LA NOVITÀ
Gorizia, Franco Zotti aderisce a Patto per il Nord. Il lancio di due macroprovince
La nuova formazione politica si è presentata stamattina davanti al Mercato Coperto. A primavera la raccolta firme a favore dei nuovi organismi territoriali.
Una forza politica nuova ma che in realtà recupera un bagaglio di valori dimenticato da chi si è appoggiato al sistema clientelare e di favoritismi diffusi. Questo vuole essere il Patto per il Nord, formazione nata a Vimercate circa un anno fa, riunitasi in congresso lo scorso novembre a Treviglio e già approdata in 60 province grazie alla sfiducia di quanti, dopo aver dato la propria preferenza alla Lega, si sono visti traditi nelle aspettative soprattutto nei confronti della “questione settentrionale”.
E questa mattina, il Patto per il Nord è sbarcato anche a Gorizia: mentre la fiaccola olimpica passava nel centro cittadino, davanti al mercato coperto l'ingresso della nuova formazione nel capoluogo isontino è stato salutato dal segretario federale Paolo Grimoldi, dal suo vice Jonny Crosio, dal coordinatore regionale Michele Gelsi, dal responsabile della federazione del territorio libero di Trieste Giorgio Marchesich e dal coordinatore di Patto per il Nord della destra Isonzo Massimo Asquini.
Nuovo simbolo delle battaglie politiche cittadine, il mercato coperto è stato scelto anche per suffragare uno degli ideali fondanti il recente partito, intenzionato a dialogare con la gente cercando di sfruttare l'appeal ancora esercitato dai pochi banchi aperti, oggetto di un continuo andirivieni di clienti poco interessati però a integrare la spesa con i discorsi politici.
Far riavvicinare i disillusi è proprio uno degli obiettivi sostenuti dai presenti all'incontro che intendono appunto partire dal popolo cogliendone malumori e proposte su temi caldi come la sicurezza, il malfunzionamento della sanità, le pensioni e gli stipendi troppo bassi, le spese colossali per infrastrutture di dubbio interesse collettivo, gli aumenti costanti in settori come quello dei trasporti. «La Lega di oggi non è più quella delle origini ma la Salvini premier si basa sul prendere i voti in modo clientelare attraverso emendamenti. C'è un terreno fertile in tutto il Nord e per questo stiamo crescendo molto rapidamente» ha affermato il segretario Grimoldi con parole che sono state riprese dal vice Crosio: «Dobbiamo riempire uno spazio lasciato libero sulla questione settentrionale e sul federalismo. Non siamo né d destra né di sinistra ma stiamo sopra, gravitiamo con chi ha un programma politico come il nostro».
E in questo programma rientra, a livello regionale, un passo indietro sulla questione delle province: «Le quattro province volute da Fedriga sono un poltronificio: noi siamo per due macroprovince come in Trentino, con il Friuli da una parte e Trieste dall'altra. Per questo in primavera lanceremo na raccolta firme a sostegno di una specifica proposta di legge» spiega Marchesich, mentre relativamente al goriziano, a metà strada geografica e culturale fra i due territori, il coordinatore Asquini precisa che dovrebbe decidere da quale parte schierarsi.
Restringendo il campo alla città, il Patto per il Nord avrà il volto noto di Franco Zotti, presentato oggi come nuovo coordinatore del partito per la sinistra Isonzo. Nei prossimi giorni e in vista del prossimo consiglio comunale Zotti ratificherà il suo passaggio alla nuova formazione, resosi necessario perchè «Ho combattuto per anni. Vorrei salvare Gorizia ma da solo, con mille voti, non ci posso riuscire. Grazie a Dio è arrivato il Patto per il Nord e son convinto che con la forza di tutti riusciremo a unificare le liste civiche che sono il futuro della politica del Paese».
Non mancano i riferimenti alle criticità cittadine con «nove agricoltori che vorrebbero entrare qui ma l'impianto antincendio non funziona: e quindi chi è qui a lavorare è abusivo? E poi abbiamo i pannelli solari da un anno e mezzo che però non lavorano e dentro il mercato si sta al freddo». E dopo qualche altra boutade su ascensore e senso unico in Corso Italia, Zotti conclude riconfermano l'impegno a stare in mezzo alla gente per coglierne le esigenze: «In settembre faremo una festa a Trieste in occasione del trentennale della proclamazione della Repubblica padana: sarà l'occasione per stare con le persone che hanno sempre bisogno di socialità».
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