A Gorizia l’arte partecipata di Matteo Attruia prende vita in via Rastello con ‘Stato di Confine’

A Gorizia l’arte partecipata di Matteo Attruia prende vita in via Rastello con ‘Stato di Confine’

L'ESPOSIZIONE

A Gorizia l’arte partecipata di Matteo Attruia prende vita in via Rastello con ‘Stato di Confine’

Di REDAZIONE • Pubblicato il 20 Feb 2026
Copertina per A Gorizia l’arte partecipata di Matteo Attruia prende vita in via Rastello con ‘Stato di Confine’

Inaugura sabato 21 febbraio alle 17 nello spazio The Circle l’nstallazione promossa da QuiAltrove ETS, esito del progetto ‘In ascolto’ che ha coinvolto comunità di Gorizia, Trieste, Palmanova e San Vito al Tagliamento in una riflessione collettiva sul significato del confine.

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Apre al pubblico domani, sabato 21 febbraio alle 17, nello spazio The Circle di via Rastello 91, la mostra-installazione "Stato di Confine", esito del progetto artistico partecipativo In ascolto. Tracce lungo il margine, promosso dall’associazione goriziana QuiAltrove ETS in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia.

L’iniziativa nasce nell’ambito della partnership tra il Comune di Gorizia e i Comuni di Trieste, Palmanova e San Vito al Tagliamento e si inserisce in un percorso che ha coinvolto, nei mesi scorsi, comunità eterogenee del territorio: giovani, migranti, anziani e persone in condizioni di fragilità, chiamate a condividere la propria esperienza sul tema del confine come spazio di dialogo e di confronto tra identità diverse.

A sviluppare il progetto è stato l’artista sacilese Matteo Attruia, attivo a livello internazionale, che ha tradotto gli esiti dei workshop in un’installazione pensata come ambiente da attraversare più che come semplice esposizione.

In un territorio come quello goriziano, dove il confine rappresenta insieme memoria storica, realtà quotidiana e dimensione simbolica, Stato di Confine invita a rileggere il limite non come barriera, ma come soglia e possibilità. Il confine diventa così spazio di relazione, luogo fragile e dinamico in cui si generano tensioni, ma anche incontro e trasformazione.

Fulcro dell’allestimento sono i disegni realizzati durante i laboratori ospitati nei Comuni di Gorizia, Trieste, Palmanova e San Vito al Tagliamento. Le opere, riprodotte su lastre di plexiglass, sfruttano la trasparenza del materiale per restituire una doppia prospettiva: le immagini sono visibili da entrambi i lati, suggerendo una visione speculare e condivisa. I segni tracciati dai partecipanti diventano testimonianza individuale e, al tempo stesso, terreno di dialogo collettivo.

Accanto ai lavori nati dal percorso partecipativo, l’intervento di Attruia si concretizza nella scritta al neon Stato di Confine, che ribalta l’espressione “confine di Stato” per indicare una condizione esistenziale prima ancora che geografica. Nella ricerca dell’artista, la parola si fa strumento di riflessione critica e dispositivo relazionale: il confine non è più linea di separazione, ma spazio aperto alla convivenza tra l’io e l’altro.

La mostra resterà visitabile fino al 22 marzo. Orari: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18; sabato e domenica su appuntamento (info@quialtrove.it – tel. 393 0778726). Maggiori informazioni su www.in-ascolto.com.

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