Degrado a Grado Pineta, in autunno il via ai lavori su viale Andromeda, poi la TriLiVe

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Degrado a Grado Pineta, in autunno il via ai lavori su viale Andromeda, poi la TriLiVe

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 10 Lug 2026
Copertina per Degrado a Grado Pineta, in autunno il via ai lavori su viale Andromeda, poi la TriLiVe

In molti lamentano la mancanza di negozi, sportelli bancomat o farmacie. L’assessore Cicogna, «Pineta soffre dell’impostazione urbanistica del passato».

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Una laguna naturale con retrospiaggia e coste, ancora non ridotte a quelle che il geologo Mario Tozzi definisce «tavole da biliardo». Qui boschetti di pini, allori o palme spontanee offrono ricovero a upupe, assioli e altri migratori che raggiungono Grado Pineta per nidificare, costituendo anche un potente strumento a contrasto dei cambiamenti climatici. E tuttavia, se da un lato la quiete accoglie i turisti in una delle aree più verdi dell’Isola d’Oro, dall’altra non manca il malcontento per il degrado e la mancanza di servizi essenziali, che costringono a dirigersi in centro per una farmacia o un bancomat. A lamentarne la carenza è Alessio, a Grado per le vacanze: «Lo scorso anno sono state fatte alcune promesse da parte dell'Amministrazione comunale – ricorda - tra cui il mantenimento della farmacia aperta e interventi per la sistemazione di marciapiedi e strade. Purtroppo, a distanza di un anno, nulla di tutto questo è stato concretamente realizzato». Dopo il commissariamento della città da parte di Augusto Viola - a seguito degli scontri nel centrodestra con la caduta dell’ex sindaco Kovatsch – a prendere in mano le redini nel giugno del 2024 fu il centrosinistra con il primo cittadino Giuseppe Corbatto. Due anni in cui è stato preventivato di mettere mano ad aree urbane sorte negli anni Sessanta, frutto di quel boom turistico che andò dilagando sulla scia di Lignano. E se a Sabbiadoro gli interessi convergono in moderni complessi residenziali con il conseguente consumo di suolo e la cementificazione che avanza, a Grado Pineta la riqualificazione urbana andrebbe rivalutata di concerto con i proprietari di strutture abbandonate da tempo.

A rispondere è in primis l’ingegner Luciano Cicogna, assessore con deleghe all’Accessibilità urbana, edilizia, lavori pubblici e gestione del patrimonio pubblico: «Pineta oggi soffre dell’impostazione urbanistica del passato – riflette – perché sorse a fine anni Sessanta sostanzialmente con interventi di privati. Fino al 2024 andò avanti una querelle, in seguito alla quale finalmente il Comune riuscì a riappropriarsi anche di spazi per l’accessibilità quali sono i marciapiedi, che altrimenti sarebbero rimasti in mano ai privati: alcuni di questi hanno un’ampiezza di soli 60 centimetri. Persiste però il problema della proliferazione delle radici, per lo più di pini marittimi, che dalle aree private interessano gli spazi divenuti pubblici». Fra le strade maggiormente danneggiate spicca viale Andromeda, dove le radici di pini secolari hanno seminato crateri nell’asfalto originando una sorta di paesaggio lunare. «In merito al piano strade – riprende – proprio per quest’anno abbiamo stanziato risorse per una serie di interventi da apportare a Pineta». I lavori avranno inizio a ottobre al termine della stagione turistica e, oltre a interessare viale Andromeda, coinvolgeranno le strade che subiscono allagamenti nel periodo di forti piogge. «Lì alcuni punti sono più urgenti, ma partiranno in autunno». Per ovviare all’infiltrazione degli apparati radicali sarà indispensabile una valutazione dei tecnici agronomi, che verranno incaricati di valutare la stabilità degli alberi.

