Gorizia, i materiali di scarto tornano a parlare grazie a quattro artisti del Fvg: in via Rastello la mostra ‘The Matter Loop’

Gorizia, i materiali di scarto tornano a parlare grazie a quattro artisti del Fvg: in via Rastello la mostra ‘The Matter Loop’

L’INAUGURAZIONE

Gorizia, i materiali di scarto tornano a parlare grazie a quattro artisti del Fvg: in via Rastello la mostra ‘The Matter Loop’

Di REDAZIONE • Pubblicato il 30 Mar 2026
Copertina per Gorizia, i materiali di scarto tornano a parlare grazie a quattro artisti del Fvg: in via Rastello la mostra ‘The Matter Loop’

L’esposizione negli spazi di The Circle sarà visitabile fino al 26 aprile. Le opere di Giulia Maria Belli, Nicola Facchini, Anna Marzuttini e Kristian Sturi nascono in collaborazione con imprese del territorio.

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Cosa succede quando ciò che viene scartato torna a parlare? Quando i residui della produzione industriale – frammenti tessili, metalli, componenti elettronici, materia organica – smettono di essere rifiuto per diventare origine di nuove forme e significati? È da questa domanda che prende forma “The Matter Loop. Il ciclo della materia”, progetto a cura dell’associazione QuiAltrove, realizzato con il contributo della Regione e la collaborazione del Comune di Gorizia e della rete Animaimpresa, che intreccia arte contemporanea ed economia circolare per interrogare e ridefinire il valore stesso della materia.

L’esito di questo progetto è la mostra che è stata inaugurata sabato 28 marzo negli spazi di The Circle in via Rastello a Gorizia: un percorso diffuso visitabile fino al 26 aprile, con apertura nei giorni feriali dalle 17 alle 19 e nel fine settimana su appuntamento. Curato da Vincenzo Alessandria, l’allestimento nasce da uno sguardo multidisciplinare che mette in relazione immaginari artistici, processi produttivi e responsabilità ambientale, costruendo un dispositivo capace di generare dialogo tra mondi solo apparentemente distanti.

Al centro di “The Matter Loop” si colloca infatti un modello virtuoso di collaborazione tra i quattro giovani artisti del Friuli Venezia Giulia e altrettante imprese del territorio: Braida Srl SB di Manzano, Postir Srl di Romans d’Isonzo, Contea di Gorizia e Infostar Srl di Tarcento. Non si è trattato di una semplice fornitura di materiali, ma di una vera e propria residenza artistica e di un confronto diretto con saperi, tecnologie e pratiche produttive, diventato parte integrante del processo creativo.

Da questo intreccio sono nate le opere in mostra: l’udinese Giulia Maria Belli ha lavorato sullo scarto tessile come spazio di memoria e relazione, trasformandolo in superficie stratificata, il triestino Nicola Facchini ha rielaborato metalli industriali – alluminio e ottone – in composizioni sospese tra struttura tecnica e forma scultorea. La gemonese Anna Marzuttini ha costruito installazioni a partire da materiali organici e residui vegetali che hanno danno vita a nuove “creature” naturali che svelano nuove possibilità di rigenerazione. Infine, il goriziano Kristian Sturi ha utilizzato componenti elettronici dismessi per indagare il rapporto tra tecnologia, arte, percezione e impatto ambientale.

All’inaugurazione hanno partecipato i quattro artisti Nicola Facchini, Giulia Maria Belli, Anna Marzuttini e Kristian Sturi, il vicepresidente di QuiAltrove Fabio Bonetta, la curatrice del progetto Fabiana Vidoz e gli assessori comunali Fabrizio Oreti e Maurizio Negro, insieme ad alcuni referenti delle imprese coinvolte (Guido Tonizzo per Infostar, e Paolo del Negro per Contea Cooperativa Sociale).

Nel corso dell’apertura, l’assessore alla cultura Fabrizio Oreti ha sottolineato come il progetto «metta in connessione molteplici aspetti, sul piano multiculturale e multidisciplinare», evidenziando il ruolo di QuiAltrove «non solo come associazione culturale, ma come un vero e proprio laboratorio capace di collegare giovani artisti – in particolare provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Venezia – alla città di Gorizia attraverso l’arte contemporanea, un ambito sfidante, innovativo e di grande impatto per il territorio».

L’assessore Maurizio Negro ha invece richiamato il valore ambientale e strategico dell’iniziativa, sottolineando «il grande interesse che il Comune ripone in attività artistiche che mettono al centro il riutilizzo dei materiali in un’ottica sostenibile». «Abbiamo appena svolto un sopralluogo a Borgo Castello con gli Ispettori dell’associazione dei Borghi Borgi più belli d’Italia – così Negro - dopo l’anno della Capitale europea, Gorizia continua a brillare per la sua storia e, grazie ad esperienze artistiche come questa, per il suo futuro». 

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