AL PARCO DELLA RIMEMBRANZA
Deportati dai Titini nel 1945, Gorizia ricorda chi non tornò più a casa
Cerimonia in occasione dell'81esimo anniversario della liberazione dall'occupazione jugoslava. Ziberna, «in città quaranta giornate in cui centinaia di persone sono state deportate, a guerra finita».
Ricordato stamattina, venerdì 12 giugno, al Parco della Rimembranza di Gorizia, l'81esimo anniversario della liberazione dall'occupazione jugoslava. Alla cerimonia hanno aderito le autorità di Polizia e dei Vigili del Fuoco, assieme agli esponenti dell’amministrazione pubblica. Non è mancato il supporto delle Associazioni d’Arma, tra cui la Lega Nazionale, sezione di Gorizia, il Comitato Locale I.P.A., l’Associazione Nazionale Bersaglieri, insieme alla sezione “LMO Clemente” di Gorizia e alla sezione “Ottone Percorari” di San Lorenzo Isontino, la Federazione dei Maestri del Lavoro d’Italia, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, l’Associazione Nazionale Forestali e, infine, l’Associazione Nazionale Alpini, sezione di Gorizia.
Ad aprire la cerimonia è stato l’alzabandiera solenne, a cura della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, nel piazzale affacciato su Corso Italia. A seguire, il corteo si è diretto verso le rovine del Tempietto dove è stata deposta una corona commemorativa. Presenti il sindaco Rodolfo Ziberna, insieme all’assessore regionale Sebastiano Callari, alla senatrice Francesca Tubetti e al Prefetto Ester Fedullo.
Diversi gli interventi pronunciati davanti al Lapidario dei deportati in Jugoslavia per mano dei partigiani comunisti filo-jugoslavi. Il sindaco Ziberna ha ringraziato i presenti e le associazioni collaboratrici per poi ricordare le vittime e il valore di questa giornata per la città: «Mentre il 25 aprile si festeggia in tutta Italia come la liberazione dal nazi-fascismo, a Gorizia segna l’inizio di quelle quaranta giornate in cui centinaia di persone sono state deportate, a guerra finita, in quanto, per ragioni politiche, rappresentavano un ostacolo alle ambizioni espansionistiche di Tito».
Sono seguiti gli interventi dell’assessore Callari, della senatrice Tubetti, del Prefetto Fedullo e del presidente della Lega Nazionale di Gorizia, Luca Urizio che ha curato l'organizzazione dell'evento alla presenza della presidente dell'ANVGD di Gorizia Maria Grazia Ziberna. I discorsi hanno reso omaggio alle vittime e hanno sottolineato il dovere della memoria, sia a livello locale sia a livello nazionale. Nel suo intervento, Callari ha sottolineato il significato storico della ricorrenza, che ricorda il momento in cui le truppe jugoslave lasciarono il territorio goriziano, consentendo il ritorno della città all'Italia. «Oggi ricordiamo una pagina fondamentale della nostra storia. Ma, insieme al sacrificio dei morti, dei deportati e di quanti hanno sofferto nelle tragedie che hanno segnato queste terre, dobbiamo ricordare il valore che li ha sostenuti: l'amore per la Patria. È un valore che non appartiene soltanto al passato, ma che deve continuare a vivere nella coscienza collettiva del nostro Paese».
Riferendosi al confine orientale, Callari ha evidenziato che «probabilmente non esiste luogo in cui l'Italia sia più Italia di queste terre. Qui, chi ha voluto difendere l'italianità del territorio lo ha fatto a costo di sacrifici enormi, pagando con il sangue, con le foibe e con le sofferenze che hanno colpito intere comunità. Per questo il dovere della memoria assume un valore ancora più forte».
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