Dinamo Gorizia, stagione oltre le aspettative tra play-off e PalaBigot ritrovato: «Un’annata straordinaria»

Dinamo Gorizia, stagione oltre le aspettative tra play-off e PalaBigot ritrovato: «Un’annata straordinaria»

IL BILANCIO DELLA STAGIONE

Dinamo Gorizia, stagione oltre le aspettative tra play-off e PalaBigot ritrovato: «Un’annata straordinaria»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 16 Giu 2026
Copertina per Dinamo Gorizia, stagione oltre le aspettative tra play-off e PalaBigot ritrovato: «Un’annata straordinaria»

Il commento del presidente Palumbo su obiettivi raggiunti, entusiasmo ritrovato e basi solide per il futuro con buone prospettive per lo sviluppo societario.

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Un’annata straordinaria. Parafrasando il titolo della celebre pellicola di Ridley Scott, è così che il presidente della Dinamo Gorizia, Tiziano Palumbo, sintetizza la stagione 2025/26. Una stagione fatta di scommesse vinte e immense soddisfazioni ottenute dentro e fuori dal parquet per la società goriziana, impegnata nella sua seconda esperienza in Serie B Interregionale, il quarto livello del basket nazionale. Il percorso della Dinamo è stato nettamente migliore rispetto alla stagione precedente: terzo posto in regular season e accesso ai play-off fino ai quarti di finale, dove il cammino si è interrotto contro Pizzighettone, poi finalista. Obiettivi sportivi centrati con la prima squadra e, accanto al sempre florido settore giovanile, un riscontro eccezionale da parte della città nel ritorno al PalaBigot dopo l’anno trascorso a Romans d’Isonzo in attesa della riapertura dell’impianto.

«I due aspetti sono strettamente collegati – sottolinea Palumbo – perché giocare in questa categoria in una struttura come il PalaBigot poteva rivelarsi un’arma a doppio taglio. Se la squadra non avesse dimostrato ardore, impegno e spirito di sacrificio nel difendere la maglia e quindi la città, una volta esaurita l’euforia iniziale avremmo potuto ritrovarci a giocare in una sorta di cattedrale nel deserto. Ai risultati sportivi, con un posto sul podio mantenuto dalla prima all’ultima giornata e anche qualche settimana in vetta alla classifica, si è unita la sensazione che questi ragazzi tenessero davvero a giocare per la Dinamo e per Gorizia. A loro, al coach e allo staff tecnico non posso che tributare un applauso e i miei complimenti».

Il presidente evidenzia anche il rapporto speciale tra la squadra e la città.«Gorizia è sempre stata una città che trasuda pallacanestro. Allo stesso tempo, però, non è mai stata facile da accontentare. Parlo da ragazzo cresciuto con la fortuna di vivere i campionati di Serie A, ma anche consapevole delle delusioni che questa piazza ha dovuto sopportare in passato. La partecipazione del pubblico, soprattutto negli ultimi mesi, è andata ben oltre il dato statistico. C’erano passione e coinvolgimento autentico, elementi che confidiamo di ritrovare anche nella prossima stagione».

Lo sguardo, però, resta rivolto alla sostenibilità del progetto. «Al di là dei risultati, siamo portatori di un progetto serio che deve rimanere concreto e sostenibile. Non possiamo permetterci voli pindarici. Il basket italiano sta attraversando una fase particolare: molte realtà sono in difficoltà e più di una società ha scelto o sta scegliendo di fare un passo indietro. Per questo voglio ribadire che la Dinamo intende strutturarsi ancora meglio e che la pazienza, in questo percorso, rappresenta un’ottima alleata. Il nostro obiettivo è continuare a crescere dentro e fuori dal parquet, sia con la prima squadra sia con il settore giovanile, che già oggi può contare su numeri importanti e che vogliamo ulteriormente sviluppare sotto il profilo quantitativo e qualitativo. La sostenibilità futura passa anche dal lavoro con i giovani e dalla collaborazione con le altre realtà del territorio. Per questo desidero ringraziare Alba, Asar e Dom».

Tornando al basket giocato, la stagione lascia ben pochi rimpianti. «L’obiettivo era conquistare i play-off dopo aver rinnovato e ringiovanito il roster. È un dato di fatto che ci siamo riusciti, peraltro con largo anticipo e senza mai abbandonare il podio. Non era affatto scontato, considerato il valore della concorrenza. A premiarci sono state la continuità, la costanza e l’intensità che i ragazzi hanno saputo mettere ogni giorno in allenamento e in partita. Le luci hanno decisamente prevalso sulle ombre, nonostante nella seconda parte della stagione ci sia mancato Fall, fino a quel momento uno dei giocatori più performanti del campionato».
L’infortunio del lungo non ha però spezzato l’equilibrio del gruppo. «La squadra ha dimostrato grande coesione e forza proprio nei momenti più difficili. Anche nei play-off, dove entrano in gioco molti altri fattori, siamo riusciti a regalarci ulteriori soddisfazioni. Siamo usciti contro Pizzighettone dopo tre gare, contro una squadra che ha sfiorato la promozione diretta ed è ancora in corsa per raggiungerla. Non c’è alcun motivo per provare rammarico. Prima avevamo eliminato Gallarate in due partite e, ancora prima, avevamo superato con grande determinazione Ozzano e Oderzo, entrambe davanti a noi in classifica».

Tra i momenti più significativi della stagione, Palumbo ne ricorda diversi. «Le vittorie contro Ozzano e Oderzo sono state particolarmente importanti, ma se devo scegliere una partita simbolo penso al derby d’andata di Pordenone. Arrivavamo da una delle poche sconfitte stagionali, quella casalinga contro Reggio Emilia, e contro un avversario di qualità e in forte crescita abbiamo disputato una prestazione completa sotto ogni aspetto. Ma è giusto ricordare anche la gara contro Mantova, quella che ha sancito il ritorno ufficiale al PalaBigot. In generale, ci sono state tante partite che, da presidente, mi hanno reso orgoglioso di questi ragazzi». L’ultima gara disputata a Soresina contro Pizzighettone ha coinciso anche con l’addio al basket giocato di Andrea Colli.

«Sapevamo che prima o poi sarebbe arrivato il momento dei saluti. E se c’era un’occasione giusta, era proprio gara 3 contro Pizzighettone. Avevamo ancora nel cuore il tributo che gli era stato riservato nella partita precedente, quella dei 3.000 punti al PalaBigot. Un omaggio meritato all’uomo Andrea prima ancora che al giocatore. Sapevamo che avremmo lottato fino all’ultimo possesso anche per lui, sostenuti dai cori del centinaio di tifosi presenti e davanti ai suoi amici e a sua madre». Parole che si trasformano in un autentico riconoscimento umano oltre che sportivo. «L’ho definito un supereroe perché abbiamo esaurito sostantivi e aggettivi per descriverlo. Fin dal primo giorno ha incarnato perfettamente ciò che la Dinamo chiede a chiunque scelga di sposarne la causa. Andrea è riuscito persino ad andare oltre, entrando in totale sintonia con il nostro mondo. Ora deve prendersi il tempo necessario, ma è chiaro che lo vogliamo con noi appena oltre la linea che delimita il campo da gioco. La sua esperienza e, soprattutto, la sua umanità sono risorse preziose non soltanto per la Dinamo e per la pallacanestro, ma anche per i giovani che desiderano crescere attraverso determinati valori».

Foto Mauro Blazica

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