IL CASO
Cervignano, vigilanti dotati di manganello: il caso al 'RoRu Music Bar'. La protesta di Fesica Confsal
Il sindacato segnala l'impiego del bastone da parte di un’agenzia locale di sicurezza, «porto abusivo d’arma». Sul posto, tra il 26 e il 27 aprile scorsi, i Carabinieri che hanno provveduto al sequestro.
Vigilanti privati impiegati presso una ditta locale e dotati di manganello durante il servizio senza autorizzazione prefettizia. A segnalare il caso attraverso una nota è la segreteria triestina del sindacato Fesica Confsal.
Il caso riguarda degli operatori Asc (addetti ai servizi di controllo) in servizio presso il RoRu Music Bar di Cervignano del Friuli, già attenzionati da un paio di mesi dalla segreteria del sindacato per il possesso di manganelli fra le dotazioni di servizio: armi che possono essere portate e autorizzate solamente dal personale delle Forze dell’Ordine e non dalla vigilanza privata, in assenza di autorizzazione prefettizia.
Nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 aprile, la Segreteria Fesica Confsal ha effettuato un ulteriore sopralluogo in anonimo presso il locale. Accertato che gli operatori Asc di servizio continuavano a portare il manganello tra le dotazioni, il sindacato ha chiamato il 112 facendo arrivare sul posto i Carabinieri, i quali – si apprende nella nota – «sono intervenuti per un sequestro penale in relazione a porto abusivo dell’arma».
«La vigilanza non ha bisogno di persone che si credono sceriffi – commenta Fesica Confsal Trieste – il nostro compito non è sostituire le forze dell’ordine, ma collaborare con esse e rappresentare un supporto per permettere loro di intervenire in maniera mirata».
Oltre al porto abusivo, riferisce il sindacato, è giunta informazione che presso tale agenzia locale di sicurezza privata (non menzionata per motivi di privacy) si verificano casi in cui la turnazione di riposo tra un servizio e l’altro non viene rispettata, così come di «operatori sfruttati oltre le 12 ore di servizio».
La segreteria provinciale chiede dunque controlli più capillari alle autorità competenti, «in maniera tale che chi non rispetta le normative vigenti venga punito». Qualora non vi sia alcun intervento in tal senso, essa si dichiara pronta a proclamare lo stato di agitazione, «fermando per 48 ore l’intero comparto».
Da parte dell’agenzia locale di sicurezza privata fin qui menzionata, viene fatto inoltre sapere, sono giunte alla Segreteria anche delle minacce, «non però ancora così gravi da dover provvedere». «Ma se il direttivo lo riterrà opportuno – conclude la nota – si farà un tavolo d’incontro per chiarire la situazione».
In foto : a sinistra Martin Furlan, a destra Tomas Zotti (direttivo Fesica Confsal)
Ha collaborato Salvatore Ferrara
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