Cormons, inaugurato il bacino per salvare 140 ettari di vigneti dalla siccità

Cormons, inaugurato il bacino per salvare 140 ettari di vigneti dalla siccità

il taglio del nastro

Cormons, inaugurato il bacino per salvare 140 ettari di vigneti dalla siccità

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 22 Mag 2026
Copertina per Cormons, inaugurato il bacino per salvare 140 ettari di vigneti dalla siccità

L’opera, finanziata da CCIA e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, «ridurrà gli sprechi». Bernardis richiama il «modello per gli altri consorzi in Regione».

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Cigni e germani reali l’hanno già individuato come preziosa oasi in cui riprodursi. È stato inaugurato nel pomeriggio del 22 maggio il bacino di accumulo di Cormons nella frazione di Zegla, che consentirà di irrigare circa 140 ettari di terra, tutelando i vigneti dalla siccità per ottimizzare la produzione delle pregiate uve del Collio. Un progetto che ammonta a 2.225.620 euro - stanziati dal Fondo Gorizia della Camera di Commercio Venezia Giulia e dal Consorzio di Bonifica regionale – incentrato sull’approvvigionamento idrico di acqua piovana, la cui frazione eccedente viene pompata dall’impianto microirriguo di Pradis. Nel complesso sono nove i settori in cui è suddiviso l’impianto, con una portata totale pari a 45 litri al secondo e quattro pompe destinate a sollevare nonché spingere l’acqua al gruppo di filtrazione. «Con grande soddisfazione oggi inauguriamo quest’opera – dichiara il presidente del Consorzio Enzo Lorenzon – che è un laghetto contenente quattro milioni di metri cubi d’acqua indispensabile a irrigare le colline circostanti». Una struttura necessaria a contrastare i cambiamenti climatici in atto, causa di precipitazioni intense concentrate in tempi brevi alternate a lunghi periodi di siccità.

Contro gli stravolgimenti climatici e per fornire acqua alle vigne gli invasi di stoccaggio si rivelano dunque validi strumenti di supporto: «La filosofia – spiega – è quella di raccogliere e trattenere l’acqua quando ne abbiamo, per poi riconsegnarla al territorio nel momento in cui viene a mancare. Queste quattro pompe – indica i dispositivi nell’edificio – raccolgono l’acqua dal lago e la spingono attraverso le tubature su verso i vigneti. Poi sarà l’agricoltore a stabilire quale impianto preferire». Si tratta di apparecchiature a bassa pressione che consentono di erogare l’acqua localizzandola all’apparato radicale della pianta, garantendo così un’efficiente distribuzione della risorsa idrica. Un vantaggio che assicura acqua persino nell’ipotesi in cui si riduce in maniera considerevole grazie alla vicina roggia, che consente di caricare l’invaso anche in mancanza di pioggia: «Abbiamo considerato tutte le situazioni possibili – assicura – e credo rappresenti una modalità importante per conservare la produttività, oltre che un sostegno fondamentale al mondo agricolo».

Il servizio è in grado di coprire una decina di giorni durante il periodo estivo, «più che sufficienti», in quanto i terreni collinari necessitano di minor acqua rispetto alle aree di pianura maggiormente ghiaiose. «L’importante – ribadisce - è dare acqua quando serve, prima che le foglie inizino a soffrire». Da impianto idrico a rifugio felice per uccelli e anfibi: «Sta diventando un’oasi – riflette – tanto più che abbiamo acquistato la parte successiva al laghetto, a dimostrazione di come agricoltura e natura possano coesistere in armonia». Presente all’inaugurazione anche il presidente di Coldiretti FVG Martin Figelj: «Ormai il Consorzio di Bonifica è diventato esempio per l’intero territorio nazionale. L’irrigazione riveste un ruolo sempre più importante e questo laghetto lo testimonia appieno – precisa –, ma posso anche garantire che la progettualità del Consorzio è apprezzata a livello nazionale». Sostenibilità e facile gestione sono i cavalli vincenti sui quali scommettere per implementare la risorsa d’acqua con un ulteriore bacino e altri efficientamenti: «Probabilmente verrà realizzato anche un impianto fotovoltaico galleggiante – rivela – per andare incontro ai costi energetici, ma per fortuna la Regione ci supporta e le aziende sono soddisfatte, perché riusciamo a ottenere raccolti anche in annate difficili». A confermarlo è il consigliere regionale Diego Bernardis:

«Questo è uno dei tanti gioielli che il Consorzio ha realizzato nel territorio isontino: ricordo che di bacini irrigui ce ne sono già un paio nel comune di Dolegna del Collio. È una soluzione utile sia per far fronte al problema della siccità – sottolinea - sia per venire incontro alle esigenze dei produttori e delle aziende agricole. Per questo come Regione continueremo a fornire supporto. Lo stiamo già facendo con la Direzione dell’Agricoltura, e l’assessore Zannier in questo senso ha garantito anche per il prossimo futuro finanziamenti ai consorzi per realizzare ulteriori invasi a scopo irriguo come questo». Nel ringraziare il Consorzio e lo staff, definisce poi i componenti dell’associazione «pionieri» di una strategia che funge da modello per gli altri consorzi regionali. «L’attività nasce a diverse mani – chiarisce l’assessore alle Risorse Agroalimentari, Forestali, Ittiche e alla Montagna Stefano Zannier – perché l’invaso ha fruito di un sostegno economico stanziato dalla Camera di Commercio, mentre la stazione di pompaggio e l’intera infrastruttura è oggetto di un finanziamento regionale.

La finalità sta all’interno di quella visione strategica della Regione, che sfrutta questa tipologia di invasi - di dimensioni non eccessive, garanzia di raccolta delle acque quando disponibili – per una distribuzione con sistemi ad alta efficienza, quali quelli d’irrigazione a goccia su colture specializzate. Un complesso che da un lato garantisce la risorsa idrica nei momenti di necessità, dall’altro impiega sistemi ad alta efficienza che minimizzano il consumo di acqua, evitando sprechi». Un taglio del nastro svoltosi ai margini del lago mentre i germani hanno preso il volo, preceduto dalla benedizione celebrata da monsignor Iganzio Sudoso: «L’acqua è il bene comune più prezioso – chiosa l’officiante -, la risorsa primaria che garantisce la vita, lo sviluppo e il futuro del nostro ecosistema. In un’epoca segnata da profonde sfide climatiche – conclude –, la capacità di raccogliere, conservare e gestire l’acqua in modo intelligente e sostenibile è un dovere civico e una responsabilità verso le prossime generazioni».

(Foto, Rossana D'Ambrosio, Andrea Tomasella)

 

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