STORIA DIGITALE
Gorizia laboratorio di storia e tecnologia, Romans entra nel progetto della fondazione Carigo
Al via il Gorithia Digital History Festival tra percorsi immersivi e passeggiate narrative. «Costruiamo ponti tra memoria e futuro», ribadisce la presidente Demartin.
Cinquant’anni dal terremoto, quarant’anni dalle prime scoperte del parco archeologico di Romans d’Isonzo: la storia di due comunità e di due esempi di rinascita si sono unite, questa mattina, nella presentazione alla stampa dell’inserimento del Civico Museo di Romans d’Isonzo fra i luoghi del progetto goGreen della Fondazione Carigo, evento inserito nella quarta edizione del Gorithia Digital History Festival.
«Il masterplan goGreen è iniziato nel 2017 e il comune isontino con il suo nuovo museo longobardo, inaugurato a fine gennaio, è uno dei punti del progetto. In questa iniziativa si incontrano il grosso lavoro che per decenni è stato fatto per riportare alla luce le testimonianze storiche e l’idea della Fondazione di mettere la tecnologia al servizio della cultura per darle risalto» ha esordito la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin.
«Oggi è il 6 maggio e oltre a volermi unire ai ricordi istituzionali legati al terremoto, vorrei ricordare il ruolo di primo piano giocato dai sindaci in tutte la calamità, come successo pochi mesi fa anche a Versa. E vorrei anche menzionare chi nei giorni del terremoto del 1976 si è impegnato per mettere al riparo le opere d’arte, in primis Gian Carlo Menis perché attraverso l’arte un popolo si racconta» ha aggiunto Demartin.
«Siamo ancora in piena emergenza e sappiamo cosa significhi far ripartire una comunità» si è così riagganciato alle parole della presidente della Carigo il sindaco di Romans d’Isonzo, Michele Calligaris, aggiungendo che «Quest’anno festeggiamo i quarant’anni dai primi rinvenimenti archeologici, una riscoperta che ho sempre seguito perché nel 1986 ho scavato anche io nelle sepolture».
La storia del museo viene rapidamente ripercorsa da Calligaris, con la sistemazione dei primi reperti in Municipio nel 2007, in uno spazio trasformato museo nel 2016, «ma volevamo diventare territorio turistico e museo tecnologico: sono arrivati prima gli Invicti Lupi che sono stati l’occasione per far vivere il museo, nato già come multimediale ma oggi con un tocco in più».
Già presentato a Romans, è stato oggi ufficialmente inaugurato all’interno dello smart space di via Carducci lo spazio Vr dedicato ai Longobardi e testato da giornalisti presenti: dieci minuti di vita quotidiana e dei momenti di guerra dell’epoca medievali vissuti dall’interno, nel ruolo di spettatori passivi “ignorati” (fortunatamente, nel caso dei momenti più concitati) dai personaggi che si avvicendano attorno all’osservatore.
Molte le iniziative pensate in occasione del quarantennale dei primi ritrovamenti, con eventi anticipati, sabato 16 maggio, da un’apertura straordinaria del museo fino a mezzanotte. «Il 9 giugno inizierà la settimana di festeggiamenti con la presentazione del catalogo che dalla storia dei Longobardi stringerà il focus sulla regione e poi su Romans» ha spiegato l’assessore comunale alla Cultura Alessia Tortolo.
Nella stessa giornata ci sarà la piantumazione di nuovi alberi affidata ai bimbi delle scuole e affiancata a visite guidate e ricostruzioni storiche realizzate con il supporto dell’associazione Invicti Lupi che, come ha ricordato Matteo Grudina, membro del sodalizio, dall’apertura di gennaio ha già accompagnato oltre 300 visitatori alla scoperta dei reperti contenuti nel museo.
L’area multimediale del museo del centro isontino e dello smart space sono tuttavia uno dei tasselli del Gorithia Digital History Festival, serie di appuntamenti organizzati dal 6 al 10 maggio dalla Fondazione Carigo e dedicati alla scoperta e alla valorizzazione della storia della città e del suo territorio. Per cinque giorni Gorizia si trasforma in un grande laboratorio a cielo aperto, dove passato e presente dialogano attraverso linguaggi innovativi in un viaggio lungo oltre mille anni di storia.
Il programma si articola in cinque giornate tematiche, ciascuna dedicata a uno specifico periodo storico e caratterizzata da attività come laboratori, incontri, visite, banchetti rievocativi e percorsi interattivi pensati per esplorare avvenimenti, personaggi e luoghi che hanno contribuito a definire l’identità culturale di Gorizia.
Tra le esperienze centrali vi sono le visite allo Smart Space nella sede della Fondazione, dove è allestito il percorso “Gorithia. Tra le pieghe del tempo”, ma anche le vie di Gorizia si animeranno con passeggiate di digital storytelling, veri e propri percorsi narrativi all’aperto guidati da contenuti audio e arricchiti dalla presenza di attori e figuranti in costume.
Quattro itinerari tematici accompagnano il pubblico attraverso epoche diverse offrendo uno sguardo nuovo sugli eventi del passato, attraverso una forma di teatro diffuso che trasforma la città in un palcoscenico dinamico e coinvolgente. E, accanto a queste esperienze, il Festival propone anche un ricco calendario di attività e laboratori organizzati nelle sale dello Smart Space.
Tutte le attività del Festival sono aperte al pubblico, a ingresso e partecipazione gratuita, su prenotazione. Per informazioni, per consultare il programma completo e per le prenotazioni: www.fondazionecarigo.it/gorithiadhf .
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