L'INCONTRO
Gorizia, la Sezione giovani del Club Unesco riflette sulle criticità del linguaggio nell’era dell’infodemia: ecco ‘Lingue in Transizione’
L’appuntamento il 28 febbraio alle 11 in sala Dora Bassi. Interverranno le docenti Annarita Cecchin ed Elena Bettinelli con lo storico Vanni Feresin.
L’appuntamento è alle ore 11 di sabato 28 febbraio in sala Dora Bassi a Gorizia: la Sezione giovani del Club per l’Unesco di Gorizia promuove l’incontro pubblico “Lingue in Transizione”, dedicato al ruolo della lingua nella società contemporanea.
Al centro dell’iniziativa c’è una domanda semplice ma urgente: che cosa sta succedendo al nostro modo di parlare, scrivere e pensare? In un tempo segnato da flussi mediatici continui e da una sovraesposizione informativa che spesso sacrifica la profondità alla velocità, sono inevitabili i cambiamenti nel linguaggio e nella qualità del discorso pubblico. «In un territorio di confine come Gorizia, dove le lingue si incontrano e si intrecciano da sempre – si legge dalla nota di presentazione - parlare di parole significa parlare di identità, responsabilità e futuro».
L’incontro intende così stimolare una riflessione critica sulla lingua come infrastruttura culturale e come elemento fondante della cittadinanza. Si parlerà di impoverimento lessicale, fragilità argomentativa nei testi scritti, influenza dei media digitali e impatto dell’“infodemia” sul pensiero critico e sull’identità collettiva. Non in chiave nostalgica o purista, ma con uno sguardo lucido e operativo.
Dopo i saluti iniziali di Rita de Luca, presidente del Club per l’Unesco di Gorizia, l’apertura sarà affidata a Martina Porta, referente del progetto e moderatrice dell’incontro. L’intervento principale sarà a cura di Annarita Cecchin, docente di Lettere presso il Polo liceale IS “Dante Alighieri” di Gorizia e giornalista pubblicista, con una relazione dal titolo “Lingua e pensiero al tempo dell’infodemia”. Previsti anche gli interventi di Elena Bettinelli, docente del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, e Vanni Feresin (archivista, storico, musicista e giornalista).
L’analisi toccherà lo stato attuale dell’italiano scritto, le criticità emerse dai dati nazionali sulla comprensione e produzione dei testi, le cause socio culturali dell’impoverimento del lessico e il rapporto tra comunicazione digitale e costruzione del pensiero. Si parlerà dell’evoluzione dell’italiano e dei dialetti nella documentazione locale, dell’impatto della globalizzazione sull’identità linguistica delle comunità, del ruolo degli anglicismi e dei termini stranieri, e delle responsabilità delle istituzioni culturali ed educative nel promuovere un uso consapevole e ricco della lingua.
L’incontro prevede uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico e si concluderà con una riflessione operativa rivolta ai partecipanti: la consapevolezza linguistica non è difesa sterile del passato, ma cura della comunicazione e attenzione al pensiero. Durante l’evento sarà infine distribuito il manifesto Unesco per l’uso consapevole della lingua, come invito concreto all’impegno personale e collettivo.
Foto Eliana Mogorovich
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