TRA RIENTRI SCAGLIONATI E RISTORI
Frana di Brazzano, tra ottobre e gennaio 2027 rientrano a casa gli sfollati della zona rossa
Al Teatro Comunale l'assessore regionale Riccardi, il direttore della Protezione Civile Aristei e il sindaco Felcaro hanno illustrato cronoprogramma e i contributi per famiglie e imprese colpite dall'evento del novembre scorso. Le rassicurazioni per chi ha perso la casa.
Si è svolto lunedì sera, nel Teatro Comunale di Cormons, l'incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione Comunale insieme alla Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per fare il punto sugli interventi di messa in sicurezza dell'area di Brazzano, colpita dalla frana che lo scorso novembre ha costretto decine di residenti ad abbandonare le proprie abitazioni. Erano presenti l'assessore regionale delegato alla Protezione civile Riccardo Riccardi, il direttore centrale della Protezione Civile regionale Amedeo Aristei e il sindaco Roberto Felcaro, oltre ai tecnici della Protezione Civile, che hanno illustrato gli aspetti tecnici e operativi degli interventi programmati e realizzati.
Aristei ha aperto la serata con un riepilogo dell'evento che ha generato l'emergenza: oltre 300 millimetri di pioggia caduti in meno di 24 ore, un episodio di portata eccezionale che ha innescato due distinti movimenti franosi. Sulla cosiddetta Frana A si è attivato un canalone lungo oltre 200 metri, con le conseguenze drammatiche che la comunità conosce bene; sulla Frana B, quella che interessa il vigneto storico, si è invece mosso un volume di terreno più contenuto.
Sul fronte degli interventi, per la Frana A sono già stati completati lo sgombero di circa 12mila metri cubi di materiale franato e di 900 metri cubi di macerie, la riprofilatura del versante e la posa di una barriera provvisoria in blocchi di calcestruzzo, che ha permesso la riapertura di buona parte della zona arancione. È in corso la realizzazione di una vasca di trattenuta alta cinque metri, su montanti in acciaio con fondazioni su micropali profondi dagli 8 ai 10 metri, accompagnata da una rete paramassi. Entro il 30 ottobre 2026 saranno conclusi i lavori provvisori, con la rimozione dei blocchi di cemento e la liberazione degli edifici ancora ricadenti in zona rossa; solo allora sarà possibile avviare il profilamento definitivo a monte del Colle. L'intervento di consolidamento completo dell'intero versante è atteso invece entro dicembre 2028.
Per la Frana B, dopo il raggiungimento di un'intesa con i proprietari interessati, sono partiti gli interventi di drenaggio delle acque superficiali e la realizzazione di un muro di contenimento rivestito in pietra locale. I lavori si concluderanno entro fine gennaio 2027, quando sarà possibile eliminare definitivamente la zona rossa e consentire il rientro delle ultime due famiglie ancora fuori casa. Nel frattempo è stato siglato un protocollo tra Comune e Protezione Civile che consente un rientro controllato dei residenti, in fasce orarie definite e solo nelle giornate con condizioni meteo stabili, previa valutazione di un geologo incaricato dal Comune.
Interventi sono in corso anche lungo via San Giorgio, dove sono stati eseguiti lavori di riprofilatura della scarpata con terre armate e gabbionate, e sul Monte Quarin, a partire dalle vasche di contenimento a valle del sentiero del Porton Ros: anche le opere comunali di sistemazione della salita del monte hanno già dato i primi risultati positivi in termini di regimazione delle acque. Gli interventi nell'area dell'agriturismo saranno ultimati entro fine 2026, mentre quelli nelle restanti zone del Quarin si concluderanno entro gennaio 2027.
