IL BILANCIO CONSOLIDATO 2025
Fincantieri chiude il 2025 con un utile netto record da 117 milioni e ordini in forte crescita al +32%
Ricavi a 9,2 miliardi e risultato netto quattro volte rispetto al 2024. Backlog ai massimi storici e un piano industriale 2026-2030 che punta su tecnologia ed espansione.
Fincantieri archivia il 2025 con risultati senza precedenti, segnando un deciso rafforzamento economico, finanziario e commerciale. Il Consiglio di amministrazione, riunito il 25 marzo sotto la presidenza di Biagio Mazzotta, ha approvato il bilancio consolidato che evidenzia un utile netto di 117 milioni, il più alto nella storia del gruppo e oltre quattro volte superiore ai 27 milioni registrati nel 2024. A trainare la crescita sono stati soprattutto i ricavi, saliti del 13,1% fino a quota 9,2 miliardi, e l’Ebitda, aumentato del 33,9% a 681 milioni. In miglioramento anche la redditività, con un margine operativo lordo che passa dal 6,3% al 7,4%. Se si considerano le componenti straordinarie, l’utile adjusted raggiunge i 143 milioni, confermando un rafforzamento strutturale della performance.
Sul fronte finanziario, il gruppo registra una riduzione della leva, con una posizione finanziaria netta adjusted pari a 1,3 miliardi e un rapporto tra indebitamento ed Ebitda sceso a 2,7 volte, in miglioramento rispetto alle previsioni diffuse a febbraio. Un segnale che evidenzia una maggiore solidità e capacità di sostenere i piani di sviluppo. Particolarmente rilevante la dinamica commerciale. Nel corso del 2025 Fincantieri ha acquisito nuovi ordini per 20,3 miliardi, in crescita del 32,4% rispetto al già elevato dato del 2024. Il carico di lavoro complessivo raggiunge così i 63,2 miliardi, quasi sette volte i ricavi annuali, mentre il portafoglio ordini garantisce visibilità sulle attività fino al 2037. Nell’anno sono state consegnate 24 navi e il portafoglio complessivo conta 97 unità.
Per il 2026 il gruppo conferma una traiettoria di ulteriore crescita, con ricavi attesi tra 9,2 e 9,3 miliardi, Ebitda intorno ai 700 milioni e un utile netto previsto in aumento rispetto al 2025. Atteso anche un ulteriore miglioramento della leva finanziaria. A sostenere le prospettive contribuisce il nuovo piano industriale 2026-2030, che punta a rafforzare la presenza globale, aumentare l’efficienza produttiva e ampliare l’offerta di soluzioni ad alto contenuto tecnologico. Tra le direttrici strategiche figurano il potenziamento della cantieristica, lo sviluppo del segmento difesa e l’espansione nelle tecnologie subacquee, considerate sempre più centrali per la sicurezza e la blue economy.
Nel corso dei primi mesi del 2026, inoltre, Fincantieri ha completato con successo un aumento di capitale da 500 milioni tramite accelerated bookbuilding, con una domanda che ha superato ampiamente l’offerta. L’operazione ha rafforzato la flessibilità finanziaria e ampliato la base di investitori istituzionali, portando il flottante a circa il 36%. «Siamo molto soddisfatti dei risultati record conseguiti nel 2025», ha commentato l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero, sottolineando come la crescita a doppia cifra di ricavi ed Ebitda e la riduzione dell’indebitamento confermino la solidità del modello industriale. Il gruppo, ha aggiunto, si prepara ora a cogliere nuove opportunità nei mercati globali, con particolare attenzione alla difesa e alle tecnologie innovative legate al mare.
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