Fiori bianchi sull’Isonzo, a Gradisca e Gorizia un gesto collettivo femminile per chiedere pace

Fiori bianchi sull’Isonzo, a Gradisca e Gorizia un gesto collettivo femminile per chiedere pace

l’iniziativa

Fiori bianchi sull’Isonzo, a Gradisca e Gorizia un gesto collettivo femminile per chiedere pace

Di I.B. • Pubblicato il 25 Mar 2026
Copertina per Fiori bianchi sull’Isonzo, a Gradisca e Gorizia un gesto collettivo femminile per chiedere pace

Oltre venti persone sulla passerella tra Sdraussina e Gradisca per letture e lancio di fiori, in contemporanea con la marcia delle donne israeliane e palestinesi.

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Un gesto semplice, ma carico di significato, per ribadire la necessità di parlare di pace. Martedì mattina, poco prima di mezzogiorno, la passerella sull’Isonzo tra Gradisca e Sdraussina si è trasformata in un luogo di incontro e riflessione condivisa, grazie a un’iniziativa nata in tempi strettissimi su impulso di alcune realtà del territorio.

L’appuntamento, promosso anche in collegamento ideale con la marcia nazionale di Roma organizzata dai movimenti Women of the Sun e Women Wage Peace, ha voluto unire simbolicamente il contesto locale a quello internazionale. L’invito era chiaro: ritrovarsi senza bandiere, sui ponti del fiume, portando con sé un fiore bianco da affidare all’acqua e partecipare alla lettura di testi nelle lingue del territorio.

E così è stato. Da Casa Maccari, un piccolo gruppo si è incamminato verso il ponte, raccogliendo strada facendo altre persone. Alla fine sono state oltre venti le presenze, tra chi è arrivato a piedi e chi in bicicletta, molti con fiori raccolti nei propri giardini. Un’adesione superiore alle attese, tanto che i fogli preparati per le letture non sono bastati.

Protagoniste le parole dei poeti, scelte per rappresentare il pluralismo linguistico e culturale che attraversa queste terre. Sono stati letti «I fiumi – Cotici il 16 agosto 1916» di Giuseppe Ungaretti, la poesia “Una passeggiata sulle sponde dell’Adriatico – Sprehod ob Jadranu” di Ljubka Šorli, proposta anche in sloveno, e un brano in friulano tratto da “Aniversari, Terra di popoli” di Celso Macor, accompagnato dalla traduzione italiana. Non è mancato il richiamo al “Lied vom Isonzo” di Kurt Klinger, con il suo verso «Soldato, non entrare con la forza nel giardino», capace di restituire tutta la drammaticità del tema.

La partecipazione è stata intensa, segnata da momenti di commozione. I presenti, raccolti sul ponte con i fiori stretti tra le mani, hanno condiviso pensieri, esperienze e riflessioni, dando voce a un bisogno diffuso di dialogo, convivenza e rispetto. Il gesto finale, il lancio dei fiori bianchi nelle acque dell’Isonzo, ha suggellato l’iniziativa, trasformando il fiume — un tempo linea di guerra — in simbolo di incontro e responsabilità.

All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti di diverse associazioni, tra cui Casa del Popolo, Udi Unione Donne in Italia, Auser, Anpi, il Circolo culturale di Sdraussina e le Acli. «Un piccolo passo - è stato sottolineato dai partecipanti - ma significativo. Perché la pace, più che una parola, è una pratica quotidiana che passa anche da gesti collettivi come questo, capaci di tenere insieme memoria e futuro».

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