Sul fronte dei ristori, Aristei ha fatto il punto sulle tre linee di contributo attivate dalla Regione: la prima, per la sistemazione temporanea di chi non ha potuto rientrare in strutture pubbliche, ha già visto liquidate 104 istanze; la seconda, per gli edifici residenziali privati, ha portato a oltre 2,3 milioni di euro già erogati; la terza, dedicata alle autovetture a uso privato, conta 184 domande liquidate su 200 presentate, per un totale di oltre 900mila euro.
Tra le novità illustrate in serata, l'estensione dei contributi anche a motocicli, quadricicli a motore e autocarri a uso privato, purché unico mezzo di trasporto del richiedente: il contributo massimo è fissato in 6mila euro per i motocicli e 10mila euro per i quadricicli, con domande presentabili fino al 27 luglio 2026. È stata inoltre prorogata al 31 luglio la scadenza, inizialmente fissata al 30 giugno, per le domande di indennizzo delle aziende. A questo si aggiunge un bando specifico per le case distrutte a Brazzano, che riconosce un contributo dell'80% fino a un massimale di 200mila euro, più 15mila euro per il mobilio, con termine di presentazione il 15 ottobre 2026. Si è infine chiusa la raccolta delle domande per i contributi statali: 173 istanze presentate, per un fabbisogno complessivo di oltre 10 milioni di euro.
Il sindaco Felcaro ha voluto sgombrare il campo da alcune voci circolate nelle scorse settimane, secondo cui l'Amministrazione comunale non si sarebbe resa parte attiva nella gestione dell'emergenza. «In realtà l'Amministrazione si è confrontata costantemente con tutte le persone e le aziende coinvolte» ha precisato il sindaco, sottolineando come l'intervento sulla Frana A sia di natura protettiva e momentanea, in attesa che la rete di contenimento consenta l'avvio dei lavori a monte e la sistemazione completa della zona. «L'unico obiettivo adesso è far rientrare le persone nelle proprie case. I lavori sulle zone A e B sono fondamentali per liberare la zona rossa, permettendo alle persone di tornare a casa e alle aziende di tornare a operare».
Nel dibattito che ha seguito le relazioni tecniche, alcuni residenti di Brazzano che hanno perso la propria abitazione hanno espresso le difficoltà incontrate nell'iter burocratico per accedere ai contributi necessari all'acquisto di una nuova casa. Il sindaco, l'assessore Riccardi e il direttore Aristei hanno garantito la massima disponibilità ad affiancare queste persone, annunciando l'organizzazione di incontri dedicati nelle prossime settimane.
«Il nostro compito è, nel rispetto dei vincoli di legge, andare incontro alle necessità di tutte le persone colpite da questa tragedia, sapendo che ogni situazione è diversa e richiede risposte specifiche» ha dichiarato l'assessore Riccardi. «La Regione è impegnata a fare tutto ciò che è possibile con gli strumenti a disposizione, nel rispetto delle norme, cercando di applicarle nel modo più ampio possibile per offrire il massimo sostegno a cittadini e imprese. Proprio per questo abbiamo progressivamente ampliato il piano degli interventi, inserendo nuove misure e includendo anche le aziende, perché l'evoluzione dell'emergenza ci ha imposto di adattare continuamente le risposte».
«Siamo riusciti a erogare i primi ristori a soli trenta giorni dall'evento, un risultato tutt'altro che scontato e che dimostra la volontà di intervenire rapidamente» ha aggiunto Riccardi. «Continueremo ad accompagnare ogni persona nella ricerca della soluzione più adeguata, coinvolgendo tutte le direzioni regionali competenti. Non lavoriamo per ottenere riconoscimenti o sicurezze politiche, ma per garantire la sicurezza del territorio e delle persone, riducendo il più possibile i disagi provocati da un evento eccezionale». L'assessore ha infine ringraziato l'Amministrazione comunale di Cormons per la collaborazione costante, ricordando che «alcune soluzioni comportano costi molto più elevati rispetto alle ipotesi iniziali, ma la Regione continuerà a fare la propria parte con responsabilità e disponibilità, mantenendo un confronto aperto con la comunità».
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