IN TEATRO
Doppia proiezione al Comunale di Cormons: Fasulo in sala con ‘L’osservatore dell’Est’ e il documentario ‘Orcolat’
Lunedì 9 marzo appuntamento speciale per la rassegna CircuitoCinema, cominciando dal cortometraggio sul confine girato in piazza Transalpina e proseguendo col film di Savonitto sul terremoto del Friuli del 1976.
Prosegue la rassegna CircuitoCinema, proposta da a.ArtistiAssociati in collaborazione con Visioni d’Insieme e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Gli appuntamenti si tengono ogni lunedì sera al Teatro Comunale di Cormons, con proiezione unica alle 20.30. Lunedì 9 marzo il programma prevede una serata speciale con due proposte cinematografiche. Il primo appuntamento sarà con il cortometraggio "L’osservatore dell’Est" del regista Alberto Fasulo, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico.
Il film racconta la storia di Francesco Odescalzi, duca di Sassetto: un ottantenne nobile decaduto e nostalgico degli ideali risorgimentali che affitta a Gorizia un appartamento affacciato su Piazza della Transalpina a prezzo molto basso. Il motivo è curioso: ogni giorno uno sconosciuto si siede sul lato sloveno della piazza e osserva la casa. Tra i due anziani nasce così una silenziosa “guerra” fatta di sguardi, strategie e piccoli gesti. Il racconto mescola commedia e dramma, con richiami al western, per esplorare il confine come spazio di relazione e tensione, fino a un finale inatteso.
A seguire verrà proiettato "Orcolat", documentario del regista Federico Savonitto dedicato al terremoto che colpì il Friuli nel 1976, noto come Terremoto del Friuli del 1976.
Il film è narrato dalla voce del giornalista Bruno Pizzul e raccoglie le testimonianze di numerosi protagonisti della cultura e dello sport, tra cui Dino Zoff, Paolo Rumiz e Davide Toffolo. Attraverso i loro ricordi prende forma un racconto corale che intreccia memoria, identità e ricostruzione a quasi cinquant’anni dal sisma.
L’opera restituisce un mosaico emotivo di quel momento storico che ha segnato profondamente il Friuli e la sua comunità. Lontano da ogni retorica, il documentario indaga non solo la solidarietà e la forza della ricostruzione, ma anche le difficoltà e le contraddizioni dei primi interventi di soccorso. Con le musiche dei Tre Allegri Ragazzi Morti e di Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria e nella capacità di rinascita di un territorio che ha trasformato il dolore in patrimonio condiviso.
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