Gorizia, Sant’Ignazio si apre ai visitatori con un percorso interattivo sullo smartphone

Gorizia, Sant’Ignazio si apre ai visitatori con un percorso interattivo sullo smartphone

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Gorizia, Sant’Ignazio si apre ai visitatori con un percorso interattivo sullo smartphone

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 30 Apr 2026
Copertina per Gorizia, Sant’Ignazio si apre ai visitatori con un percorso interattivo sullo smartphone

Tre lingue, mappe e contenuti artistici per accompagnare fedeli e turisti tra cappelle, affreschi e ambienti nascosti.

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Da qualche settimana la Chiesa di Sant'Ignazio a Gorizia può essere esplorata anche attraverso una webapp pensata per accompagnare fedeli e turisti alla scoperta di uno dei monumenti simbolo di Gorizia. Il progetto, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e sviluppato dall’azienda informatica goriziana Ubiz3d, permette di visitare gli spazi della chiesa in modo interattivo direttamente dal proprio smartphone, senza scaricare applicazioni dedicate.

Il sistema è accessibile tramite i QrCode collocati all’ingresso e nelle diverse aree dell’edificio. La piattaforma, disponibile in italiano, inglese e sloveno, consente ai visitatori di seguire un percorso guidato oppure di muoversi liberamente tra navata, cappelle, presbiterio e sacrestia, selezionando i vari punti di interesse dalla mappa interattiva. Ogni ambiente è corredato da immagini e schede informative con un primo livello sintetico e un approfondimento consultabile attraverso il pulsante “leggi di più”.

Tra gli elementi più particolari della visita digitale c’è anche la possibilità di accedere virtualmente ad alcuni ambienti non sempre aperti al pubblico, come la sacrestia accanto al presbiterio e la cosiddetta “sala del ’700”, situata al piano superiore. Ad accogliere gli utenti nella homepage è invece un acquerello di Marina Legovini dedicato alle caratteristiche guglie a cipolla della facciata della chiesa.

«Il desiderio è che i goriziani e i turisti possano apprezzare da un punto di vista storico, artistico e magari anche spirituale il patrimonio custodito in questo monumento», spiega monsignor Nicola Ban. «La visita ai luoghi d’arte apre alla bellezza, e la bellezza è una strada per accedere all’interiorità e al Mistero».

Il parroco sottolinea anche il ruolo svolto dalle comunità cristiane nella valorizzazione culturale della città: «Anche quando tutto il resto era chiuso, le chiese sono rimaste luoghi molto visitati e sempre disponibili. Trovarle aperte, illuminate, pulite e gratuite non è qualcosa di scontato, ma è possibile grazie ai volontari e alle offerte dei fedeli che permettono la fruizione di questi beni anche da parte dei turisti».

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