CPR di Gradisca, Facchin denuncia: «Cinque tentati suicidi confermano il fallimento del sistema»

CPR di Gradisca, Facchin denuncia: «Cinque tentati suicidi confermano il fallimento del sistema»

la presa di posizione

CPR di Gradisca, Facchin denuncia: «Cinque tentati suicidi confermano il fallimento del sistema»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 01 Giu 2026
Copertina per CPR di Gradisca, Facchin denuncia: «Cinque tentati suicidi confermano il fallimento del sistema»

La consigliera comunale di Gradisca e portavoce provinciale di Possibile interviene dopo i casi segnalati tra il 4 e l'11 maggio. Di Lenardo, «necessario ripensare queste strutture».

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Cinque tentati suicidi nell'arco di una settimana all'interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca d'Isonzo. È partendo dai fatti emersi nei giorni scorsi che Alessia Facchin, consigliera comunale di Gradisca d'Isonzo e portavoce provinciale di Possibile Gorizia, torna a chiedere un ripensamento del sistema dei CPR.

Secondo quanto reso noto dall'amministrazione comunale, tra il 4 e l'11 maggio cinque persone trattenute nella struttura avrebbero tentato di togliersi la vita. Una situazione che era stata segnalata dal sindaco Alessandro Pagotto sulla base delle informazioni raccolte dal garante comunale per i diritti delle persone trattenute, Cristina Patron, nel corso di alcuni sopralluoghi effettuati all'interno del centro.

«Quanto accaduto nelle scorse settimane dovrebbe interrogare profondamente tutte le istituzioni», afferma Facchin. «Quando all'interno di una stessa struttura si susseguono episodi così drammatici, emerge la fragilità di un sistema che non offre risposte adeguate alle persone più vulnerabili. Non possiamo considerare normale che luoghi destinati alla detenzione amministrativa diventino scenari di disperazione e autolesionismo».

Per l'esponente di Possibile è necessario «mettere al centro la tutela della persona», investendo in percorsi di accoglienza, assistenza sanitaria e inclusione anziché in modelli che, a suo avviso, alimentano esclusione e sofferenza.

Possibile Gorizia esprime inoltre condivisione per le preoccupazioni già manifestate dal sindaco Pagotto, secondo il quale quanto emerso rappresenta l'ennesima conferma delle criticità che caratterizzano il CPR gradiscano. Dalle verifiche effettuate dal garante comunale sarebbe infatti emerso un quadro segnato da forte disagio psicologico, episodi autolesivi e dalla presenza di persone particolarmente fragili.

Sulla vicenda interviene anche Andrea Di Lenardo, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra a Udine e membro della segreteria nazionale di Possibile, che ribadisce la necessità di superare il modello dei CPR. «La gestione dei fenomeni migratori richiede responsabilità, umanità e strumenti efficaci» sottolinea. «Per questo continueremo a sostenere iniziative volte a garantire il rispetto dei diritti umani, della salute e della dignità delle persone, chiedendo un ripensamento delle politiche che hanno portato alla proliferazione di queste strutture».

Per Possibile, gli episodi registrati a Gradisca non rappresentano un'emergenza isolata ma il sintomo di criticità strutturali che richiedono una riflessione più ampia sul sistema della detenzione amministrativa destinata ai migranti.

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