l'anniversario
Da Gorizia al Libano, Carabinieri in festa per i 212 anni: sul territorio 9mila interventi in un anno
Impegno dei militari dell’Arma anche con gli organi investigativi che hanno permesso di contrastare spaccio e immigrazione clandestina.
Le battaglie di Culqualber ed Eluet El Asel del 1941, ma anche le ultime attività di peacekeeping su quello che oggi è uno dei fronti più caldi della guerra in Medio Oriente. Spirito di sacrificio e valore continuano a onorare l’Arma dei Carabinieri, della quale il 5 giugno si è celebrato il 212esimo anno di fondazione. Dalla sua nascita nel luglio del 1814 - con 803 militari scelti «per saviezza e buona condotta» - fino ai giorni nostri, quel corpo d’élite armato di carabina si è evoluto e trasformato per stare al fianco del cittadino svolgendo «un prezioso ruolo», come per l’occasione ha rimarcato il Presidente Mattarella. Il quale evidenzia che il Corpo «nel solco di una lunga storia di fedeltà alla Patria» contribuisce in maniera irreprensibile «alla sicurezza collettiva e al quotidiano vivere civile». La giornata si è aperta con il solenne omaggio ai Caduti dell’Arma da parte del comandante provinciale Massimiliano Bolis, che - unitamente al comandante del 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia Nicola Pio Michele Ferrucci e al presidente dell’A.N.C. di Gorizia Sergio Burlon - ha deposto una corona d’alloro presso il lapidario del Parco delle Rimembranze e la sede del Comando Provinciale.
La cerimonia è entrata nel vivo nel tardo pomeriggio presso la caserma “Cascino”, sede del 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, dove lo schieramento ha preso forma nella piazza d’armi nonostante il cielo plumbeo. Intonando l’Inno nazionale sotto la pioggia battente hanno fatto il loro ingresso anche i Gonfaloni della città di Gorizia già Medaglia d’Oro al Valor Militare, seguiti da quelli di Monfalcone e Ronchi dei Legionari - Medaglia d’Argento – e infine dal medagliere del “Nastro Azzurro” con i labari delle Associazioni combattentistiche e di Arma locali. Nel ringraziare il prefetto Ester Fedullo, il questore Luigi Di Ruscio e le altre autorità presenti, Bolis ha sottolineato il forte e consolidato legame che unisce l’Arma a istituzioni e comunità locale: «Rendendo omaggio alla gloriosa bandiera, ai gonfaloni, un pensiero grato va ai nostri caduti – evidenzia - che hanno trovato il coraggio di donare la propria vita per gli altri, ma anche alle vittime del terrorismo e ai loro familiari». Ringraziando le associazioni ha poi rivolto la sua gratitudine all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma, alle vittime del dovere e del terrorismo e alla Sezione A.N.C. di Gorizia, che quest’anno ha celebrato il centenario della propria fondazione. Non è mancato un ricordo per il brigadiere Giuseppe Li Vecchi, prematuramente scomparso in febbraio dopo lunga malattia, «la cui figura professionale e umana ha lasciato un segno profondo nei colleghi e nell’Istituzione». «Davanti a voi sono schierati i carabinieri che rappresentano l’Arma – ribadisce riferendosi ai militari –, da un lato svolto dal 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.
Quel reparto altamente specializzato – spiega - che opera sia a supporto dei servizi di sicurezza sul territorio nazionale, sia nei principali teatri operativi internazionali, dove assolve delicati compiti di sicurezza e stabilizzazione. L’altra anima è rappresentata dal comando a tutela del patrimonio culturale e da quello per la tutela della salute». Una celebrazione che «assume particolare significato» e rappresenta occasione per tracciare un quadro eloquente dell’attività svolta, «concretizzata in competenze specifiche per prevenire e rispondere alla recrudescenza di minacce». Quasi 9mila le richieste d’intervento pervenute all’Arma, il cui impegno da parte degli organi investigativi ha permesso di raggiungere risultati positivi in primis contro spaccio e immigrazione clandestina. I suoi ringraziamenti sono andati poi al collega Nicola Pio Michele Ferrucci, per il «rapporto sincero e il costante supporto umano oltre che professionale ricevuto», e infine a ufficiali, ispettori, appuntati e a tutti coloro «che quotidianamente operano sul territorio, spesso in condizioni difficili o contesti complessi, mantenendo sempre saldo il rapporto di vicinanza con la popolazione». «Ogni risultato – conclude - è stato possibile solo grazie al vostro impegno». E nel richiamare i valori fondanti dell’Istituzione – senso del dovere, coraggio, lealtà, rigore morale, rispetto della dignità della persona e spirito di servizio – ha ricordato la Battaglia di Culqualber e quella di Eluet el Asel quali «esempi straordinari di sacrificio, resilienza e fedeltà al dovere».
