l'inaugurazione
Due nuove sale di degenza per l’Internistica dell'Ospedale di Gorizia. Riccardi: «Garantire le cure a tutti»
Grazie al contributo del Rotary Club e della Cassa Rurale FVG, gli spazi sono stati potenziati con monitor e diffusori audio per il riorientamento dei pazienti ricoverati nel reparto.
Un disorientamento molto simile a quello che sperimenta Anthony nel film di Florian Zeller “The Father”. Con la differenza che mentre la demenza senile è progressiva, nei pazienti ospedalizzati il così detto “delirium” può insorgere rapidamente. Si è svolta nella tarda mattinata di oggi – 26 gennaio – la conferenza d’inaugurazione delle due sale di degenza afferenti alla Struttura Complessa di Medicina Interna dell’ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia, dedicate all’assistenza di pazienti anziani affetti da disorientamento spazio-temporale in fase acuta. Un progetto realizzato con il contributo del Rotary Club di Gorizia e della Cassa Rurale del Friuli Venezia Giulia che ammonta a quasi 20 mila euro, grazie al quale due stanze preesistenti sono state allestite per seguire i pazienti a rischio delirium o che lo hanno sviluppato durante la degenza: «Si tratta di monitor utili a visualizzare messaggi di orientamento – spiega il direttore Fabio Fiammengo – quali la giornata, l’ora o dove ci si trova». A questi si aggiungono i diffusori audio per trasmettere messaggi acustici con una voce umanizzata, oltre alla possibilità di proiettare filmati anche con musica.
«La donazione consente di curare le persone fragili che durante il ricovero vanno incontro ad altri problemi», chiosa il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana. A ringraziare per la solidarietà è anche il primo cittadino Rodolfo Ziberna, che rimarca come le due sale attrezzate vadano a rafforzare l’offerta sanitaria: «È un ruolo straordinario, quello svolto dal Rotary – sottolinea – un’iniziativa privata che va ad aggiungersi all’offerta pubblica. L’intenzione dell’amministrazione è applicare l’Intelligenza Artificiale a tutti i settori, dall’ambito artistico a quello della salute pubblica». Concorde l’assessore al Welfare Silvana Romano, che evidenzia come l’associazione sia «sempre presente» sul territorio. «Abbiamo aderito al progetto con grande entusiasmo – riconosce il presidente del Rotary Club Gorizia Paolo Mulitsch – scegliendo questo device sostanzialmente per due motivi: perché intendevamo portare la nostra vicinanza alla comunità, ma soprattutto supportare le persone più deboli che sperimentano la sofferenza ulteriore del disorientamento».
«Prima di parlare dell’installazione – interviene Fiammengo – faccio una premessa: nel reparto di Medicina Interna vengono ricoverati per lo più pazienti anziani con comorbilità. La cui fragilità li espone al delirium durante la degenza, con la conseguente perdita di rapporto con la realtà e un disorientamento spazio-temporale». Una percentuale di pazienti che oscilla fra il 20 e il 30% va così incontro a confusione, agitazione, ipercinesia o, viceversa, letargia. «Condizioni che mettono le famiglie in estrema agitazione. Il paziente arriva magari per una polmonite e d’improvviso va incontro a delirium – aggiunge – perdendo la propria autonomia». Laddove i farmaci impiegati per contrastarlo tendono a sedare il degente con pesanti effetti collaterali, un’ulteriore chance di intervento assistenziale a disposizione è invece il riorientamento del malato che lo riconduca alla realtà. Fra gli interventi efficaci, oltre all’immobilizzazione precoce, risulta utile la stimolazione cognitiva mediante musica. «Questa è la premessa – precisa – che identifica il target di pazienti. Stanze in cui collocheremo quanti sono a rischio delirium e quanti lo hanno sviluppato». Due i monitor in ciascuna sala, dove un sistema di diffusione acustica consente di trasmettere messaggi di orientamento e musica nelle diverse fasi della giornata. «Il paziente viene informato – puntualizza – dell’ora del giorno e del luogo in cui si trova. In altri momenti viene trasmesso il notiziario, mentre nelle ore serali viene offerta musica rilassante per facilitare il mantenimento del ritmo sonno-veglia, senza effetti collaterali».
Obiettivo del progetto è porre in rilievo la centralità del paziente: «La persona fragile – prosegue – viene inserita in un percorso di umanizzazione della cura: pazienti che altrimenti rischiano di perdere la propria dignità durante il ricovero». A chiudere la conferenza sono state infine le riflessioni dell’assessore alla Salute, Politiche Sociali e Disabilità Riccardo Riccardi: «Gli strumenti messi a disposizione – ribadisce – rappresentano l’elemento di grande attualità». Contro una medicina internistica datata, la volontà è rivoluzionare il sistema sanitario: «Le strutture “spoke” della nostra regione richiedono un’elevata specializzazione per dare una risposta a 360 gradi». Nel tempo si assisterà a una «grande tensione nei confronti della componente infermieristica», osserva, alla quale far fronte con scelte strutturali di rilievo. «Il processo di trasformazione è molto complesso – avverte – dovremo essere maggiormente coerenti verso l’internistica e verso quei pazienti che possono essere assistiti a domicilio. Le strutture ospedaliere erano luoghi in cui le persone venivano ospitate anche per lungo tempo – specifica – ma la condizione migliore per una persona è permanere il meno possibile in ospedale, auspicando un tempestivo rientro al domicilio». Di fronte al continuo invecchiamento della popolazione e all’allungarsi dell’età media Riccardi ricorda inoltre l’importanza di «garantire le cure a tutte le persone». «Ringrazio allora il Rotary – conclude – per aver fornito risposte che un tempo non era nemmeno possibile immaginare». (Foto, Rossana D'Ambrosio)
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