L'ANNIVERSARIO
Confcommercio Gorizia festeggia 80 anni di storia e guarda al futuro con ‘Impresa Cultura’
All’assemblea del Palazzo del Cinema, il sistema associativo rilancia il ruolo del commercio come costruttore di comunità. Fedriga, «un importante pezzo di storia del Paese».
Ha avuto luogo questo pomeriggio, martedì 5 maggio, al Palazzo del Cinema di Gorizia, la celebrazione degli 80 anni dalla nascita di Confcommercio Gorizia, occasione anche per annunciare la nascita di Impresa Cultura all’interno del coordinamento nazionale, che mira a rafforzare il ruolo economico e sociale della cultura, favorendo il dialogo tra imprese e istituzioni, sostenendo la competitività del settore e promuovendo politiche e progettualità integrate nei campi della cultura.
A sottolineare il significato di questo passaggio è stato Gianluca Madriz, presidente di Confcommercio FVG e Confcommercio Gorizia, che ha aperto - e poi successivamente chiuso - l’assemblea: «Quale opportunità nasce oggi dal cambiamento che stiamo vivendo? È questa la domanda su cui si interroga la nostra assemblea. Il cambiamento è nella natura delle cose e dei mercati - ha spiegato Madriz - nelle terre di confine, come Gorizia, è una condizione permanente della storia, ma anche uno spunto necessario per modelli economici e relazionali rinnovati».
Proprio dal 1946 Confcommercio Gorizia vive dentro questi cambiamenti: «li attraversa, li interpreta e li rilegge come occasioni di crescita per le imprese e per la comunità - ha proseguito il presidente - la celebrazione del nostro 80esimo anniversario non è quindi solo un momento commemorativo, ma il racconto di resilienza, adattamento e visione delle nostre comunità, con identità, cuore e fiducia. È il nostro racconto di una capacità tutta goriziana: ricostruire, unire e guardare al futuro».
«Una terra di confine che si è evoluta negli anni: il nostro territorio ha affrontato continui cambiamenti, spesso anche stressanti. Gli esercizi commerciali goriziani hanno rappresentato a lungo un punto di riferimento, offrendo un’ampia scelta - ha invece evidenziato il sindaco Rodolfo Ziberna - oggi, dopo oltre cinquant’anni, i cittadini sono tornati ad abitare a Gorizia, generando nuove opportunità di lavoro e rilanciando il commercio. È un territorio che nel tempo ha acquisito sempre maggiore appeal. Una città che sta crescendo e migliorando: un risultato frutto della collaborazione».
Ad unirsi alle voci anche quella del presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti: «Un ruolo tutt’altro che marginale è quello svolto dal Fondo Gorizia, che quest’anno compie 50 anni, con 365miliardi delle vecchie lire investiti nello sviluppo del territorio - ha sottolineato - un impegno che ha sempre visto una stretta sinergia tra la Camera di Commercio e il sistema territoriale. Fondamentale anche il tema dell’università: abbiamo investito su Uniud e Units a Gorizia, perché abbiamo bisogno di giovani che vivano e facciano vivere la città».
L’ha definita invece «un pezzo di storia del Paese» il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, evidenziando la capacità del territorio di trasformare «le ferite del confine orientale in una cicatrice che ne ha rafforzato la pelle». Fedriga ha inoltre rimarcato come le opportunità legate a GO! 2025 nascano proprio da questa attitudine al dialogo e al superamento delle divisioni, ribadendo che la Regione crede fortemente nel potenziale della città e punta a renderla «un polo attrattivo per il Made in Italy in Europa». Nel suo intervento ha poi voluto richiamare i dati sulla crescita del territorio: evidenziando come nel 2025 il turismo sia aumentato del 25%, mentre rispetto al 2019 le presenze sono più che raddoppiate. Tra i progetti simbolo, il governatore ha citato il successo della Digital Art Gallery, annunciando l’intenzione di potenziarla con nuove installazioni e con l’obiettivo di portare a Gorizia «il primo festival europeo dell’arte digitale». Infine, Fedriga ha indicato la direzione per il futuro: «trasformare l’intero nucleo urbano in un centro commerciale diffuso», capace di attrarre grandi marchi del Made in Italy, attraverso accordi strategici e una collaborazione solida tra istituzioni e mondo del commercio.
A chiudere gli interventi istituzionali è stato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha definito le celebrazioni per gli 80 anni «il culmine di un percorso» costruito con impegno e passione, sottolineando la capacità di Gorizia di evolversi nonostante la complessità del territorio di confine. Sangalli ha ricordato la lunga tradizione dell’associazione e ha ribadito il «no ai contratti pirata», richiamando poi il dato dei 156mila negozi scomparsi in Italia dal 2012, con Gorizia tra le realtà più colpite. Da qui l’importanza di difendere identità e diversificazione del commercio: «gli esercizi sono diversi tra loro e rappresentano un valore». Le imprese, ha concluso, sono «costruttori di comunità», fondamentali non solo per l’economia ma anche per la vita del Paese.
L’evento è proseguito con un momento di confronto dedicato ai cambiamenti che Gorizia sta attraversando, attraverso un racconto a più voci accompagnato dal direttore di Confcommercio Gorizia, Monica Paoletich, che ha introdotto e coordinato gli interventi “Visioni e competenze per il futuro delle città” e “Rappresentiamo, nel cambiamento”.
Sono intervenuti Anna Del Bianco, della Direzione centrale Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Walter Mramor, della direzione artistica di A.ArtistiAssociati, Roberto Gajer, presidente FIPE Confcommercio Gorizia, Flavio Cecere, presidente dei Giovani Imprenditori Confcommercio Gorizia e Claudio Polverino, direttore della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg.
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