Divieto di seduta al Porticciolo, Morsolin e Saullo replicano a Fasan: «Un cartello senza atti formali è inaccettabile»

Divieto di seduta al Porticciolo, Morsolin e Saullo replicano a Fasan: «Un cartello senza atti formali è inaccettabile»

IL CASO

Divieto di seduta al Porticciolo, Morsolin e Saullo replicano a Fasan: «Un cartello senza atti formali è inaccettabile»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 24 Gen 2026
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I consiglieri comunali di Monfalcone Civica e Solidale contestano l’assenza di basi amministrative alla segnaletica comparsa in città e chiedono all’amministrazione di ritirarla e concentrarsi sulle priorità locali.

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«Un cartello senza senso e senza nemmeno un atto formale è inaccettabile». Con queste parole Cristiana Morsolin, consigliera comunale ed esponente di Monfalcone Civica e Solidale, replica alle recenti dichiarazioni del sindaco Luca Fasan sul divieto di sedersi sui gradini del porticciolo, nel punto indicato come il “più a Nord del Mediterraneo”.

Nel comunicato diffuso alla stampa, Morsolin parla di «una delle settimane più grottesche – e francamente preoccupanti – di questa prima fase della sindacatura Fasan», culminata con il posizionamento di un cartello che, inizialmente, «sembrava uno scherzo o un errore». Un’ipotesi presto smentita, dal momento che il cartello è reale.

Il passaggio più critico, sottolinea la consigliera, è arrivato però dalle stesse parole del sindaco, che avrebbe ammesso pubblicamente come quel divieto non si basi «su alcuna ordinanza, né su alcun regolamento». Il cartello, si legge nel comunicato, «semplicemente, “è lì”, senza fondamento formale».

Una situazione che Monfalcone Civica e Solidale giudica difficilmente giustificabile sul piano amministrativo. «Anche per un semplice divieto di sosta temporaneo per un trasloco viene emesso un provvedimento – osserva Morsolin – ed è francamente incredibile che chi amministra una città pensi di poter posizionare un cartello di divieto senza usare le normali procedure».

Secondo quanto riportato, la soluzione prospettata dall’amministrazione sarebbe quella di non dare seguito al divieto: nessun controllo e nessuna sanzione, dal momento che «non esiste alcun divieto reale». Un approccio che la consigliera paragona ironicamente a un cartello «“torno subito”, più che a un atto amministrativo».

«Ma non può andar bene nemmeno così – conclude Morsolin –. Un’amministrazione seria rispetta le regole, utilizza gli strumenti previsti dalla legge e non governa per tentativi». Da qui la richiesta, condivisa con il consigliere Alessandro Saullo, di rimuovere immediatamente il cartello, «lasciare in pace le cittadine e i cittadini – di qualunque origine – che frequentano il porticciolo» e concentrarsi «sui problemi reali di Monfalcone». «Sarebbe almeno un modo – conclude – per chiudere questa settimana con un minimo di buonsenso».

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