ECONOMIA E TRASPORTI
Gorizia, la Sdag punta all'Europa, Cisint: «Strategica per la crescita logistica»
L'europarlamentare visita la piattaforma doganale con l'amministratore unico Russo e sottolinea la necessità di fare sistema con i porti di Trieste e Monfalcone e di potenziare la filiera del freddo per agganciare i finanziamenti UE.
Portare Gorizia dentro le grandi rotte della logistica europea, facendo della SDAG un punto di connessione tra ferrovia, porto e traffici diretti verso il Centro e l’Est Europa. È questa la sfida indicata da Anna Maria Cisint, europarlamentare del gruppo Patriots for Europe e componente della Commissione Trasporti, durante la visita alla piattaforma logistica di Gorizia assieme all’amministratore unico Fabrizio Renato Russo, durante la quale l’europarlamentare ha visitato le aree delle stazioni doganali autoportuali.
Spiega Cisint: «Con i suoi 600mila metri quadrati e la posizione strategica al confine tra Italia e Slovenia, la SDAG dispone già di una base infrastrutturale rilevante. La partita, ora, è trasformarla in un sistema logistico più integrato e competitivo, capace di intercettare nuovi flussi e di rafforzare il proprio ruolo nella catena dei trasporti europea. Quella della piattaforma logistica è una priorità sulla quale sto lavorando anche in sede europea. In Commissione continuerò a portare avanti le opportunità per il nostro territorio, sia sul fronte della rete TEN-T sia sulle politiche di implementazione infrastrutturale necessarie a sostenere una crescita dei traffici».
Al centro dell’incontro con Russo c’è stata una visione che guarda oltre l’attuale configurazione della piattaforma e punta, in prospettiva, alla trasformazione della SDAG in un vero e proprio interporto: «Ho condiviso con l'amministratore unico Russo una visione precisa: la piattaforma deve diventare sempre più attrattiva e, in prospettiva, assumere il ruolo di interporto. Per farlo serve una strategia ampia, una visione tentacolare delle connessioni e la capacità di fare più sistema con porto e ferrovia. Diventa determinante creare le condizioni per aggredire i progetti e attrarre finanziamenti europei».
Secondo Cisint, la discussione non può essere ridotta alla sola questione della lunetta di Gorizia. La competitività della piattaforma dipenderà dalla qualità delle connessioni e dalla capacità di inserirsi nelle principali catene logistiche, anche del freddo, per valorizzare gli investimenti recenti: «Vanno sviluppate le connessioni nel loro complesso. La vera sfida è aggredire il mercato dei trasporti, rafforzando la capacità della piattaforma di inserirsi nelle principali catene logistiche, ma anche di aumentare la disponibilità di servizi per i trasportatori». Proprio la filiera del freddo è oggi uno degli elementi distintivi della SDAG. Durante la visita, Cisint ha visionato le celle frigorifere della struttura, utilizzate per la conservazione di prodotti alimentari e per lo stoccaggio di merci non destinate al consumo umano, tra cui mangimi zootecnici.
La piattaforma svolge inoltre una funzione rilevante per il transito e lo scalo delle merci, oltre che per la sosta dei mezzi pesanti e degli autisti. Per Cisint, però, aumentare l'attrattività nei confronti degli autotrasportatori è solo una parte della strategia. Il passaggio decisivo riguarda l’intermodalità, soprattutto attraverso un collegamento più stretto con il porto di Trieste: «Acquisire maggiore attrattività nei confronti degli autotrasportatori è solo una parte degli obiettivi. È necessario potenziare l’intermodalità, sia ferroviaria ma soprattutto portuale, vista la vicinanza dei porti di Trieste e Monfalcone, così che quest’area rientri formalmente nella rete interporti nazionale e possa di fatto trasformarsi in un fast corridor».
Il prossimo passaggio sarà il confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, con il quale Cisint annuncia un approfondimento sul ruolo della piattaforma e sulle infrastrutture necessarie a sostenerne lo sviluppo.
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