la risposta
Gorizia, municipio imbrattato è «segnale gravissimo»: Del Sordi critica il gesto
Dopo quanto accaduto nella mattinata del 17 gennaio si è fatto sentire anche il sindaco Ziberna, impegnato in Abruzzo. Tubetti, «minacce inaccettabili»
Dopo l’azione di ieri – 17 gennaio – contro il Municipio, quando prima della commemorazione della X Mas l’ingresso è stato imbrattato per mano ignota, l’amministrazione risponde con fermezza, anche con l’intento di bloccare episodi ulteriori. Un primo commento a caldo viene dall’assessore alla Sicurezza urbana Francesco Del Sordi, che nega si trattasse di deiezioni: «Nulla di riconducibile a feci o quant’altro – assicura - a confermarmelo sono stati gli operai intervenuti. Era un misto di fondi di caffè, terra e composti dello stesso colore, ma il gesto rimane inqualificabile. Ribadisco una precisazione di tipo tecnico: non era liquame. Se così fosse stato, sarebbe stato decisamente peggiore, perché ricordiamoci che, al di là di ha compiuto l’atto, poi a ripulire sono stati gli operatori, che per fortuna hanno dovuto lavare solo macchie di fango o poco più. Resta il danno materiale, correlato all’intervento degli operai che hanno ripristinato l’area, danno ancora da quantificare. Ovviamente abbiamo sporto denuncia per imbrattamento e si aprirà un’indagine, a seguito della quale i responsabili saranno riconosciuti.
Quel punto è evidentemente diventato un luogo sensibile. Non si tratta di rafforzare i controlli – riflette - in quanto comporterebbe istituire uno stato di polizia per poi collocare una telecamera a ogni incrocio. In quel punto non avevamo bisogno di controlli, così come non ce n’è bisogno altrove in città. Senz'altro, il livello di scontro politico, di un gruppo e una fazione che usa la violenza per fare attività politica nel 2026 in Italia, mette in risalto questi criminali che domani potranno compiere azioni peggiori. E questo - rimarca - per Gorizia è un segnale che ritengo gravissimo, perché siamo in democrazia, dove la magistratura vigila e le leggi vanno rispettate. Se c’è chi intende farsi giustizia da solo, significa che a Gorizia le frange più estremiste della sinistra mettono in dubbio l’intero sistema democratico italiano e i tempi sono cambiati. Quest’azione costa, alla comunità, ma al contempo è stato un gesto di protesta di violenza inaudita. Bisogna prendere atto che alcune frange della sinistra sono contro la democrazia e il rispetto delle regole». Un livello di scontro che secondo l’assessore «va condannato in tutti i termini» e riflette le manifestazioni nel resto d’Italia, degenerando spesso «in distruzione generalizzata». Modalità di operare che spingono Del Sordi ad ammettere: «Se queste persone legittimano la violenza, siamo nel campo dell’eversione, tornati indietro di 50 anni. Ricordiamoci – precisa - che nel sistema democratico in cui teoricamente ci troviamo, chi stabilisce se una manifestazione sia legittima o meno è la magistratura. Se lo Stato non interviene, significa che quelle attività sono lecite. Da una parte e dall’altra. Non piace, e quindi non è legittimo? Non è così. Se non s’interviene vuol dire che quell’azione, quell’associazione e quella commemorazione è legittima e devo rassegnarmi. La morale è una questione soggettiva.
Chi decide se quell’attività è legittima? Il sistema giuridico. In Italia non mancano di certo le leggi – prosegue - né chi le fa applicare, piaccia o non piaccia. C’è un vuoto legislativo? Si scrivano altre leggi. Le leggi vanno perfezionate: alcune non tutelano nemmeno le forze di polizia. La Decima non piace? Se si dimostra che compie attività illegali, venga denunciata e qualcuno sarà chiamato a esprimersi in merito. Se uno studente va a scuola con la maglietta della Decima, o con la falce e il martello, segno di distruzione dei popoli, cosa si può dire? A me non piace? Siccome non c’è una legge che vieta la maglietta con la falce e il martello, spiegherò ai miei figli che è un simbolo di morte come tanti ce ne sono stati. Il concetto è che ieri si è superato un limite, forse goliardicamente, ma sono rari i casi in cui certi approcci cambiano di passo: da una cosa si passa rapidamente all’altra. Spero che resti un evento isolato – auspica - e non rappresenti l’inizio di una fase ulteriore, ma noi prenderemo le contromisure». A definire «inqualificabile» il gesto è lo stesso primo cittadino Rodolfo Ziberna, ieri impegnato a L’Aquila: «Inqualificabile gesto – ribadisce - quello di chi ha lordato il portone di accesso al Municipio con un liquido nero. A spese dei cittadini si è provveduto alla pulizia, che proseguirà sino al completo ripristino. Quando una persona sa che le proprie argomentazioni non convincono gli altri, volendo imporre l'idea di alcuni sui molti utilizza la violenza, sia materiale che verbale. C'è chi alza le mani verso gli altri e chi distrugge o danneggia beni privati o pubblici. Al di là delle considerazioni su quanti compiono queste azioni - siano incappucciati negli scontri con le forze dell'ordine o con avversarie tifoserie sportive - rimane la tristezza verso i responsabili. Che celano per vigliaccheria la propria identità consapevoli di essere inadeguati alla società, sfogando i propri istinti con il piacere di ferire o uccidere chi non è d’accordo, distruggendo beni pubblici ripagati dai cittadini. È indubbio che si tratta di un gruppo ristretto di persone, ma è sociologicamente interessante osservare come, per esempio sui social o fra persone più deboli e culturalmente meno attrezzate, suscitino spesso apprezzamento.
Il Comune ha prontamente denunciato l’accaduto e gli inquirenti cercheranno di risalire ai responsabili grazie agli impianti di videosorveglianza, presenti non solo in piazza Municipio ma anche nel resto della città. Se verranno individuati, è certo che ai Cittadini rappresentati dal Comune non sarà sufficiente il risarcimento dei danni». A farne le spese, oltre alla cerimonia della X Mas, è stata la coppia di sposi che ha visto celebrare il proprio matrimonio poco prima, nonostante l’ingresso danneggiato dalle macchie. «Ma uno dei lasciti di GO!2025 – conclude Ziberna - è anche quello di dover e voler insegnare, soprattutto ai giovani, le gravi responsabilità della dittatura nazista, fascista e comunista nella consapevolezza che il compito di ciascuno, di chi governa e degli stessi Cittadini, sia quello di scrivere nuove pagine di storia che parlino la lingua della pace senza odio, il linguaggio della coesione e collaborazione sovranazionale. E il tempo, che è sempre galantuomo, ridurrà il numero di quanti seguitano a fomentare odio». A esprimere sdegno è stata infine la senatrice Francesca Tubetti: «La mamma degli idioti – ironizza - è sempre incinta. L’episodio di Gorizia è il risultato di un clima d’odio dai toni troppo accesi, continuamente perpetrato su social o nelle manifestazioni. Minacce inaccettabili che fanno venir meno il rispetto, la democrazia e la pacificazione nazionale. Se intendeva essere un atto intimidatorio, non suscita paura, ma fa soltanto ridere. Continueremo a ricordare coloro che hanno combattuto per difendere l’italianità della nostra città e della nostra terra».
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