«Un esempio di questo tipo d’intervento venne compiuto nel 2022 – rammenta – sotto il commissario straordinario Viola, presso la Riva Sant’Andrea all’Isola della Schiusa». Altro grosso intervento previsto è poi il collegamento della ciclabile per la prosecuzione della ciclovia FVG2: «La prima viene da Salisburgo, mentre la seconda da Trieste e arriverà fino a Venezia, tant’è che viene chiamata “TriLiVe”» . «In questo caso abbiamo già il progetto esecutivo, l’impresa dovrebbe essere stabilita in questi giorni». Adottato il Biciplan, gli sforzi si concentrano a concretizzare la ciclovia partendo da via dei Pesci per proseguire su viale Orsa Maggiore, con una perdita di circa 65 posti auto. «Occupando l’area – prosegue – le vetture non potranno più essere parcheggiate a spina di pesce, ma in linea. È un peccato, però è una priorità regionale». «Gli interventi di viabilità e ciclabili a Pineta – interviene il sindaco Corbatto - rispondono a un obiettivo chiaro: rendere l’area più sicura e accessibile, favorendo una mobilità sostenibile che tuteli residenti, turisti e l’ambiente naturale che rende unica questa zona. Un tassello importante nel percorso di Grado verso una mobilità sempre più a misura di ciclista, in continuità con il riconoscimento di Comune Ciclabile». Necessarie, infine, azioni atte a fronteggiare le precipitazioni copiose, contro cui l’originaria struttura urbanistica di Pineta si ritrova impreparata: «Oggi esistono leggi molto restringenti – assicura Cicogna – riguardanti il drenaggio delle acque meteoriche, per cui si rende necessario rivedere il piano generale». 

«Quando in un’ora vengono giù precipitazioni copiose – spiega – non riescono a essere assorbite dall’idrovora, che ha una sua capacità massima, e così si accumulano nelle strade di Pineta. Quindi insieme a Irisacqua dovremo trovare un sistema di accumulo tampone per una capacità aggiuntiva di raccolta». Non da ultimo, unitamente alle precipitazioni intense si dovrà fronteggiare il caldo estremo, che proprio di recente è tornato a farsi sentire con numerosi blackout. «Enel ci ha confermato che è stato causato dalle temperature eccessive – riconosce – che surriscaldano i giunti. In questo caso andranno sostituiti tutti da Enel, al comune non compete la distribuzione dell’energia: sta al gestore progettare piani adeguati di compensazione». Fra le altre problematiche segnalate da Alessio e dalla petizione lanciata già nel 2024 vi è poi la presenza di «numerosi edifici sfitti e abbandonati», fra cui campeggiano come «simbolo di abbandono» gli immobili dell’ex-Plaza e del Gradualis. «È brutto vederli – ammette Cicogna – come anche l’Hotel Venier in centro, o quello in via Fabio Severo, o l’altro in via Roma davanti alla chiesetta del Sacro Cuore». A essere acquisito in asta giudiziaria è stato invece l’Hotel Bellevue, «rimasto abbandonato per anni, in mano a gatti e abusivi». «È stato acquistato un mesetto fa – rivela - e il proprietario ha già incaricato l’ufficio tecnico per un preliminare». E tuttavia, nel caso di strutture private il Comune può intervenire solo se sussistono rischi igienico-sanitari segnalati dalle Asl, che minino la salute della collettività, o «per pericolo di crollo» degli stessi edifici in abbandono.

Oltre alla carenza di sportelli bancomat ed edicole, molti cittadini di Pineta lamentano poi la mancanza di una farmacia, come Nevia, che a Pineta iniziò a portare il figlio piccolo durante l'estate: «Ora ha 47 anni – racconta – mentre quella volta ne aveva solo tre. Allora era tutto bello. Adesso a Pineta è tutto un degrado. Questo è il secondo anno che manca una farmacia, importante sia per i residenti che per i turisti, per non parlare di marciapiedi e strade da rifare». A motivare la mancata apertura della succursale è la direttrice della farmacia comunale Giulia Santin: «Non abbiamo trovato farmacisti disponibili – ribadisce – anche se a breve verrà indetto un nuovo concorso per assumere a tempo determinato. Non è semplice, perché con un contratto di questo tipo nessuno viene a Grado. In ogni caso, effettuiamo consegne a domicilio, per cui consegniamo direttamente a casa e a qualsiasi ora i farmaci necessari». È sufficiente contattare su WhatsApp il numero 333.1494622 indicando la relativa prescrizione medica. «Gli iscritti alla facoltà di Farmacia sono appena una ventina – evidenzia – e i laureati con esperienza non vengono a Grado per un paio di mesi. Anche a Fossalon mancano farmacie – conclude - ma i cittadini non hanno mai fatto tragedie come per Pineta dove, se pure apriamo la succursale per due mesi, si crea un buco nel bilancio: perché costa più mantenerla aperta che vendere i prodotti».

(Foto, Rossana D'Ambrosio) 

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