Cormons, sei mesi senza macello: Moretti sollecita la riapertura di Prosecco

Cormons, sei mesi senza macello: Moretti sollecita la riapertura di Prosecco

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Cormons, sei mesi senza macello: Moretti sollecita la riapertura di Prosecco

Di S.F. • Pubblicato il 07 Lug 2026
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Il consigliere regionale chiede al Comune di Trieste di accelerare la riapertura dell'impianto di Prosecco per garantire un servizio ad allevatori e agriturismi.

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A sei mesi dalla chiusura del macello di Cormons, continua a tenere banco la questione della mancanza di un impianto di riferimento per gli allevatori e gli operatori della filiera suinicola del Friuli Venezia Giulia. Il ritardo nella riattivazione dell'ex macello di Prosecco, destinato a rappresentare una soluzione per il territorio, alimenta le preoccupazioni di agriturismi, allevatori e lavoratori rimasti senza prospettive dopo la cessazione dell'attività a Cormons. Sulla vicenda interviene il consigliere regionale Diego Moretti, che invita il Comune di Trieste ad accelerare l'iter per la riapertura dell'impianto di Prosecco.

«A distanza di sei mesi dalla chiusura del Macello di Cormons, non si può non riconoscere il grande sforzo economico e logistico-organizzativo svolto dai responsabili della Cooperativa Norcini per venire incontro alle necessità operative di quelli che sono stati per anni i loro clienti e continuare ad assicurare un servizio all'altezza», afferma Moretti.

Secondo il consigliere, nonostante gli sforzi della cooperativa, non sono sufficienti a compensare l'assenza di un impianto operativo sul territorio. «Vedere però che a Prosecco non si sta muovendo nulla è frustrante e deludente: ad agosto gli agriturismi e gli allevatori dovranno iniziare l'attività e sul territorio non ci sono luoghi dove poter conferire e macellare animali di una certa stazza».

Moretti sottolinea come le promesse formulate negli ultimi mesi non abbiano ancora trovato un riscontro concreto. «Sul versante del nuovo Macello di Prosecco, nonostante le promesse, regna l'incertezza sui tempi di riattivazione, che comunque non saranno brevissimi». Alla situazione di stallo, prosegue il consigliere regionale, si aggiungono le conseguenze della chiusura dell'impianto di Cormons. «A questa situazione di incertezza si somma lo stato di degrado dell'ex Macello di Cormons e il fatto che gli ex dipendenti della cooperativa hanno perso il loro lavoro senza avere una prospettiva certa di riapertura».

Da qui l'appello rivolto all'amministrazione comunale di Trieste affinché acceleri le procedure necessarie. «L'auspicio è che il Comune di Trieste, una volta firmato l'atto di acquisto, acceleri il più possibile la riattivazione del Macello», conclude Moretti.

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