porosità del confine tra Oriente e Occidente.
Accanto al programma del Teatro Verdi, il centro cittadino sarà parte integrante del festival grazie a "Crossroads", il progetto di animazione urbana ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia per restituire una lettura contemporanea dell'identità multiculturale goriziana attraverso teatro, musica, danza, cinema, fotografia e sapere artigianale. Il percorso partirà dal settecentesco Monte di Pietà, sede della Fondazione CariGo, per attraversare Piazza Vittoria, un tempo nota come Travnik, addentrarsi nel cuore antico della città tra via Rastello, via Cocevia e via delle Monache, proseguire per via Marconi, via Mazzini e via Garibaldi fino al Teatro Verdi, per poi chiudersi lungo corso Verdi e via Oberdan, tornando idealmente al Monte di Pietà.
Il festival coinvolgerà anche gli studenti delle Università di Trieste, Udine e Nova Gorica, con percorsi formativi e un momento esclusivo con Maurizio Ferraris in programma lunedì 5 ottobre al centro culturale EPIC Center, in piazza Transalpina. Il Comune di Gorizia sosterrà la manifestazione con iniziative diffuse che coinvolgeranno musei, biblioteche, librerie ed esercizi commerciali: grazie al supporto di Confcommercio, bar, ristoranti e negozi proporranno aperture straordinarie, menu e vetrine a tema e aperitivi culturali.
La cerimonia di apertura di Frontiere 2026 è in programma venerdì 2 ottobre alle 16, al Ridotto del Teatro Verdi, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte.
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