LE PROPOSTE
Gorizia, micro-parchi negli ex distributori e stop alle industrie insalubri: Legambiente chiede un nuovo piano regolatore
Presentate le osservazioni assieme al Comitato EkoŠtandrež. Tra le richieste, la creazione di una ‘cerniera verde’ sull'Isonzo a Sant'Andrea, la tutela delle alberature storiche e il divieto di nuovi impianti di trattamento rifiuti nelle Zone D.
In occasione dell’aggiornamento del Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC) avviato dall’Amministrazione Comunale, nell’ambito della Variante Generale al Piano, Legambiente Gorizia APS, con la collaborazione del Comitato EkoŠtandrež, ha presentato sia osservazioni di carattere generale sia osservazioni specifiche per determinate aree della città, auspicando che le proprie proposte a tutela del patrimonio comune vengano accolte.
Obiettivo principale dell’iniziativa dell’Associazione è trasformare le criticità urbane in risorse ecologiche e restituire valore al territorio. In coerenza con il Regolamento sul Ripristino della Natura (UE) 2024/1991 e con altre norme europee e regionali sulla sostenibilità, l’Associazione propone una serie di interventi focalizzati sulla rigenerazione urbana, sulla mobilità attiva e sulla tutela della salute.
Tra le proposte figura la conversione, con specifica disciplina d’uso, delle aree su cui insistono ex distributori di carburanti dismessi o in via di dismissione in micro-parchi urbani. Attraverso la bonifica, la de-impermeabilizzazione dei suoli (depaving), la messa a dimora di piante, tra alberi, arbusti ed erbacee resistenti al clima che cambia, e l’installazione di elementi di arredo urbano e di fontanelle d’acqua per i frequentatori e i loro animali d’affezione, questi spazi degradati e potenzialmente pericolosi a causa di probabili infiltrazioni di idrocarburi potrebbero diventare oasi d’ombra e presidi contro le ondate di calore, oltre che “inghiottitoi” di CO₂, in linea con quanto previsto dall’art. 8 del Regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura.
Un’altra proposta riguarda la messa in sicurezza del corridoio naturalistico del Parco dell’Isonzo Campagnuzza-Sant’Andrea/Štandrež, da via Pola al ponte dell’ex SS 56 bis, attraverso la realizzazione di una “cerniera verde” nel quartiere di Sant’Andrea. L’intervento dovrebbe prevedere il ripristino dei belvedere sul fiume e del sentiero ciclo-pedonale, creando un collegamento protetto e sostenibile tra Sant’Andrea e Savogna d’Isonzo.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata al reintegro dei filari alberati e alla tutela del paesaggio. Legambiente chiede di introdurre nelle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) l’obbligo di ripiantumare, entro tempi certi, le alberature abbattute o cadute (fallanze), salvaguardando i viali storici, come quello degli ippocastani di viale XX Settembre, e vietando pratiche dannose come la capitozzatura.
Infine, l’Associazione chiede di dare finalmente voce alla petizione popolare del 2019, firmata da oltre 1.600 cittadini, che chiedeva di escludere dalle Zone D l’insediamento di industrie insalubri e di impianti di trattamento dei rifiuti. Contestualmente, viene proposta la retrocessione urbanistica a uso agricolo o naturale delle aree industriali dismesse o mai edificate.
Secondo l’Associazione, l’aggiornamento del PRGC rappresenta un’occasione irripetibile da cogliere al volo per preparare Gorizia alle sfide climatiche in atto e migliorare la qualità della vita in tutti i quartieri della città. Legambiente ha offerto volentieri i propri suggerimenti, auspicando che possano essere tradotti quanto prima in interventi concreti da parte dell’Amministrazione.
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