DOPO L’ “INCHIESTA” DI FUORI DAL CORO
«Falsi minori stranieri» ma accolti alla Comunità Timavo di Monfalcone, il Comune sporge querela
Un trentenne, un ventiseienne e un ventiduenne sarebbero stati trovati nella struttura. Cisint, «truffa ai danni dello Stato». Costati al Comune più di 59mila euro.
«La truffa dei minori non accompagnati»: è quanto denuncia l’europarlamentare Anna Maria Cisint in riferimento all’inchiesta televisiva del programma “Fuori dal Coro” andata in onda nella tarda serata dell’11 gennaio su Rete4. Secondo quanto riferito tramite la trasmissione televisiva, tre individui pakistani di 22, 26 e 30 anni, sarebbero stati ospitati all’interno della Comunità per Minori Migranti “Timavo”.
Da qui è partita la denuncia dell’europarlamentare Cisint e dell’amministrazione comunale monfalconese. Il danno erariale quantificato per sei mesi di permanenza nel centro per minori è stato di 59.158,05 euro.
Come riporta il verbale di ricezione della querela del 27 dicembre, il Comune di Monfalcone ha subito una frode «per le spese sostenute per il collocamento di tre presunti minori accompagnati presso la comunità». L’11 e il 24 giugno scorsi, i tre individui si sarebbero presentati al Commissariato di Monfalcone «per chiedere aiuto e assistenza, dichiarandosi minori di età, non accompagnati e di non avere parenti in Italia disponibili ad assisterli». «Gli stessi – continua il testo della querela – hanno fornito delle date di nascita false. I tre presunti minori sono stati presi in carico dal servizio sociale del Comune, come minori stranieri non accompagnati e collocati presso la comunità di via Timavo 66 con oneri a carico del Comune di Monfalcone».
Viene inoltre evidenziato che i soggetti hanno «convissuto per molti mesi con i ragazzi effettivamente minori di età e quindi vulnerabili» e che la retta giornaliera per mantenerli è stata di 103 euro più Iva.
«Il tema dei finti minori stranieri non accompagnati è molto più ampio – commenta Cisint in una nota video - sono circa 11mila quelli che si auto dichiarano 17enni, sui 20mila in Italia, il 95% di questi sono maschi. È inaccettabile accettare che il bilancio dello stato venga truffato e che si spendano quasi 500 milioni all’anno per queste persone. Noi questo non lo accettiamo perché c’è una norma europea che non prevede ci siano dei test di verifica all’accertamento in entrata. Abbiamo fatto una proposta di modifica di questa norma europea e nel contempo noi riteniamo che vada fatto un accertamento globale sulla reale esistenza di questi soggetti nelle comunità perché altrimenti il danno non soltanto economico che ne deriva è gravissimo».
Contattato dalla nostra redazione, il responsabile della struttura di via Timavo Gabriel Schuliaquer riferisce che «per ora non si può dire niente» e non fa riferimento a verifiche o commenti circa il “fondamento” delle iniziative comunali.
L’europarlamentare leghista torna quindi a considerare centrale il tema del rispetto delle leggi e della lotta alla criminalità. Lo dimostra la sua interrogazione presentata in sede europea sull’ aumento delle criticità legate a giovani adulti che si dichiarano minori stranieri non accompagnati all'interno dell'UE. Un fenomeno che è conseguenza del fatto che si vogliono «ottenere maggiori benefici e tutele».
«Un problema enorme anche per le casse della pubblica amministrazione – continua - infatti in Italia sono i Comuni l’ente individuato per legge al mantenimento dei minori stranieri non accompagnati. «Problema nel problema, i trasgressori una volta scoperti e denunciati dalle autorità, non restituiscono alcuna somma di denaro rispetto a quanto percepito indebitamente, in quanto nullatenenti. Un danno erariale considerevole per le casse di qualsiasi Paese membro» affonda Cisint.
Cisint ha quindi chiesti alla commissione competente di valutare una modifica delle disposizioni previste nel “Patto asilo e immigrazione” in materia di verifica dell’età dei minori stranieri non accompagnati, «al fine di superare il principio di prevalenza della presunzione di minorità».
L’esponente ha inoltre richiesto all’organismo: «Se non ritenga urgente inserire l'obbligo di sottoporre a test medici obbligatori, il bone testing, tutti coloro si dichiarino minori stranieri non accompagnati allo scopo di tutelare i veri minori rispetto a chi non lo è, e che potrebbe prevaricare e usare loro violenza, all’interno delle strutture di accoglienza».
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