il lutto
È scomparso l'avvocato Paolo Marchiori, si è battuto per carceri e detenuti
Sarà possibile salutarlo il 25 settembre dalle 9.30 alle 11.30 nella chiesetta del Cimitero Centrale. A seguire nella Sala del Commiato del Tempio Crematorio di Gorizia.
Il respiro dell’oceano, quello delle costiere a picco fra scogliere imponenti e calette selvagge. I capelli scarmigliati dal vento, la libertà del viaggio gustata fino alla Cantabria insieme alla numerosa famiglia e al suo cane. Si è spento all’improvviso l’avvocato Paolo Marchiori, portato via dalle onde di quel male incurabile contro cui era tornato a lottare. Iscritto all’albo dell’Ordine di Avvocati di Gorizia dal lontano 1999, diventa cassazionista nel 2012, rimanendo nella lista dei difensori d’ufficio per dedicarsi a quanti non avrebbero potuto permettersi un avvocato. Cresciuto al fianco del penalista Roberto Maniacco, ricoprì per undici anni l’incarico di Presidente della Camera Penale, sempre prestando grande attenzione ai più vulnerabili. Un vulcano sempre attivo di grande nobiltà d’animo e altruismo, attento ai detenuti fino a donare al carcere di via Barzellini un videoproiettore per le attività didattiche e ricreative.
Una notizia che ha suscitato il cordoglio e la commozione di amici e colleghi, fra cui lo stesso presidente dell’Ordine degli Avvocati Lucia Galletta: «Era molto sensibile al tema delle carceri – sottolinea - anche durante il periodo in cui fu colpito dalla malattia si rese disponibile a sostenere la campagna referendaria, spiegando alla cittadinanza i contenuti del referendum. Si è sempre distinto in campo penale, occupando con competenza e professionalità le aule del tribunale di Gorizia e anche quelle fuori regione». Una collaborazione ventennale è stata invece quella stretta con la collega di studio, avvocata Marzia Como: «È stato una figura di rilievo – spiega - nella storia della Camera penale di questa città. Divenne patrocinatore innanzi alle giurisdizioni superiori il 22 giugno del 2012. Uno degli aspetti di rilievo per il penalista è l’attenzione alle difese d’ufficio, del quale è stato grande esempio, così come l’iscrizione all’albo dei patrocinatori a spese dello Stato in materia civile, amministrativa e penale. Un ulteriore segno di attenzione verso i più vulnerabili».
Dopo essere stato consigliere del Consiglio dell’ordine di avvocati di Gorizia nel biennio 2012-2013 sotto la presidenza di Silvano Gaggioli, divenne presidente della Camera nel frattempo dedicata a Maniacco, restando in carica fino al gennaio 2026 con l’ingresso di Antonio Montanari. «La sua attenzione al carcere è correlata alla difficoltà delle difese dei non abbienti, senza denari per difendersi. A testimoniarlo è il fatto che sia rimasto iscritto nelle liste dei difensori d’ufficio per l’intera carriera professionale: occupandosi dei più bisognosi con azioni concrete, non solo con le parole. Fino a quel sei dicembre 2022, quando riuscimmo a donare al carcere di Gorizia un videoproiettore a sostegno dei detenuti, sintomo dell’attenzione particolare verso la Camera Penale». Legato a Gorizia e al suo territorio, ultimamente si era speso per informare la cittadinanza in merito al referendum abrogativo. «Mi ha insegnato – riflette poi - l’attenzione all’essere umano: il cliente va sempre ascoltato dedicandogli il tempo necessario, in quanto è in primis una persona con un problema, al quale rispondere con empatia e ascolto». Fra gli svariati progetti cui prese parte spicca poi la Gara di Diritto Internazionale Umanitario promossa dalla Croce Rossa italiana, attraverso cui gli studenti delle scuole di Gorizia affrontarono simulazioni in contesti di guerra.
Sarà possibile dare un ultimo saluto a Paolo venerdì 25 settembre, dalle 9.30 alle 11.30 nella chiesetta del Cimitero Centrale, e dalle 11.30 nella Sala del Commiato del Tempio Crematorio di Gorizia.
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