Sanità
Casa di Comunità a Gorizia, incursione del Comitato Bisiani in Consiglio: «Garanzie per la sanità»
Scontro in Aula in vista dell'inaugurazione della Casa di Comunità. Ziberna annuncia la visita dell'assessore Riccardi e del direttore Poggiana. Confronto garantito.
Il Consiglio Comunale previsto per la serata del 30 marzo non è ancora iniziato, che molti cittadini del Comitato Bisiani si radunano innanzi all’accesso della sala consiliare di Gorizia. Chiedono «garanzie per la sanità»: questo è il monito scritto con lo spray rosso sullo striscione bianco teso dai presenti. «Oggi siamo qui – spiega il referente Adelino Adami - per rafforzare la nostra richiesta di un incontro con l’assessore regionale alla Sanità e i vertici nell’ufficialità di un Consiglio Comunale. Il problema della Casa e dell’Ospedale di comunità investe il futuro della medicina territoriale: se non li organizziamo con ragionevolezza, mettiamo a rischio la medicina territoriale. È fondamentale che i vertici rispondano delle funzioni delle Case di Comunità in un incontro ufficiale all’interno di un consiglio comunale, dove il pubblico possa essere presente, eventualmente trasmettendo la registrazione nell’Auditorium». Memore dell’esperienza con l’unità di terapia intensiva coronarica - la cui chiusura è stata scongiurata grazie a un’azione trasversale – il comitato si appella ancora una volta «a un’azione di tutte le forze politiche». «Non può trattarsi di un incontro “pour parler” – insiste - di fronte a un caffè. Le chiacchiere non servono: chiediamo sia ufficiale, e auspichiamo che la richiesta venga sostenuta da tutte le forze politiche presenti. Non deve partire solo dalla sinistra o dalla desta, in quanto la salute è un bene di ciascuno e tutti devono mobilitarsi».
Ad affrontare la questione durante le tradizionali “comunicazioni del sindaco” è il primo cittadino Rodolfo Ziberna, che rimarca come per il 20 aprile sia atteso l’assessore alla Salute Riccardi «accompagnato da Poggiana». Un incontro durante il quale verrà inaugurata la Casa di Comunità alla presenza del pubblico e dei consiglieri, che avranno così modo d’interpellare le autorità presenti «per un paio di minuti». «Credo che la sanità vada oltre il recinto del Consiglio comunale – ribadisce – per questo motivo sarà un confronto aperto alla cittadinanza». Entro martedì 14 aprile la cittadinanza e le forze politiche potranno inviare una mail in cui esprimere valutazioni o suggerimenti indirizzati a Riccardi e Poggiani, inviando direttamente il testo a scrivialsindaco@comune.gorizia.it per ottenere un riscontro già durante il primo intervento. Ancora incerto l’orario di ritrovo, ipoteticamente fra le 17.30 e le 18 presso la Casa di Comunità seguito da una riunione in Auditorium. «Non sarà una seduta di consiglio – sottolinea – ma una riunione dei consiglieri e dei cittadini per offrire chiarimenti sulla destinazione della Casa di comunità, anche se si parlerà dell’intera sanità isontina a 360 gradi».
A chiedere l’immediata sospensione dei capigruppo è stato Franco Zotti (Patto per il Nord), evidenziando la necessità di «una riunione ad hoc sulla Sanità». Scintille anche da Andrea Picco (Noi mi noaltris Go): «Quanto ha appena illustrato il sindaco confligge con quello che noi capigruppo abbiamo deciso di fare, nessuno di noi ha parlato di due minuti». Dal canto suo, la presidente Silvia Paoletti osserva come nella precedente conferenza si fosse stabilito di attendere le comunicazioni del sindaco. «Mi fa parlare? – ribatte Picco contrariato – Quanto comunicato dal sindaco è irricevibile dal Consiglio comunale, in quanto avevamo chiesto almeno una riunione di consiglio convocato con un ordine del giorno e uno spazio che potesse essere quello delle interrogazioni, dove poter audire Poggiana e altri. Ritengo più corretto – conclude - una riunione dei capigruppo e una comunicazione onesta al pubblico in aula di quanto accadrà il 20 aprile. Così agendo, il sindaco ha preso una decisione e noi siamo stati tagliati fuori». In disappunto Ziberna, secondo il quale «il Consiglio può essere convocato quando è la riunione dei capigruppo a proporlo», e «in quanto sindaco non posso convocare una persona esterna». «Ci si misura – aggiunge - parlando senza gridare o minacciare. Io non “convoco”, piuttosto “invito” l’assessore Riccardi».
A intervenire è stata poi Giulia Roldo (Gorizia liberale) nel chiedere di moderare i toni: «Un invito a lei, sindaco: ricordiamoci dove siamo, perché la terminologia dev’essere adeguata al contesto. Nella riunione capigruppo abbiamo ritenuto cogente il tema Sanità, stabilendo dei punti interpretati da lei in maniera erronea. In occasione della visita della Serracchiani si era tenuto un consiglio comunale – ricorda – e quella seduta fu istituzionale, con il pubblico presente». Avanzando poi la proposta di sospendere il consiglio per una decina di minuti in una riunione estemporanea: «Noi ci appelliamo a lei come cittadini – chiarisce – e in questa lotta lei dovrebbe stare al nostro fianco». «Condivido – interviene Rosy Tucci (Gorizia è tua) – l’impossibilità che l’assessore Riccardi possa presentarsi due volte in città, ma a noi è sufficiente che sia presente il 20 in questa sede – alludendo alla sala consiliare – perché questo è il luogo in cui vengono trasmessi messaggi importanti. L’ultima riunione capigruppo ha mostrato maturità e senso di responsabilità a livello trasversale». A concordare è anche Emanuele Traini (Ragione Autonoma Fwd): «Mi accodo e domando cosa sia cambiato in termini normativi dal consiglio della Giunta Serracchiani. Capisco i toni, ma la democrazia è rappresentativa, e i cittadini parlano attraverso di noi».
Un dibattito acceso seguito dall’intervento della dem Laura Fasiolo: «Non posso che constatare con delusione la mancanza di quella necessaria sintonia e convergenza – riflette – perché tutelare il presidio ospedaliero significa impedire l’impoverimento sanitario isontino, che è un obiettivo comune da perseguire, e per arrivarci è necessario riunirsi nella sede istituzionale». «Più che una capigruppo che interrompa il Consiglio – ritiene Luca Mastroianni (Udc) – ne organizzerei una allargata nei prossimi giorni, ad hoc per il 20 aprile». A sedare la discussione accesa è stata da ultimo l’assessore al Welfare Silvana Romano: «Ero presente alla riunione, abbiamo parlato in modo costruttivo e stabilito che in presenza di una data ci saremmo reincontrati. Condivido la proposta di una riunione per la prossima settimana, per preparare le domande da porre a Riccardi». Finché la presidente Paoletti ha stabilito di riunire la capigruppo in coda al Consiglio, costringendo la cittadinanza ad abbandonare sconsolata l’aula.
Foto di Rossana D'Ambrosio
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