Fasiolo difende il Dams di Gorizia: «Realtà in costante crescita, irragionevole spostarlo a Udine»

Fasiolo difende il Dams di Gorizia: «Realtà in costante crescita, irragionevole spostarlo a Udine»

IL COMMENTO

Fasiolo difende il Dams di Gorizia: «Realtà in costante crescita, irragionevole spostarlo a Udine»

Di F.D.G. • Pubblicato il 07 Mar 2026
Copertina per Fasiolo difende il Dams di Gorizia: «Realtà in costante crescita, irragionevole spostarlo a Udine»

La consigliera dem cita i numeri e il recente elogiato contributo alle campagne di comunicazione per Go! 2025, chiedendo l’avvio di un confronto per evitare una scelta «sciagurata» per la città.

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Critica è la posizione di Laura Fasiolo riguardo al trasferimento del corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dalla sede universitaria di Santa Chiara di Gorizia a Udine. Trasferire il Dams, sostiene la consigliera regionale dem, «rischia di indebolire Gorizia proprio nel momento in cui la città è chiamata a consolidare il proprio ruolo culturale internazionale: privarne Gorizia significa depotenziare un ecosistema costruito in oltre quindici anni di lavoro».

«I numeri raccontano una storia chiara, fatta di crescita costante, consolidamento e radicamento territoriale» prosegue Fasiolo. Nel 2009 il corso – nato in un contesto sperimentale e sostenuto da risorse limitate - contava circa 50 iscritti, ma nell’arco del tempo «ha saputo costruire una proposta formativa attrattiva e innovativa, sostenuta da una progettualità didattica coerente con le vocazioni culturali del territorio». Le immatricolazioni sono andate crescendo, riporta Fasiolo, fino a toccare i 323 iscritti dello scorso 2025.

Una crescita, rimarca l’esponente del Partito Democratico, che mostra al di là dei numeri i frutti di un «lavoro costante di docenti, studenti, operatori culturali e istituzioni locali che hanno saputo fare sistema, valorizzando Gorizia come polo culturale transfrontaliero e laboratorio di produzione artistica e comunicativa».

Proprio in tal senso spicca la partecipazione attiva degli studenti del corso ai progetti di comunicazione e promozione connessi a Go! 2025 ed «elogiati pubblicamente solo pochi giorni fa dal sindaco Rodolfo Ziberna nell’ambito dei Cult Lab», sottolinea Fasiolo. «Alla luce di tali dichiarazioni, dunque, appare molto discutibile la posizione espressa nella stessa sede dall’assessore regionale Alessia Rosolen, che ha sottolineato la necessità di valutare in separata sede su quali progettualità continuare ad investire e su quali operare tagli».

«Un’incongruenza evidente» osserva la dem, poiché «da un lato si si riconosce pubblicamente il valore strategico e operativo di un corso che contribuisce in maniera concreta alla riuscita di un evento di portata europea». Dall’altro, invece, «si mette in discussione la continuità di investimento su una realtà che ha dimostrato, dati alla mano, sostenibilità, crescita e capacità di attrarre studenti».

Fasiolo si pone dunque a difesa dell’attuale collocazione del corso (che, ricordiamo, fa parte dell’offerta formativa dell’Università degli Studi di Udine) e chiede pertanto «un confronto trasparente con la comunità accademica, gli studenti e il territorio» per far sì che le decisioni «in materia universitaria valorizzino e non penalizzino le esperienze di successo», evitando una scelta a suo avviso «sciagurata» e di «impoverimento culturale della città».

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