Così i partigiani curavano i feriti, a Visco una conferenza per ricordare la storia della sanità

Così i partigiani curavano i feriti, a Visco una conferenza per ricordare la storia della sanità 

LA PRESENTAZIONE

Così i partigiani curavano i feriti, a Visco una conferenza per ricordare la storia della sanità 

Di REDAZIONE • Pubblicato il 30 Gen 2026
Copertina per Così i partigiani curavano i feriti, a Visco una conferenza per ricordare la storia della sanità 

In occasione della Giornata della Memoria, l'ANPI di Udine organizza il 31 gennaio al Museo sul Confine un incontro volto a far luce su un aspetto poco noto della storia della lotta di liberazione, collegandolo ai conflitti globali contemporanei.

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C'è un capitolo nella storia della Lotta di Liberazione italiana dal nazifascismo che per lungo tempo è rimasto sconosciuto: quello della sanità  partigiana, un sistema spesso invisibile, ma fondamentale quanto le azioni armate. Medici condotti, farmacisti, infermiere, studenti di medicina e semplici cittadini diedero vita a una rete che non si limitò a curare i partigiani e i collaboratori della Resistenza, ma sostenne anche la popolazione civile e numerosi militari alleati feriti.

Unendo memoria storica e attualità , in occasione delle celebrazioni ufficiali della Giornata della Memoria a Visco, l'ANPI Provinciale di Udine, in collaborazione con il Comune di Visco, propone una conferenza, a ingresso libero, dal titolo “Il soccorso sanitario nelle guerre di ieri e di oggi”, sabato 31 gennaio, con inizio alle 11 al Museo sul Confine. L'incontro, nell'ambito del progetto “Luoghi da consolare”, pone l'accento su come il soccorso sanitario nei conflitti non è solo una questione di preservare la salute, ma è un atto di umanità  e di resistenza. Interverranno Antonella Lestani e Luciano Marcolini Provenza del Comitato Provinciale ANPI, il ricercatore e storico Ferruccio Tassin e parteciperà , in collegamento remoto, la dott.ssa Manuela Valenti, responsabile della Divisione Pediatrica di EMERGENCY.

La riflessione si dipanerà  tra gli aspetti e le caratteristiche della rete sanitaria partigiana in Friuli e nelle zone di confine - segnate dalla convivenza di diverse etnie e da una forte presenza contadina -, il ritratto di figure emblematiche, il contributo fondamentale delle donne e delle infermiere (come Maria Antonietta Moro, Fidalma Garosi, Cecilia Deganutti, Lidia De Monte e molte altre) per arrivare a descrivere e analizzare le condizioni sanitarie estreme in cui si trovano le vittime - in particolare i bambini - dei conflitti del tempo presente in Ucraina, Palestina, Sudan e in altre zone del mondo.

La conferenza sarà  preceduta dalle celebrazioni ufficiali della Giornata della Memoria. Alle 10 un corteo partirà  dalla sede del Gruppo Comunale di Protezione Civile, in Borgo Piave, per raggiungere il monumento dedicato alle vittime del campo di internamento per civili dell'ex Jugoslavia. Qui si terrà  la deposizione delle corone e la benedizione a cura di don Federico Basso.

Al Museo sul Confine, inoltre, il pubblico potrà  trovare ulteriori spunti di riflessione attraverso due mostre. “Quando morì mio padre. Disegni e testimonianze dei bambini dai campi di concentramento del confine orientale. (1942-1943)” del Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale “Leopoldo Gasparini” di Gradisca d'Isonzo che presenta scritti e disegni dei piccoli sopravvissuti concessi dall'Archivio di Stato della Repubblica di Slovenia e dal Museo Sloveno di Storia Contemporanea. Successivamente “La guerra e i diritti negati”, mostra fotografica itinerante di EMERGENCY che racconta l'impatto devastante dei conflitti contemporanei sui civili e l'impegno quotidiano dello staff di EMERGENCY per offrire cure medico-chirurgiche gratuite di elevata qualità  in condizioni di estrema difficoltà . Le mostre sono visitabili tutti i sabati e le domeniche fino all'11 febbraio, con orario dalle 10 alle 13. Aperture straordinarie per le scuole previa prenotazione all'indirizzo e-mail prenotazioni@anpiudine.org.

Le iniziative sono realizzate dal Comitato Provinciale ANPI di Udine con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con EMERGENCY, Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale “Leopoldo Gasparini”, Museo sul Confine, i Comuni di Udine, Visco, Palmanova, Cividale del Friuli e Gonars, e con Associazione Icaro.

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