Auspicando, infine, che i componenti dell’Arma possano sempre «affrontare ogni difficoltà, con la consapevolezza che nessuna avversità possa prevalere sulla forza dei valori e sullo spirito di servizio che guidano i Carabinieri». A seguire si è svolta la cerimonia di consegna delle ricompense ai militari distintisi in servizio, a cominciare dalla medaglia in memoria di Li Vecchi affidata al figlio Cristian e alla moglie Elena Librizzi. Encomio semplice consegnato dalle mani del prefetto è andato invece al capitano Massimo Verilli, che «assolveva l’incarico di comandante del Liaison Observation Team (LOT) italiano, nell’ambito dell’operazione EUFOR “Althea” in Bosnia - Herzegovina, mettendo in luce eccezionali capacità professionali e chiara visione degli obiettivi da perseguire». Encomio semplice consegnato dal primo cittadino Rodolfo Ziberna è andato poi al maresciallo Giacomo Pastorello e al carabiniere scelto Giuseppe Giaconia, che hanno acquisito elementi probatori in un caso di maltrattamenti familiari nei confronti di minore, fino ad arrestare il patrigno. La stessa ricompensa è stata consegnata dal presidente del tribunale di Gorizia Riccardo Merluzzi al maresciallo capo Gabriele Rosni, che ha disimpegnato l’incarico di comandante della squadra dell’”IT MP CARABINIERI” di Shama in Libano, nell’ambito dell’operazione “LEONTE XXXVIII”, «contribuendo a portare lustro alla patria» nel complicato contesto in cui opera la missione Unifil. Il Procuratore della Repubblica di Gorizia Massimo De Bortoli ha invece consegnato un elogio al maresciallo Sebastiano Giustiniani oltre che ai carabinieri scelti Gianmaria Brunetta e Luca Simonetti per l’operazione EUFOR “Althea” a Sarajevo.
Non è mancato l’elogio del questore ad Andrea Confettura, Mobile Training Team Operator nell’ambito della missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia, e l’elogio consegnato dal comandante della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” Andrea Bertazzo al maresciallo capo Nicola Maria De Girolamo, che si è distinto nell’ambito della missione bilaterale di supporto in Niger. L’apprezzamento del comandante della Legione “Friuli Venezia Giulia” è stato invece consegnato dal colonnello Andrea Esposito al maggiore Alan Trucchi, al maresciallo ordinario Angelo Sabino e Nicola Bogarelli e all’appuntato scelto Emilio Iannetta, i quali «svolgevano complessa indagine nei confronti di uno spacciatore responsabile della fornitura di stupefacenti, risultata fatale per un giovane assuntore». Da ultimo, l’apprezzamento del comandante della Legione “Friuli Venezia Giulia” è stato consegnato da monsignor Ignazio Sudoso al luogotenente carica speciale Guglielmo Occhipinti, al maresciallo maggiore Lorenzo Digiacomo, al maresciallo capo Matteo Tommaso Pirone, al maresciallo ordinario Giacomo Pastorello e Andrea Margarito oltre che ai brigadieri Andrea Giorgi e Andrea Russello, per la professionalità con cui hanno contrastato il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le celebrazioni si sono concluse con gli onori ai gruppi che hanno lasciato lo schieramento, accompagnati ancora una volta dall’Inno nazionale.
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