Gorizia non dimentica il sindaco «profeta di pace» Michele Martina

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Gorizia non dimentica il sindaco «profeta di pace» Michele Martina

Di S.F. • Pubblicato il 12 Mag 2026
Copertina per Gorizia non dimentica il sindaco «profeta di pace» Michele Martina

L’iniziativa promossa dall’Associazione Città dell’Uomo ha approfondito il ruolo storico e civile dell’ex primo cittadino negli anni della Guerra Fredda e delle relazioni oltreconfine.

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Si è svolto nei giorni scorsi il convegno “Michele Martina, un profeta di pace al confine orientale italiano”, organizzato dall’Associazione Città dell’Uomo, con il patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e del Comune di Gorizia, nonché con il sostegno della Banca 360 FVG. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di approfondimento storico e civile dedicato alla figura di Michele Martina, ricordato in particolare per il suo ruolo di sindaco di Gorizia negli anni Sessanta e Settanta. In un periodo segnato da profondi cambiamenti sociali e politici, la città si trovava infatti al centro delle delicate dinamiche del confine orientale e delle relazioni tra Italia e Jugoslavia, in un contesto ancora fortemente influenzato dalla Guerra Fredda.

L’apertura dei lavori è stata preceduta dai saluti istituzionali del sindaco di Gorizia, che ha sottolineato il valore di iniziative capaci di coniugare memoria storica e riflessione civile. Il primo cittadino ha evidenziato come la figura di Michele Martina rappresenti un esempio significativo di amministrazione orientata al dialogo e alla costruzione di relazioni tra comunità in un territorio di confine, richiamando inoltre l’importanza della memoria condivisa per rafforzare i percorsi di cooperazione transfrontaliera. Sono seguiti i saluti del presidente dell’Associazione Città dell’Uomo, Paolo Cappelli, che ha aperto i lavori evidenziando il significato culturale e civile dell’iniziativa. Nel suo intervento ha richiamato l’attualità della figura di Martina, sottolineandone la capacità di interpretare la politica locale come responsabilità pubblica e come strumento di costruzione del dialogo in un’area complessa della storia europea.

Nel corso del convegno, gli interventi hanno ricostruito il contesto degli anni Sessanta e Settanta, fase cruciale per Gorizia e Nova Gorica e per le relazioni tra Italia e Jugoslavia. In quegli anni, alla graduale evoluzione degli equilibri internazionali si affiancavano tensioni politiche e culturali che rendevano particolarmente complessa la convivenza tra comunità diverse. In tale scenario, la figura di Martina è stata riletta come quella di un amministratore capace di interpretare il ruolo istituzionale non soltanto come gestione del governo locale, ma anche come responsabilità attiva nella costruzione del dialogo. La sua azione è stata descritta come orientata alla mediazione e alla costante ricerca di relazioni pragmatiche tra istituzioni, popolazioni e realtà culturali differenti. Il convegno ha inoltre evidenziato il ruolo di Gorizia, città di confine e luogo, al tempo stesso, di separazione e di incontro, in cui le tensioni geopolitiche si riflettevano direttamente sulla vita quotidiana delle comunità.

Ampio spazio è stato dedicato al valore della memoria storica, intesa come strumento di comprensione del presente e delle sue trasformazioni. La riflessione sulle esperienze maturate negli anni Sessanta e Settanta è stata proposta come chiave interpretativa per affrontare le sfide contemporanee legate alla convivenza, alla cooperazione transfrontaliera e alla costruzione di un’identità europea condivisa. In conclusione, il convegno ha restituito una lettura approfondita dell’eredità di Michele Martina, sindaco di Gorizia in una fase storica complessa, riconosciuto come figura significativa di un’amministrazione orientata al dialogo, alla responsabilità pubblica e alla costruzione di relazioni tra comunità.

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