Chiama il Quirinale, 101 anni per Gastone Milosa: «La guerra? La cosa più stupida»

Chiama il Quirinale, 101 anni per Gastone Milosa: «La guerra? La cosa più stupida»

il personaggio

Chiama il Quirinale, 101 anni per Gastone Milosa: «La guerra? La cosa più stupida»

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 07 Apr 2026
Copertina per Chiama il Quirinale, 101 anni per Gastone Milosa: «La guerra? La cosa più stupida»

Gli auguri di Mattarella sorprendono Gastone, ingegnere della ricostruzione di Napoli. Il racconto di un secolo tra guerra, lutti e memoria.

Condividi
Tempo di lettura

Il telefono squilla ripetutamente, ma temendo una chiamata molesta Serena Milosa decide di rispondere soltanto dopo numerosi tentativi: «Qui è la segreteria del presidente Mattarella – dichiarano all’altro capo - voglia porgere i nostri auguri a suo padre». Cento anni sulle spalle e non sentirli, anche se per papà Gastone il traguardo si spinge ancora più in là e il due aprile è riuscito a spegnere ben 101 candeline. «Quest’anno è passato abbastanza bene – racconta il figlio Mario - non ha avuto alcun tipo di problema. I genitori sono una parte importantissima di te stesso, e io ne sono estremamente orgoglioso. Rappresentano quelle radici che ti ancorano alla terra, ma sarei ancora più felice se ci fosse stata ancora mia madre, scomparsa nel 2017 dopo la morte di mio fratello». Nonostante la perdita di un figlio a soli 47 anni - vittima di omicidio stradale - Gastone si rimboccò le maniche per assistere la moglie, scegliendo di abbandonare il proprio mestiere e andare in pensione alla veneranda età di 81 anni. Nel dopoguerra partecipò alla ricostruzione della città partenopea distrutta durante i bombardamenti, costruendo quartieri e appartamenti anche a Forcella e Secondigliano.

«In vita sua ne ha viste molte – rimarca Mario - dal fascismo all’occupazione nazista e poi alla liberazione da parte degli alleati. Però quello che oggi ripete è che un periodo così funesto sotto tutti gli aspetti non lo ha mai visto. “Possibile – si domanda - che l’essere umano ancora non abbia capito che la guerra è la cosa più stupida che ci possa essere?”». «Speravamo di passare un compleanno tranquillo – spiega Serena - invece come al solito mio padre deve prepararci delle sorprese tenendoci sulle spine fino all’ultimo». Mentre nel 2025 il traguardo era stato segnato da grandi festeggiamenti, in quest’anniversario la scelta ricade s’una festa più intima per non affaticarlo. «Lo scorso anno festeggiammo con tutti i nipoti, ma stavolta ci siamo limitati a un pranzo al ristorante. Abbiamo mangiato tranquillamente fino al momento di spegnere le candeline, quando mio padre ha perso i sensi per un calo di pressione». Forse per l’emozione o soltanto per il caldo, Gastone perde conoscenza e viene disteso in attesa dei soccorsi. «Gli abbiamo allentato la cravatta chiamando l’ambulanza, arrivata dopo una mezz’ora quando ormai si era ripreso del tutto». Così, il festeggiato viene costretto ad abbandonare la tavola sul più bello e le candeline restano a luccicare sulla torta intatta, mentre i parenti seguono l’autolettiga come il corteo dietro la sposa.

«Era arrabbiatissimo perché non voleva andare – aggiunge -. Adesso non fanno più salire i parenti, quindi siamo andati dietro. Tutto quel pomeriggio l’abbiamo passato tra ospedale e casa a darci il cambio. Per fortuna verso le otto di sera l’hanno dimesso dicendo che s’era trattato di una sorta di sincope, che colpisce più facilmente gli anziani. Ieri era nervosetto, non voleva saperne delle candeline, diceva: “Mi hanno portato male”. Poi nel giorno di Pasqua abbiamo approfittato mangiando a casa da lui, così abbiamo scattato la foto con la torta e siamo riusciti a recuperare la festa. L’importante – sottolinea - è che abbia superato le difficoltà senza conseguenze. Pensi che oltre a quelli del sindaco ha ricevuto anche gli auguri dalla segreteria di Mattarella, il quale ci tiene a ricordare le persone che compiono il secolo. Ma di certo non immaginavo di essere chiamata direttamente a casa. Continuavo a vedere questo numero col prefisso di Roma in parte nascosto, di sole quattro cifre. Immaginavo fossero quelle chiamate pubblicitarie martellanti, finché dopo tre o quattro volte ho avuto l’illuminazione e ho risposto: “Qui è la segreteria del Presidente Mattarella – annunciano nel rinnovare gli auguri – quest’anno non possiamo rilasciare niente di scritto per cambio di procedure interne e i troppi impegni del Presidente”.

Se nel 2025 le felicitazioni presidenziali arrivarono tramite missiva cartacea, quest’anno sono giunte telefonicamente e io sono stata eletta portavoce di Mattarella». A inviare gli auguri per iscritto è stato invece il primo cittadino Rodolfo Ziberna: «Egregio signor Gastone – si legge nella lettera del Comune di Gorizia -, mi sembra ieri di aver festeggiato con Lei l’invidiabile traguardo del Suo centesimo compleanno. Come dimenticare, quindi, questo giorno speciale: spegnere 101 candeline è impegnativo, me ne rendo conto, ma sono sicuro che tra i Suoi ricordi di ieri e di oggi ce ne saranno molti di indimenticabili! Ecco allora il mio augurio a una persona straordinaria: viva con infinita gioia ogni attimo di ogni singolo momento accanto alle persone che Le vogliono bene, in attesa che il futuro Le porti ancora tante belle sorprese». Ed eccolo, Gastone, che a Pasquetta si concede al telefono in un’emozionante chiacchierata: «Le faccio i miei complimenti per aver raggiunto questo traguardo importante», introduco la conversazione. «Cosa che non fa piacere a me, però – ribatte con dispiacere – perché ho perduto tutta la mia famiglia di origine.

La nostra era una famiglia numerosa, eravamo cinque figli – rammenta –, tre femmine e due maschi. Io ero il primo, il maggiore, e sono rimasto in piedi. Gli altri, invece, se ne sono andati tutti quanti. Andavamo sempre d’accordo, quindi questo è un peggiorativo, perché se ne sente ancor di più la mancanza». Una carriera come ingegnere edìle abbandonata solo per bisogno: «Avrei continuato finora perché la mia professione mi piaceva – confessa - invece a 81 anni smisi perché mia moglie aveva bisogno di essere accudita. Mi ha fatto piacere, ricevere gli auguri dal Presidente Mattarella – sorride con tenerezza – chi sono, io? Mi ha scritto anche il sindaco, l’anno scorso mi mandò l’assessore Romano». Si scusa perché «sente male» dalle orecchie, mentre prosegue a ricordare: «La Seconda guerra mondiale l’ho vissuta tutta quanta, quando scoppiò avevo quindici anni. Fui chiamato alle armi a diciassette, ma grazie all’armistizio non andai. Sarei stato il più giovane ufficiale di Marina. Siamo vissuti tra un’incursione aerea e l’altra. Poi ci fu l’occupazione nazista, ma noi buttammo fuori i tedeschi durante le Quattro Giornate di Napoli». Infine, non nasconde la sua preoccupazione per l’attuale situazione geopolitica: «I nostri governanti hanno una scarsa cultura. Dopo il fascismo ci aspettavamo qualcosa di meglio – ironizza -, speriamo in bene. Anche se il detto dice: “chi di speranza vive, di speranza muore”». 

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.


Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione